Ancora il capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale, Mario D’Asta, torna sull’argomento del conto consuntivo e dell’invio del commissario da parte della regione.
Non è il solo a cercare di rinfocolare la polemica, altri dell’opposizione tentano di illudere l’elettorato con argomentazioni risibili e cercano di soffiare sul fuoco delle polemiche per la desistenza in aula che permette ai 5 Stelle di uscire indenni, pur senza maggioranza, dall’esame di atti importanti.
Ma nessuno si rende conto che l’opinione pubblica, senza particolari preferenze per nessuna parte politica, è stanca di minacce, di avvertimenti, di presunte denunce alla Corte dei Conti, al TAR e agli organi regionali, di pregiudiziali, per irregolarità e illegittimità che non trovano riscontro, ormai da anni.
Le considerazioni delle opposizioni stridono, poi, con quelle dell’assessore al bilancio che, puntualmente, in dichiarazioni ufficiali, parla di risanamento economico dell’ente, di assoluta regolarità delle procedure, del resto avallate da dirigenti, segretario generale e revisori dei conti, di adempimenti eseguiti nel rispetto delle normative di legge.
Restano, così, sul tavolo, gli esiti attesi delle denunce al TAR, alla Procura della Corte dei Conti, ai competenti uffici dell’assessorato regionale agli enti locali, che potranno mettere fine alle polemiche infinite dettate da esigenze di opposizione che, ormai, infastidiscono in mancanza di adeguati riscontri.
La città attende chiarezza, come per l’ultimo invio di un commissario regionale per il consuntivo 2016, deliberato pochi giorni prima dell’avvenuta approvazione in Consiglio.
Pare che, come anche adombrato dalle opposizioni, anche senza conto economico e stato patrimoniale, motivi del contendere in aula fra grillini e opposizioni, vale l’approvazione per cui il commissario avrebbe già dovuto fare inversione di marcia e ritornare a Palermo.
In ogni caso, gli adempimenti che il Commissario avrebbe dovuto adottare partivano da sollecitazioni che si sarebbero concretizzate in provvedimenti a carico dell’amministrazione, almeno dopo 90 giorni.
Le cronache regionali riportavano, fra l’altro, di una frenata, dopo le nomine, per l’attività dei commissari, per le veeementi proteste, prime fra tutte quelle del presidente di ANCI Sicilia, Orlando, che, addebitando ai disastri del governo Crocetta i ritardi nella presentazione dei bilanci, consideravano scellerata la scelta di commissariare tantissimi comuni siciliani.
Ma da Palazzo dell’Aquila, oltre alle dichiarazioni dell’assessore Martorana, non arrivano comunicazioni ufficiali sulle mosse del Commissario.
In mancanza delle quali, le opposizioni trovano terreno libero per argomentare sulle criticità e sulle presunte inadempienze dell’amministrazione, tanto per non perdere l’abitudine anche nel centro delle vacanze ferragostane e della pausa estiva dell’attività politico amministrativa, di fatto esistente in atto.
A farsi sentire, come accennavamo, è Mario D’Asta, capogruppo al consiglio comunale di Ragusa che, prima di tutto, prende le difese del governo Crocetta, dopo le dichiarazioni dell’assessore Martorana.
Non si comprende, se non per posizioni eminentemente strumentali, perché il Sindaco Orlando si scaglia contro Crocetta e il suo operato, perché la corrente renziana del PD, alla quale appartiene D’Asta, spara a zero contro Crocetta, tanto da non gradire, coerentemente, la sua ricandidatura, mente il capogruppo PD di Ragusa se la prende tanto se rilievi dello stesso tenore vengono sollevati dall’assessore dell’amministrazione 5 Stelle.
Che poi le scadenze per la presentazione dei bilanci non siano state rispettate è sotto gli occhi di tutti, e chi ha a cuore il rispetto anche delle scadenze di legge ne potrà tenere conto alle prossime amministrative, ma nel carnevale di termini, di scadenze prorogate, di provvedimenti mai presi, tipico della regione siciliana e, segnatamente del governo a guida PD, sembrano eccessivi i rilievi di D’Asta che proprio alla famiglia PD appartiene.
Lui stesso riconosce che l’invio del commissario si rivelerà, o si è già rivelato, inutile per la quasi contemporanea approvazione del consuntivo, nonostante la mancanza del conto economico e dello stato patrimoniale, altro particolare che conferma il ‘carnevale’ della vita amministrativa regionale a cui siamo abituati, ormai, da tempo e al quale si sono adeguati anche i 5 Stelle con adeguato tempismo.
D’Asta fa poi un accenno all’impossibilità di assunzione per i vigili stagionali, e rispolvera la questione dell’utilizzo delle royalties per il quale dimentica che siamo in attesa dell’esito delle denunce presentate dal suo leader alla Procura della Corte dei Conti e alla Procura della Magistratura ordinaria, per come annunciato a suo tempo.
Al di là delle sterili polemiche sono questi i fatti che interessano la gente, per sapere se ci troviamo di fronte ad una amministrazione dissennata oppure tutto il polverone sollevato su ogni questione è solo frutto di opposizione becera, sterile, inconcludente e strumentale.
