L’ultimo episodio della riunione dei capigruppo ottenuta, ma subito vanificata dal sindaco con una richiesta di rinvio del confronto ad una seduta ispettiva del Consiglio comunale, ha messo a nudo i limiti di una compagine di opposizione, o di minoranza che dir si voglia, che ha mostrato limiti enormi durante tutto l’arco della sindacatura e che ora, nell’approssimarsi del rinnovo dell’amministrazione del Consiglio comunale, ha esaurito le residue risorse per assolvere il mandato affidato dagli elettori.
Ed è proprio la fiducia che gli elettori hanno riposto in alcuni elementi ad essere stata, se non tradita, di certo vanificata. Vedere i capigruppo cedere senza alcuna resistenza al diniego del primo cittadino anche solo per un confronto sereno, informale, destinato a non avere esiti, lascia basiti per la constatazione di opposizioni inermi, inadeguate al ruolo, minoranze parolaie, produttrici di comunicati inutili quanto pomposi ed elaborati.
Questa è una riflessione per rappresentare come le opposizioni non facciano valere il loro peso che, se numericamente non ha valore, di certo lo potrebbe assumere con opportuna strategia.
Sono certo dati disaggregati, forse analizzarti male, che si riferiscono solo al primo turno, e non tengono conto del ballottaggio. Analisi che, forse farebbe rabbrividire professionisti delle analisi elettorali, ma si tratta, in fondo, di una valutazione ‘a fimminina’ che serve solo a far risaltare, all’uomo della strada, come pochi eletti fanno quello che vogliono davanti ai rappresentanti della maggior parte della città che a questo punto, secondo me, in quanto a consiglieri comunali ha scelto gente inadeguata al ruolo.
Una opposizione che non è riuscita a caratterizzarsi e che non ha consapevolezza del ruolo attribuitole dalla città.
Purtroppo, è la degenerazione della politica. Chi rappresenta la città in buona parte è solo gente che si contraddistingue per avere una famiglia numerosa e tanti amici. Nessuno ha contezza e conoscenza delle cose.
24 consiglieri di maggioranza e di opposizione che si fanno intortare dal dirigente di turno su presunte illegittimità nella conferenza dei capigruppo o per le commissioni, anche solo se volessero discutere ed esprimere liberi concetti sulle questioni più disparate.
Sono passati oltre 4 anni e nessuno dei 24 ha mai eccepito alcun atto … nessuno ha mai mosso dei rilievi puntuali sui deliberati dell’amministrazione. Dilettanti dal primo all’ultimo.
Il confronto con opposizioni passate è presto fatto, atti finiti alla Corte dei Conti, atti ritirati, rilevi al servizio ispettivo degli Enti locali accettati e approvati, scontri epici in aula consiliare, finanche con l’intervento delle forze dell’ordine. Confronti civili ma aspri, dove i consiglieri si affrontavano de visu, senza affidare al pettegolezzo le critiche, non mostrando invece lo sguardo collaborativo, come avviene ora.
Analizzare numeri disaggregati è sempre cosa sbagliata, ma uno sguardo allo spreco di voti elargiti nel 2018, conferiti a gente che non ha saputo onorare il mandato, è d’obbligo.
Sul sistema ha influito, indubbiamente, la legge elettorale che ha consentito, in maniera del tutto legittima, al sindaco vincente di aggregare la sua maggioranza a sostegno, permettendo a chi ha ottenuto anche pochi voti di avere i numeri “bulgari” in consiglio comunale, come li definì un 5 Stelle per la maggioranza del tempo.
E così la cosa pubblica, in maniera del tutto legittima, è gestita da 14 consiglieri di maggioranza che hanno sommato solo 2455 voti personali, su un totale di lista di 3.179.
I consiglieri della cosiddetta opposizione, 10, sommano da soli 3989, rappresentano 21.446 elettori delle liste di opposizione, a fronte dei 5.970 elettori delle liste che hanno appoggiato il sindaco in carica.
Ancora un altro dato dice che i dieci consiglieri di opposizione rappresentano, idealmente 23. 253 voti raccolti dai sindaci candidati a fronte dei 7.200 raccolti, al primo turno, dall’attuale sindaco.
Come si può facilmente capire dai numeri, uno spreco enorme di voti, andati a vuoto e per nulla ripagati da un’azione politica di opposizione minimamene valida e degna di questo nome.
L’auspicio è quello che, alla prossima tornata elettorale, indipendentemente da chi vincerà, si possa costituire, comunque un cartello di opposizione in grado di fare politica e ottimizzare il ruolo di controllori e propositivo-costruttivo, proprio di una buona e saggia opposizione, sale di ogni democrazia.
