Ping pong di comunicati Calabrese-Giuffrida, ma l’ordinanza che vieta l’uso dell’acqua è ancora in vigore e nessuno chiede di indagare sull’origine dell’inquinamento

Una ordinanza del Sindaco Cassì ha vietato e continua a vietare l’uso dell’acqua a Marina di Ragusa, da Punta di Mola a via Pescara: non ha fatto tanto rumore il divieto, né l’inquinamento quanto il contraddittorio fra il segretario del Partito Democratico e l’assessore al ramo Giuffrida che anima questo inizio di settimana.
Calabrese fa sfoggio del suo competente eloquio politico, l’assessore Giuffrida, forse nelle mani di qualche sprovveduto esperto di comunicazione, annaspa, scivola sulla nocività scarsa dei nitrati, o, forse, era scivolato prima il sindaco, e il gioco permette al segretario PD di chiudere la querelle con un comunicato pesantuccio, il terzo che, di solito non consiglia repliche perché la gente dopo la controreplica si rompe le palle e lascia i contendenti isolati al loro ruolo.
Circola voce nei corridoi di palazzo che gli amministratori si dicono felici dei comunicati delle opposizioni, e di qualche personaggio in particolare, convinti, da soli o da qualcuno, che certi oppositori, più parlano e più si fanno danno di immagine e di consenso.
Ma non tutto è così vero, anche se le opposizioni potrebbero fare di meglio, di certo la comunicazione degli amministratori, in certi momenti fa rabbrividire

Il segretario cittadino del PD di Ragusa, Peppe Calabrese, unitamente al presidente del movimento Pericentro, Pietro Pace, comincia a parlare parla di “amministrazione incapace e di acquedotto di Camemi ancora fermo”: il politico capisce che è difficile addossare la colpa dell’inquinamento al sindaco e all’assessore, allora tira in ballo i ritardi sull’avviamento dell’acquedotto di Camemi, sui quali insistono, però, le maglie della burocrazia regionale
Ma il problema non è recriminare sugli ultimi ritardi per il potabilizzatore di Camemi e sulla rete idrica delle contrade, se ci sono limiti all’utilizzo delle acque, fattore che Calabrese non contesta.
Il problema sarebbe quello di chiedere di indagare sulle origini dell’inquinamento ma, forse perché si sa che l’inquinamento dei nitrati proviene dalle stalle degli allevamenti, si preferisce non sfiorare la categoria e si preferisce girare altrove, come per l’inquinamento delle sorgenti Oro e Misericordia, a Ragusa. Silenzi, e omissioni nei controlli, ormai risaputi.
Sembra, piuttosto, che la scusa dell’inquinamento, per cui lo stesso Calabrese e pace, Presidente di Pericentro, non sembrano strapparsi le vesti, sia l’occasione per parlare dell’immobilismo sulle contrade, che non è solo rete idrica ma fognatura, illuminazione, manutenzione delle strade, e tanto altro.

Sull’inquinamento, intervengono anche Firrincieli del Movimento 5 Stelle e La Porta di Territorio, ma l’assessore, nella foga, sembra rispondere solo a Calabrese, occupandosi del potabilizzatore di Camemi, non considerato negli altri comunicati. Primo errore, da principiante della politica, non sappiamo se dell’assessore o di chi si occupa della comunicazione dell’assessore.
Poi la caduta verticale, minimizzando gli effetti dei nitrati, in netto contrasto con quanto dichiarato e inserito nell’ordinanza, dal sindaco.
Da ultimo, le solite barzellette dei confronti con la regione per l’utilizzo dell’acqua della diga, questioni che , con una sola telefonata, Musumeci o Falcone potrebbero e dovrebbero risolvere in cinque minuti.
Leggerissimo il comunicato dell’assessore, incrinato da alcuni passaggi che ne vanificano ogni minima valenza.
Tanto che Calabrese infierisce, seconda nota che, con moderazione ed eleganza, straccia la posizione dell’assessore, con il finale pesante: “Forse Giuffrida dovrebbe imparare a far silenzio ogni tanto”.
Il segretario PD mira al bersaglio grosso e mette a nudo il malvezzo di giustificare ogni problema, rivendicando la giustezza delle scelte e la ormai consuetudine di trasformare ogni azione ordinaria dell’amministrazione (e degli uffici, NdR) come straordinaria. Definisce l’assessore come fuoriclasse della disciplina.
Ma, sulle ali dell’entusiasmo, anche Calabrese scivola: quella dei nitrati sarebbe problematica vecchia, “che la nostra città conosce bene, altri sindaci in passato hanno dovuto disporre lo stesso divieto per Marina di Ragusa a causa dello sforamento del parametro massimo di nitrati consentiti, il cui massimo è 5 mg per litro, mentre i nitriti devono essere inferiori a 0,5 mg/l. Infatti, circa 15 anni fa, è stato installato un denitrificatore a servizio della località costiera proprio per tentare di risolvere la questione.”
E allora, viene da chiedersi, perché tutto questo casino se il fenomeno è quasi naturale? Piuttosto, viene da chiedere, altresì, se questo nitrificatore funziona o è in fondo ad un magazzino come la macchina per tracciare la segnaletica orizzontale.
Non solo, Calabrese ribadisce che “se l’acqua della rete idrica cittadina si inquina, non può certo essere colpa dell’Amministrazione comunale”
Calabrese scivola, quasi giustificando gli amministratori, ma trova il modo di esaltare quello che considera il ‘capolavoro’ di Giuffrida: “venerdì l’inquinamento era in fase di superamento, ma al momento in cui scriviamo l’ordinanza non è stata ancora revocata”, senza accennare al totale silenzio sulla questione e sulle eventuali misure di ausilio ai cittadini che non possono usare l’acqua né sanno se devono sanificare l’impianto di casa.
Nemmeno Calabrese si preoccupa di questo, l’unico passaggio notevole è quello sulla emergenza che permetterebbe facilmente di aggirare i limiti degli accordi per l’utilizzo delle acque della diga, se non per imposizione del sindaco certo per ordine di autorità superiori.
Si cincischia, l’unico dato certo è che l’acqua, nei quartieri indicati dall’ordinanza, è ancora proibita, e non è poco.

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