L’amministrazione comunale ha finalmente deciso di intraprendere un’azione di revoca dell’affidamento del servizio di refezione scolastica.
Ma questo non basta a placare gli animi di quella esigua rappresentanza di genitori che, nella serata di lunedì 22 gennaio, ha avuto un incontro con il sindaco, l’assessore e i dirigenti di settore interessati.
Anche se nella giornata circa 700 bambini e 200 insegnanti hanno usufruito del servizio mensa e non sono state sollevate eccezioni sullo stesso, confermate dall’assenza sui social di segnalazioni e proteste varie, una minima parte di genitori esige una sollecita sospensione del servizio, propedeutica alla revoca.
Le famiglie non intendono aspettare i tempi necessari per l’iter procedurale di revoca, alimentando le voci sulle possibili strumentalizzazioni che guidano l’azione di protesta.
Appare chiaro che l’amministrazione, nelle sue componenti politiche e, ancora di più, in quelle ammnistrative e dirigenziali, non intende assumersi responsabilità, per di più in esaurimento di mandato.
Un comportamento comprensibile ma anche rischioso per l’immagine dei 5 Stelle che escono male da questa situazione.
Gli assessori interessati e coinvolti nella vicenda giochicchiano con l’informazione da dare prima ai giornalisti amici, dimostrando la fondamentale incapacità di venire a capo di una vicenda che potrebbe avere anche implicazioni sul prossimo appalto biennale.
I 5 Stelle, spesso, danno l’impressione di partecipare, in alcune sue componenti, ad un gioco di ruolo, un gioco più grande di loro, dove hanno, spesso, dimostrato i loro limiti e la loro incapacità di fondo.
Ha ben ragione il sindaco Piccitto ad abbandonare la nave al termine del viaggio, è già tanto che resta fino alla fine.
L’avvocatura comunale ha evidenziato il rischio di rescissioni anticipate e unilaterali del contratto che potrebbero comportare risarcimenti anche onerosi per le casse comunali, senza dire che gli amministratori potrebbero essere chiamati a rispondere personalmente di atti illegittimi.
Intanto dai risultati delle prime indagini e delle prime analisi si è arrivati al preavviso di revoca, nel quale si comunicano “reiterate o gravi inosservanze delle disposizioni di legge, di regolamenti e del capitolato ai sensi dell’art 60, comma 1, lettera I, comprovate dalla sei penalità applicate come da note 8593, del 22 gennaio, 9217 del 23 gennaio, 9248 del 23 gennaio.
È inevitabile chiedersi come mai la prima penalità applicata risale a lunedì 22, quando le rimostranze dei genitori e gli annunciati controlli degli uffici risalgono a pochi giorni dopo l’inizio del servizio, datato 8 gennaio.
Evidenziando che la ditta appaltatrice ha il diritto di presentare le proprie osservazioni, per superare i motivi sopra indicati, entro il termine di giorni 10, si sottolinea che, ove le osservazioni non fossero ritenute pertinenti o accettabili, sarà emesso il provvedimento definitivo di revoca dell’affidamento.
Quali siano le penalità applicate e quali le inosservanze del capitolato non è dato sapere, le informazioni vengono erogate con il contagocce, alla faccia della tanto strombazzata trasparenza dei 5 Stelle.
Del resto la vicenda appare avocata dal sindaco e dai suoi noti più stretti collaboratori, i silenzi reiterati dell’assessore denunciano una sua posizione subalterna rispetto al vertice dell’amministrazione che è quello che prende le decisioni, come peraltro avvenuto in tante altre occasioni della vita amministrativa di questo comune.
Ora la vicenda può avere risvolti diversi, l’atteggiamento tenuto finora dal titolare della ditta sembra dichiarare una posizione di sicurezza, peraltro confermata da esperti del settore che non vedono facile una risoluzione del contratto.
Non sarebbero emerse gravi inadempienze di carattere igienico sanitario e per la sicurezza degli alimenti, il problema, per l’amministrazione, è, piuttosto quello di evitare che la ditta possa aggiudicarsi l’appalto definitivo biennale. Si ricorderà che l’attuale è un appalto provvisorio di tre mesi, attivato nelle ore dell’espletamento della gara biennale.
Al momento non resta che attendere questi dieci giorni fatidici, i pochi e più agguerriti dimostranti faranno mangiare i bambini a casa o forniranno il classico panino.
Il Partito Democratico che ha appoggiato la protesta ha, fondamentalmente perso la battaglia, per il momento, perché non ha ottenuto la revoca immediata e perché potrebbero non sussistere le gravi inadempienze denunciate nel corso degli incontri, evenienza che, proprio in campagna elettorale sarebbe un brutto colpo, per il PD, e darebbe ragione all’atteggiamento defilato che hanno tenuto sulla vicenda le opposizioni consiliari, evidentemente convinte della necessità di altre strategie per risolvere la questione.
