Più che il Ragusa, esce sconfitta la città dallo stadio Selvaggio

L’esito della prima di campionato di serie D fra Ragusa e Catania era dato per scontato dagli esperti di calcio. Troppa la differenza di valori tecnici in campo fra due squadre con programmi del tutto opposti: il Catania, sia pure partendo dalla serie D, dove è piombato dopo il fallimento societario, ha chiare ambizioni di promozione, che non sono limitate alla serie C ma vogliono arrivare ai vertici del calcio nazionale, grazie anche alla nuova proprietà che, economicamente, è in grado di assicurare tutto per onorare le promesse di riscatto, della squadra e della città.
Diverse le ambizioni della dirigenza del Ragusa Calcio 1949, e non potrebbe essere diversamente perché, come vedremo, la città non merita nemmeno la serie D. Non ha la mentalità, l’imprenditoria adatta a supportare il calcio a livelli dignitosi, la classe politica appassionata di calcio, mancano, insomma, tante cose.
Il Presidente Puma ha detto che l’obiettivo è una tranquilla salvezza, quindi aspettiamoci delusioni come quella odierna.
Perché di delusione si tratta, calcistica e come città.
Una partita fra due esordienti nel campionato era aperta a tutti i risultati, niente era scontato.
Il Catania non ha fatto vedere un gran gioco, solo giocatori di esperienza, solo gli anziani, hanno sbloccato la partita, dopo i gol del 2-0 finale è stato il Ragusa a farsi pericoloso per ben tre volte, senza però riuscire a perforare la difesa avversaria. Nel secondo tempo i ritmi sono via via calati, c’era anche da considerare che si trattava del primo impegno stagionale vero, almeno per i ragusani, non si poteva pretendere di più.
Lampi da parte dei ragusani non ce ne sono stati, risultato alla fine giusto, ma sembra che a dominare sia stata più la rassegnazione che la consapevolezza di non potercela fare. Comunque, nel complesso, una prestazione incoraggiante per il prosieguo del campionato per il quale la formazione iblea sembra in grado di poter affrontare con tranquillità almeno le squadre di mezza classifica.
A perdere invece l’immagine della città, da Catania sono venuti al paese e si sono impadroniti dell’evento: stadio blindato e consegnato per due terzi alla tifoseria ospite, i ragusani non hanno nemmeno potuto parcheggiare fuori dalla tribuna A loro riservata. Non sono certo decisioni della società ma delle forze di pubblica sicurezza, ma non è certo che fuori avvengano queste cose.
Nonostante non ci sia stato il tanto annunciato tutto esaurito, spazi restavano in tribuna B, riservata ai tifosi ospiti e in tribuna A, si scopre che sono stati ceduti i diritti per la diretta televisiva e streaming al maggiore gruppo editoriale catanese che si vanta di aver acquisito i diritti di tutte le partite del Catania, anche di quelle esterne, queste ultime non si sa se in esclusiva.
Ne è venuta fuori la solita telecronaca a senso unico, con analoga trasmissione in studio, si è parlato solo dei catanesi, dei giocatori ragusani raramente citato anche solo il nome durante la telecronaca.
Inquadrate solo le tribune dei tifosi catanesi, mai la tribuna A, interviste solo per dirigenti, allenatore e giocatori del Catania.
A corollario di questa situazione non certo esaltante, la protesta degli ultras ragusani che, vista la situazione tribune, hanno disertato la partita per protesta, sulla quale ci asteniamo dal fare commenti.
Speriamo che, almeno, domani, quando la società, come di consueto, con comodo, emetterà il comunicato stampa sulla partita della domenica, ne potremo sapere di più sui termini di questa cessione dei diritti per le riprese della partita, quale è stato il vantaggio economico per la società e, mentre ci siamo, capire quanti abbonamenti sono stati venduti, quale è stato l’incasso, insomma tutte le notizie che canonicamente vengono diffuse a margine di ogni partita di calcio, almeno in Italia.
A parte le condizioni fatiscenti di molte parti dello stadio, per il quale non sono stati avviati i necessari interventi, peraltro già finanziati, c’è un altro particolare che ci ha colpiti nemmeno l’ombra di cartelloni pubblicitari a bordo campo, è nota la sensibilità dell’imprenditoria ragusana per il calcio ma qualche spazio poteva essere venduto. Allora a questo proposito, ci viene in mente di chiedere, ma l’ufficio marketing funziona, il responsabile marketing serve solo per le foto alla firma dei giocatori o si occupa di marketing?

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