di redazione
Piattaforma rivendicativa dei sindaci dell’area iblea e della Consulta permanente dei Presidenti dei Consigli Comunali
Il Sindaco Federico Piccitto prenderà parte, a Caltanissetta, all’Assemblea Regionale ANCI di martedì 21 aprile 2015.
Nel corso della riunione il primo cittadino presenterà un documento, che riportiamo in calce, elaborato e sottoscritto dai sindaci iblei e dal presidente della Consulta Permanente dei Presidenti dei Consigli comunali iblei.
La Piattaforma rivendicativa dei rappresentanti degli enti locali dell’area iblea si sviluppa su quattro punti fondamentali:
-Riforma del sistema integrato dei rifiuti;
-Ripristino immediato dei trasferimenti economici dovuti agli enti locali;
-Chiarezza sul futuro dei “Liberi Consorzi”;
-Fiscalità locale, armonizzazione contabile, trasferimenti risorse Stato-Regione.
PIATTAFORMA RIVENDICATIVA ENTI LOCALI – ASSEMBLEA REGIONALE ANCI – CALTANISSETTA 21 APRILE 2015
La situazione di crisi economica, in Sicilia, è acuita da una vera e propria crisi istituzionale, che di fatto ci consegna un governo regionale incapace di fornire alcun tipo di risposta puntuale alle numerose problematiche irrisolte che interessano non solo il funzionamento, ma perfino la sopravvivenza degli enti locali.
A questo si unisce una politica di tagli lineari che il governo regionale, insieme a quello nazionale, sta concretizzando ormai da un triennio e che, attraverso la drastica riduzione dei trasferimenti dovuti, rischia di cancellare qualsiasi sforzo di riqualificazione della spesa che gli amministratori locali, specie a Ragusa, stanno realizzando.
Per un territorio storicamente produttivo, ed altrettanto storicamente isolato ed ignorato, come quello della provincia di Ragusa, ciò si traduce nell’ennesima, intollerabile, mortificazione.
La quale è accompagnata dal costante operazione di “commissariamento” condotta dalla Regione sui principali enti di coordinamento e controllo del territorio, che rende impossibile qualsiasi decisione immediata e soprattutto qualsiasi programmazione a medio e lungo termine, mortificando ulteriormente le aspettative dei cittadini. I sindaci iblei non sono più disponibili ad accettare supinamente ed in silenzio, l’indifferenza e l’assenza di risposte da parte di Stato e Regione, ed hanno condotto, dall’8 al 15 aprile, un’azione di informazione e sensibilizzazione itinerante nelle città della provincia, elaborando una piattaforma rivendicativa con i seguenti punti:
– Riforma del sistema integrato dei rifiuti
E’ necessario rivedere complessivamente le modalità di applicazione della Legge Regionale 9/2010. Il passaggio tra le vecchie società d’ambito (ATO) alle nuove società per la Regolamentazione della Raccolta dei Rifiuti (SRR), ha complicato ulteriormente, anziché semplificarlo, il quadro normativo ed operativo relativo al sistema di raccolta, smaltimento e gestione dei Rifiuti, creando una vera e propria emergenza economica, sociale e tecnica che ricade sugli Enti Locali e di conseguenza sui cittadini.
A questo si aggiunge il solito “vizio-annuncite” del Governo Regionale, che intende penalizzare ulteriormente i Comuni che non hanno ancora raggiunto adeguati livelli di Raccolta Differenziata, ma che, come nel caso di diversi comuni iblei, sono impossibilitati a farlo proprio a causa della confusione tecnica e normativa che regna a Palermo.
Da qui la necessità di rivedere il sistema delle SRR e, di conseguenza, di gestione dei rifiuti, cui si unisce la contestuale necessità di provvedere a risolvere l’emergenza discariche, individuando e mettendo in funzione siti alternativi di conferimento, o risolvendo le criticità tecniche collegate ai siti ancora attivi, ancorchè prossimi all’esaurimento.
– Ripristino immediato dei trasferimenti economici dovuti agli Enti locali
Si rilevano inaccettabili i tagli ulteriori di 1,5 miliardi che gli Enti Locali avranno quest’anno a causa della spending review e malgrado le rassicurazioni verbali del Governo forniti all’Anci nazionale.
I fatti sono ben diversi e i tagli ci sono eccome e sono appunto di 1,5 miliardi. Infatti con la legge di stabilità 2015 il fondo di solidarietà comunale ha subito una riduzione di 1,2 miliardi di euro ai quali si aggiungono 288 milioni di euro di altri tagli.
Di fatto sono stati aboliti quasi del tutto i trasferimenti dello stato ai Comuni obbligandoli ad aumentare le imposte ‘locali’ che, a questo punto, nulla hanno di ‘locale’ considerato che gran parte vengono trattenuti dallo Stato.
– Chiarezza sul futuro dei “liberi consorzi”.
Sui ‘liberi consorzi’ la Sicilia vanta ancora un record negativo con l’ennesima ‘riforma’ incompiuta. Il risultato è il caos, i mancati servizi per i Cittadini, oneri aggiuntivi ed impossibili per i Comuni. I Comuni come Licodia Eubea che avevano votato l’adesione al libero consorzio di Ragusa sono lasciati dal governo regionale, in maniera del tutto illegittima, in un ‘limbo’ inverosimile ed inconcepibile.
Non riteniamo di doverci assumere alcun servizio delle ex province senza avere i corrispettivi mezzi in termini di risorse e di personale e senza avere un quadro normativo chiaro, razionale, democratico.”
-Prorogare immediatamente al 30 giugno, i termini per la presentazione del bilancio consuntivo 2014.
Sull’introduzione dell’Imu sui terreni agricoli, pende ancora il ricorso al Tar il cui pronunciamento è atteso per il 17 giugno. L’impossibilità quindi di determinare a priori le decisioni del Tribunale Amministrativo sulla legittimità del decreto del governo nazionale, renderebbe quindi impossibile l’eventuale predisposizione di un bilancio basato su un’entrata ancora oggetto di ricorso, e sulla quale i Comuni hanno manifestato la propria totale contrarietà nel metodo e nel merito. Da qui la richiesta di proroga.
-Fiscalità locale, armonizzazione contabile, trasferimenti risorse Stato-Regione
E’ necessario invertire immediatamente la rotta rispetto alla “costante” riduzione dei trasferimenti di risorse economiche garantite agli Enti Locali da Stato e Regione. Non è accettabile che, come nel caso dell’introduzione dell’Imu sui terreni agricoli già citato, il governo nazionale decida unilateralmente, per far quadrare i propri conti, un taglio retroattivo cospicuo relativo ad erogazioni economiche necessarie a garantire equilibrio a bilanci comunali già chiusi.
Un atteggiamento di scarsa serietà nei confronti degli amministratori locali e dei cittadini, che non trova riscontro nemmeno nel recente passato, ed in Sicilia fa il paio con una situazione economica del Governo Regionale, che ha già certificato il proprio dissesto e che ora intende far pagare, ancora una volta, agli Enti Locali ed ai cittadini, una politica fallimentare ultra-decennale.
Gli enti locali, impossibilitati di fatto a chiudere i bilanci in altro modo, saranno costretti, ove possibile, ad inasprire ulteriormente la pressione fiscale sui cittadini, diventando veri e propri “esattori per conto terzi”, o in alternativa ad operare una politica di tagli lineari devastanti.
Il settore più colpito, proprio a causa di bilanci da tempo “ingessati” da spese obbligatorie, sarà quello dei servizi sociali. Un elemento ulteriormente devastante, in termini non solo economici ma soprattutto sociali, alla luce della crisi finanziaria che da un triennio interessa anche l’Italia.
A questo si aggiungono casi paradossali in alcuni comuni iblei, a cui, nonostante la situazione critica dal punto di vista economico, non viene erogato alcun trasferimento dal Fondo di solidarietà, per motivi non comprensibili.
Sulle criticità finanziarie dei Comuni, infine, pesa come una spada di Damocle l’applicazione della riforma relativa all’armonizzazione contabile degli Enti Territoriali che, per le realtà del Mezzogiorno italiano, caratterizzate storicamente da livelli di riscossione dei tributi non elevati, e senza correttivi che introducano una certa gradualità, potrebbe tradursi in una vera e propria ecatombe finanziaria di proporzioni con calcolabili.
In sintesi si configura, per gli enti locali, una situazione paradossale dove a risorse economiche certe si sostituisce un gettito incerto, con tasse introdotte ex-post e senza alcuna programmazione e/o costrutto, cui si unisce, in aggiunta, il carico derivante dall’introduzione della riforma relativa all’armonizzazione contabile che si basa esclusivamente proprio sulle entrate certe.
Una situazione schizofrenica che invece di aiutare gli Enti Locali in un momento così critico, accelera il processo di dissesto per i Comuni già in situazione critica e rischia di trascinare nel medesimo gorgo anche quei Comuni che finora erano riusciti a seguire un percorso virtuoso.
L’unica logica riscontrabile, è appunto quella di far pagare ad altri, i Comuni, il peso del fallimento di Stato e Regione.
Sindaco del Comune di Ragusa
Sindaco del Comune di Acate
Sindaco del Comune di Chiaramonte Gulfi
Sindaco del Comune di Comiso
Sindaco del Comune di Giarratana
Sindaco del Comune di Ispica
Sindaco del Comune di Modica
Sindaco del Comune di Monterosso Almo
Sindaco del Comune di Pozzallo
Sindaco del Comune di Santa Croce Camerina
Sindaco del Comune di Scicli
Sindaco del Comune di Vittoria
Sindaco del Comune di Licodia Eubea
Presidente della Consulta dei Presidenti dei Consigli Iblei
