di Cesare Pluchino
L’analisi di molti interventi sull’intervento dei vigili urbani per uno spettacolino non autorizzato, in risposta alla sollecitazione di un cittadino, desta non poche perplessità per alcuni atteggiamenti che minimizzano o non considerano le offese e gli insulti ai tutori dell’ordine mentre enfatizzano la necessaria tutela per l’artista che, mettendosi in regola, ha ammesso di essere prima in torto
Nonostante le precisazioni del Comado di Polizia Municipale, nonostante la richiesta di autorizzazione per lo spettacolo che ammette, implicitamente, la precedente mancata osservanza della normativa, continuano ad arrivare comunicati sulla questione che fanno rilevare come ci si preoccupi più della tutela dell’artista che non delle offese degli insulti rivolti ai tutori dell’ordine.
Per il comportamento incivile degli sconsiderati che hanno inveito contro i vigili, al massimo un rigo, per la necessità di istituire un regolamento sulla materia, pagine intere.
Verrebbe poi da chiedersi cosa si deve regolamentare se lo stesso artista, che non è stato interrotto nella sua esibizione ma solamente identificato alla fine della stessa, ha provveduto, con solerzia, a mettersi in regola, inoltrando specifica istanza.
Non ci sarebbe più nulla su cui discutere, anche perché si riconosce che i vigili svolgevano il loro lavoro, erano dedicati ai compiti d’istituto che non sono dipendenti né condizionabili dagli umori dell’opinione pubblica.
Si gira, provocatoriamente, attorno all’argomento, perché si è allergici alle norme da rispettare e si coglie l’occasione per andare contro l’amministrazione che mal si sopporta dal punto di vista politico.
Il Laboratorio Politico 2.0, alias il consigliere Sonia Migliore, ricorre all’eufemismo del malumore generale degli astanti che hanno fatto sentire il malcontento, per definire gli insulti e le invettive contro i vigili.
Chiedere solo le generalità, senza imporre sanzioni, ad uno che si esibisce per strada senza autorizzazione è considerato un “atto di forza” strumento mediante il quale” il regime grillino ha deciso di uccidere la nostra città”.
Della persona che ha sollecitato l’intervento della pattuglia non si preoccupa nessuno: solo la preoccupazione per le sanzioni contro il divertimento che dovrebbe essere totalmente liberalizzato.
Un’estate rovinata, secondo il Laboratorio Politico, un’estate con ordine, secondo altri, in fondo è finita bene se ricordiamo che all’inizio di stagione qualche ristoratore con musica al seguito pretendeva che chi non riusciva a tollerare la musica dopo una certa ora doveva cambiare località, anche abbandonando la casa di proprietà.
Sicuramente scherzi provocati dal cambio di fornitore!
Si cerca di far passare per un innocuo artista di strada uno che porta dietro un impianto di amplificazione, si cerca di affermare il malcontento di una indefinita fetta di cittadini, senza tenere conto dell’altra fetta soddisfatta dei controlli che non riusciranno a debellare le trasgressioni ma costituiscono, comunque, opportuno deterrente.
Il Laboratorio rivolge estemporanea solidarietà ai vigili, considera le disposizioni finalizzate a fare cassa e ad annientare la capacità discrezionale dei vigili, affermazione questa che lascia molto perplessi perché le regole non possono essere affidate alla capacità discrezionale.
Poca fiducia nei contenuti della comunicazione del Comado dei Vigili, tanto da annunciare apposita interrogazione per capire come sono andate le cose e anticipazione della proposta di un apposito regolamento per questo tipo di esibizioni.
La stessa iniziativa che propone l’associazione Edrisi, quella che organizza Ibla Buskers, che, in questo caso, si pone come associazione datoriale a difesa della categoria degli artisti di strada.
Ribadita l’esigenza di un regolamento che possa definire ed individuare le piazze in cui è possibile svolgere gli spettacoli di arte di strada.
Ma di quali regolamenti si parla se, con una semplice istanza lo stesso artista si è messo in regola in tempi brevissimi? Quali sarebbero stati i disguidi e le divergenze intraviste dall’associazione? Quale sarebbe stato il torto subito dall’artista tale da meritare solidarietà? Quale vicenda avrebbe portato scompiglio, se non l’incivile e provocatorio comportamento di alcuni giovinastri? Tutto da capire e interpretare l’intervento dell’associazione Edrisi.
Di tutt’altra natura l’intervento di un avvocato Savarese dell’Associazione Ragusa in Movimento, dai contenuti che destano, anche in questo caso, non poche perplessità: si parte dal tentativo di instillare nei ragusani il dubbio che qualcosa non possa andare nel Corpo di Polizia Municipale per il solo fatto, si citano le testuali parole del comunicato, che “una pattuglia ha identificato un artista di strada reo di aver improvvisato uno spettacolo per bambini senza autorizzazione”
L’estensore del comunicato già ci dice tutto, in maniera egregiamente sintetica, ma, d’altronde, è un avvocato.
La valutazione dello stesso attiene alla reazione dei ragusani e dei turisti che hanno inveito contro gli agenti, che sarebbe manifestazione di una vera e propria insofferenza nei confronti del corpo di polizia locale mai registrata nella nostra città
L’avvocato Savarese, di Ragusa in Movimento, parla di azioni della Polizia locale che paleserebbero abusi come l’applicazione di sanzioni prima dell’entrata in vigore della relativa ordinanza antirumore, come pure di multe ai genitori di alcuni bambini a Ibla e le sanzioni per dei ragazzi che ascoltavano musica in spiaggia, episodi non meglio specificati., per i quali non possiamo esprimere nessun commento.
La parte finale del comunicato è quella che lascia maggiormente perplessi, in quanto l’estensore invita la polizia municipale, per conquistare il ben volere dei ragusani, perduto non si sa in base a quale valutazione, ad impegnarsi, con la stessa solerzia con la quale ha identificato il busker, nel contrasto degli spacciatori in piazza San Giovanni oppure nella prevenzione dei furti che sono diventati un vero incubo soprattutto per gli abitanti delle contrade periferiche.
Un ideale ordine di servizio per compiti che, forse, sono più di pertinenza di altri corpi di polizia e sono predisposti, sinergicamente dai diversi comandi.
Una sorta di reiterazione di un precedente comunicato dell’associazione finalizzato a sollecitare adeguate contromisure per contrastare la piaga dei furti nelle contrade della periferia della città.
Nella nota dell’associazione si auspicano maggiori controlli, pur nella consapevolezza della penuria degli organici delle forze dell’ordine che non sarebbero nelle condizioni di operare al meglio.
Comunicato nel quale veniva offerta la disponibilità a fornire supporto logistico per organizzare delle ronde notturne, ove questo sistema dovesse rivelarsi valido.
