di redazione
Legittimo ma inopportuno percepire il gettone di presenza quando non si tratta nessun punto all’Ordine del Giorno della seduta del civico consesso
Condivisa da molti l’opinione che, ormai, è diventata una abitudine, per i lavoratori impegnati in rivendicazioni per la tutela del posto di lavoro, andare in Comune, in coincidenza con la seduta del Consiglio Comunale, per sollecitare interventi ufficiali dell’istituzione per la vertenza del caso.
Limitandoci a questa sindacatura, sono stati ospiti, al Comune, durante i lavori d’aula, i lavoratori dell’igiene ambientale, i dipendenti del Consorzio Universitario, i lavoratori dei servizi cimiteriali, quelli dell’idrico e, forse, i rappresentanti di qualche altra categoria. Non sono mancati i ricevimenti negli uffici di altri lavoratori, come, di recente, quelli della Tidona Prefabbricati, mentre altri hanno preferito manifestare sulla piazza prospiciente al Palazzo Comunale, come i lavoratori del settore petrolifero.
Tutte rivendicazioni legittime e composte, che non tocca a noi giudicare, perché, spesso, ci sono leggi, norme e regolamenti che ne regolano e ne sanciscono la valenza.
Un po’ meno legittimo la pretesa dei consiglieri comunali che pretendono di bloccare i lavori del Consiglio per occuparsi delle problematiche dei lavoratori, all’improvviso, quando, invece, potrebbero essere concordati momenti idonei per trattare le stesse.
Da ascrivere del tutto alla scorrettezza politica la possibilità, non dimostrata ma sollevata da qualche amministratore in più occasioni, che possano essere gli stessi consiglieri comunali a suggerire o, addirittura, a consigliare ai lavoratori di intervenire in aula per bloccare i lavori.
Ma stentiamo a credere che ci possano essere componenti il civico consesso che arrivino a tanto.
Piuttosto siamo allarmati dalle notizie che circolano su altre vertenze, per i lavoratori della Versalis, per quelli della Metra, per altri che potrebbero decidere, o essere consigliati, di imboccare la direzione di Palazzo dell’Aquila, possibilmente in coincidenza dei lavori del Consiglio Comunale.
Di queste ore, inoltre, la notizia riportata da un autorevole giornale online, reteiblea.it, della possibile chiusura dell’impianto di smaltimento dei rifiuti di Ragusa, sito in contrada Cava dei Modicani, con la ditta gestore dell’impianto che non vorrebbe provvedere ad erogare stipendio di novembre e tredicesima mensilità ai lavoratori per il mancato versamento, da parte dei Comuni delle spettanze maturate.
Una evenienza di questo tipo fa presagire azioni di protesta che potrebbero concretizzarsi all’interno del Palazzo Comunale.
Al riguardo, si evidenzia quella che sarebbe una opportunità encomiabile per i consiglieri comunali, di rinunciare al comunque legittimo gettone di presenza ove non si svolgessero i lavori del Consiglio, eventualmente bloccati per occuparsi della protesta dei lavoratori.
Altrimenti, a difesa della perfettamente legittima pretesa della normale erogazione del gettone di presenza, si dichiari ufficialmente la presa di posizione contro le azioni di protesta che bloccano, in qualche caso senza motivazioni sufficienti, i lavori del Consiglio Comunale, come avvenuto nelle ultime sedute.
Sarebbe un gesto apprezzabile che la collettività potrebbe giudicare in maniera positiva, perché sostenere i costi di una seduta del Consiglio Comunale, per questioni di singole categorie, non sembra opportuno in epoca di spending review.
