di Cesare Pluchino
Sparare sui vertici è come sparare sulla Croce Rossa: l’assessore è impegnato anche sul fronte più delicato del bilancio, evidentemente non è coadiuvato in maniera ottimale dagli uffici, ma non si può vivere in eterno con Montalbano, i radiotaxi e il Castello di Donnafugata
L’ultima perla relativa al turismo è quella dell’annuncio, tramite comunicato stampa, che, all’ 11 agosto, sono in corso i lavori per l’installazione dei pannelli turistici, riferibili ad un progetto per un bando europeo del 2010, ammesso a finanziamento nel 2012. Gara aggiudicata nel 2014, da qualche mese si sta lavorando, non proprio alacremente, per definire la fornitura. Gli uffici non hanno di che vantarsi, tenuto anche conto che si sono fatti trovare impreparati al momento di inserire le diciture sui pannelli, e che, in ogni caso, trattasi di un progetto di passate amministrazioni o, meglio sarebbe dire, di passate gestioni del turismo che, oggi, a conti fatti, nel nulla assoluto, non solo comunale, è logico rimpiangere.
Unico aspetto positivo, e di questo va dato grande merito all’autore, l’abbandono della errata quanto utilizzata dicitura ‘’Monumento UNESCO, Patrimonio Mondiale dell’Umanità’ con cui si sono sollazzati tanti ignoranti in questi anni. Finalmente, si parla, correttamente, di monumenti inseriti nel Piano di Gestione Unesco, perché tali sono i monumenti che fanno solo parte di un contesto urbanistico, caratterizzato dalla ricostruzione tardo barocca, post terremoto, l’unico che, nel 2002, a Budapest, ottenne il riconoscimento UNESCO di Bene Patrimonio Mondiale dell’Umanità, inserito nella World Heritage List.
Un’altra perla del turismo locale è il persistente interesse attorno a possibili partecipazioni all’EXPO di Milano e a più convenienti presenze milanesi tutte da verificare nei risultati e nei riscontri.
Ci eravamo rallegrati quando sindaco e assessore avevano mandato a quel paese ogni ipotesi di prosieguo di trattative per la partecipazione all’EXPO, ma, evidentemente, c’è qualcuno che ha interessi per una nostra partecipazione.
E’ stato diffuso avviso pubblico per l’allestimento a Milano di un “Punto di informazioni” dal 7 al 27 settembre, consistente nella realizzazione di uno stand espositivo in una via centrale di Milano, per la distribuzione di materiale promo-informativo del territorio ragusano, con servizio hostess giornaliero.
Iniziativa parte del “Progetto per l’Expo 2015” che prevede la realizzazione di varie attività promozionali di Ragusa, da attuare sia all’interno del padiglione Italia, sia nella città di Milano, progetto inserito nel Piano di Utilizzo delle risorse derivanti dall’applicazione dell’imposta di soggiorno, adottato dall’amministrazione comunale, per un importo totale di 19.900 euro.
Iniziativa che potrebbe apparire superata, alla luce della mancata presenza di Ragusa all’EXPO, anche costosa per un semplice gazebo dove viene distribuito materiale turistico informativo, dai possibili ritorni tutti da scoprire, considerato che si opera, ormai, nella fase finale dell’Esposizione Universale.
Al riguardo, sarebbe da suggerire un accorgimento agli organizzatori, per verificare la validità dell’iniziativa: la distribuzione di un coupon da consegnare ai potenziali visitatori della nostra città. Chi verrà a dormire, almeno per una notte a Ragusa, nell’arco di tempo di un anno, avrà diritto, presentando il coupon, a un pacco regalo di prodotti tipici. Ci potrebbe essere, in questo modo, un controllo indiretto sull’efficacia dei contatti avuti. Altrimenti si rischia di buttare al vento una cifra considerevole, senza assicurarsi nessun ritorno.
Chi rischia di restare invischiata nella problematica del turismo è l’assessore Stefania Campo che, dopo una onorata carriera biennale di responsabile di settori delicati come la cultura e lo spettacolo, durante la quale ha ottenuto diversi e notevoli consensi per le attività svolte con puntualità, organizzazione perfetta e anche notevoli riscontri di pubblico e di critica, rischia di impantanarsi fra Castello di Donnafugata, Museo del Costume e presenza milanese come Casa della Memoria.
In un contesto di opposizioni che sembrano, a tutti gli effetti, impegnate in un lungo periodo di ferie, è stata solo Sonia Migliore, affiancata da Manuela Nicita, a prodigarsi in rilievi, ma positivi, sulla presenza a Milano del Castello di Donnafugata per il circuito delle Case della Memoria.
La Migliore ha voluto ricordare che fu lei, come assessore alla cultura, a favorire l’inserimento del Castello in questo circuito di case di personaggi illustri della storia, della letteratura e delle arti, in cui, in verità, notevoli perplessità desta la presenza della dimora di un aristocratico ragusano che non si sa quali corde dei visitatori possa fare vibrare con intensità, se messo a confronto con personaggi ben più illustri e famosi.
Ma la futile questione sulla paternità oggettiva della Casa della Memoria non dovrebbe distrarre dalla realtà che nemmeno la Migliore mette a fuoco, forse per i rapporti con il referente del Circuito Case della Memoria, che è anche l’esperto museologo, dal curriculum eccellente, che si è occupato della collezione di abiti d’epoca, da poco acquisita al patrimonio comunale.
Per il 24 luglio era prevista l’inaugurazione del Museo del Costume all’interno del Castello di Donnafugata, prescelto come sede elettiva degli abiti d’epoca: tutto rimandato, senza nessuna spiegazione, di nuovo solo l’incarico al museologo esperto per l’organizzazione di tre mostre, ma della sistemazione della collezione poco o nulla si sa.
Notevoli i ritardi, per esempio nell’ordine delle teche di vetro, commissionate a metà luglio, a caro prezzo, – circa 26.000 euro 9 teche di vetro per abiti – nessuna notizia sullo stato di conservazione della collezione per la quale c’è, al momento, un solo punto fermo che smentisce le imprecise notizie sul numero dei pezzi, considerati abiti e accessori vari: dagli ipotetici e fantomatici 4.000 pezzi dei quali si leggeva in qualche notizia di stampa o nelle note di chi, con forza, spingeva per l’acquisto della collezione, si arriva al numero ufficiale di 2.782 pezzi acclarati nella determina sindacale di incarico al museologo. Ma tanti altri sono gli interrogativi che restano sulla collezione e sui costi da sostenere per un efficace mantenimento, dei quali ci occuperemo in altra sede.
Nelle more della definizione di cosa fare con gli abiti della collezione, si sfrutta la presenza nel circuito Case della Memoria per l’iniziativa “Fuori Salone” dell’Expo di Milano, nei chiostri dell’Umanitaria, domenica 23 agosto, in un appuntamento di chiusura della sei giorni che vede in campo il progetto “A tavola con i Grandi”, promosso, proprio in occasione dell’esposizione universale, dall’Associazione Nazionale Case della Memoria, di cui fa parte, dal 2011, il Castello di Donnafugata.
Un progetto che si articola in conferenze, presentazioni di lavori culturali, cooking show dedicati a ricette legate al personaggio, in questo caso a Giuseppe Tomasi di Lampedusa, nella ricostruzione di un’ambientazione che farà rivivere gli aspetti della vita quotidiana, legata al gusto della cucina dei nobili dell’epoca con le ricette tipiche dei monsù siciliani. Si svolgerà un incontro per presentare un saggio-ricettario dal titolo “Il banchetto del gattopardo”, teso a valorizzare le antiche tradizioni culinarie della nostra terra.
Una occasione tutta da scoprire, certo di livello ma lontana da EXPO, con ritorni tutti da verificare, soprattutto in termini di pubblico che presenzierà all’iniziativa. Speriamo non vada a finire come per la presenza del cast di Montalbano all’EXPO risoltasi, alla fine, solo in una piacevole, ma pur sempre limitata ad un paio di ore, discussione con il regista Sironi e l’agente Catarella, nemmeno dedicata esclusivamente a Ragusa.
Se i grillini fossero ligi ai principi professati in campagna elettorale, sarebbe d’uopo, questa volta, uno streaming o, in subordine, un video esaustivo dell’evento.
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