Polemiche fra i Sindaci della SRR Ragusa, forse si sente profumo di elezioni provinciali

I sindaci dei comuni di Pozzallo, Roberto Ammatuna, di Chiaramonte Gulfi, Sebastiano Gurrieri, di Scicli,
Vincenzo Giannone, di Acate, Giovanni Di Natale, di Santa Croce Camerina, Giovanni Barone hanno diramato una nota di critica sul funzionamento della SRR ATO 7 di Ragusa, chiedendo che il Presidente, avv. Peppe Cassì, che è anche sindaco di Ragusa, possa garantire tutti i Comuni indistintamente.
I sindaci istanti lamentano i ritardi per la tormentata autorizzazione della riapertura dell’impianto TMB della discarica di Cava dei Modicani, vicenda che avrebbe dovuto vedere tutti i Comuni della Provincia fare squadra.
In più, sottolineano come, dopo giorni di incontri, dibattiti e riunioni snervanti, ci si rende conto invece che alcuni Comuni, oltre al lavoro di squadra, hanno fatto – con la complicità della Regione – fughe in avanti scorrette ed inaccettabili.
Pr questo, chiedono che si faccia squadra oppure ognuno va per la propria strada, occorre maggiore chiarezza e correttezza istituzionale.
Dicono ancora i sindaci, nel comunicato, che “la chiarezza impone a tutti una disciplina nel lavoro di squadra. Così non è stato, e il primo responsabile, nonostante il duro lavoro di questi giorni finalizzato alla riapertura del TMB di Cava dei Modicani, è il Presidente della SRR, il Sindaco di Ragusa Peppe Cassì, che dovrebbe valutare con attenzione la grave situazione, per permettere di riaprire una fase nuova nella difficile gestione della Società che deve vedere protagonisti tutti i Comuni.
L’invito pressante alla Regione è di una attenta vigilanza nei metodi seguiti a garanzia di tutti i soci, che sono i Comuni della Provincia di Ragusa. Con pari dignità.”

Si tratta di una nota di protesta assai generica, senza riferimenti precisi per supportare l’accusa a Cassì di primo responsabile.
E’ cosa strana che non vengano fuori i nomi degli amministratori che si sarebbero fatti protagonisti di fughe in avanti, con la complicità delle regione, come pure si venga fuori ora senza aver prima fornito notizie su “giorni di incontri, dibattiti e riunioni snervanti”.
In effetti, si è saputo poco, nei giorni iniziali della crisi, dei possibili criteri di conferimento, fino ad ora si sa di conferimenti dell’indifferenziato in altre discariche ma senza nulla di ufficialmente cominciato, né sulle destinazioni né sui costi.
A proposito di fughe in avanti, si dovrebbero conoscere le origini di due decreti del Dirigente Generale del Dipartimento Acque e Rifiuti dell’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità, del 22 gennaio, con i quali alcuni comuni venivano autorizzati a conferire presso la discarica di Gela, in particolare i comuni di Vittoria, con il DDG n. 15, i comuni di Modica, Comiso, Scicli, Pozzallo, Acate, Chiaramonte, Giarratana e Monterosso con il DDG n. 17.
Ben quattro dei cinque comuni istanti avevano provveduto, su istanza della SRR ATO7, a mettersi al sicuro appena aperta la crisi, non si sono potuti avere motivi sull’assenza dei comuni di Ragusa, Santa Croce e Ispica
in detti provvedimenti, né si sono avuti particolari sui successivi provvedimenti per il conferimento in altre discariche, da parte dei vari comuni.

In questo scenario di profonda incertezza, nel quale, è spiacevole evidenziare, si sente profumo di elezioni provinciali, perviene la nota di replica del sindaco Cassì ai cinque sindaci relativamente alla questione dell’impianto di trattamento meccanico biologico di Ragusa, nota che pubblichiamo appresso:

“Le lentezze procedurali che hanno comportato la momentanea chiusura dell’impianto di trattamento meccanico biologico di Ragusa hanno esasperato i sindaci dei Comuni d’ambito, costretti a doversi giustificare con i propri concittadini per la mancata raccolta dei rifiuti indifferenziati e per i disagi che ne sono conseguiti, in dimensioni diverse nei vari territori”.
Alcuni Comuni – aggiunge il primo cittadino di Ragusa – hanno ritenuto sin da subito e autonomamente di formulare richieste individuali di autorizzazione a conferire in altri impianti regionali, uscendo da uno schema di squadra, ed attivandosi tramite contatti e conoscenze a tutti i livelli.
Di ciò non può certo essere pubblicamente accusato il sottoscritto presidente della Srr, che ha profuso ogni sforzo per il raggiungimento di un obiettivo comune, con la collaborazione dagli uffici della Società senza limiti di orario, incluse domeniche e festivi.
Come anche comprovato da documenti ufficiali trasmessi alla Regione, la SRR per tramite del sottoscritto, ha agito indistintamente nell’interesse di tutti i Comuni d’ambito per giungere alla definizione di una vicenda che da anni attendeva una soluzione ora a portata di mano.
Il presidente SRR, inoltre, non ha certamente il potere di sorvegliare le iniziative individuali dei singoli Comuni.
A breve, a bocce ferme, quando sarà recuperata la necessaria serenità di tutti, i sindaci dei Comuni consorziati della SRR Ragusa saranno convocati in assemblea per un incontro chiarificatore e per analizzare e prefigurare i futuri scenari del complesso settore della gestione dei rifiuti, che già vede la provincia di Ragusa in posizione di grande vantaggio rispetto agli altri ambiti regionali.
Sarà quindi necessaria – conclude la replica il sindaco Cassì – una assunzione di responsabilità individuale e collettiva su ogni aspetto, a partire dalla regolarità e puntualità dei pagamenti dovuti per la migliore gestione del servizio, aspetto troppo spesso da molti colpevolmente trascurato”.

Anche la nota del sindaco Cassì è generica, in politichese, non chiarisce perché non si sono ricercate destinazioni alternative di conferimento per tutti e nello stesso momento, verificato che i decreti citati, e allegati in calce, sono stati inoltrati dalla SRR ATO 7 per conto dei comuni richiedenti.
E, cosa più importante, non fornisce maggiori interessanti particolari sulla regolarità e puntualità dei pagamenti dovuti per la migliore gestione del servizio, aspetto che, secondo quanto riferisce il sindaco Cassì, risulta “troppo spesso da molti colpevolmente trascurato”

DDG n.15 del 22-01-2021 – S005 – Conferimento straordina

DDG n.17 del 22-01-2021 – S005 – Conferimento straordina (1)

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