Preoccupanti sintomi di un governo della città approssimativo

Ci segnalano, stamane, una intervista della vicepresidente di Direzione Ragusa, l’associazione politica che aveva creato il sindaco Cassì per strutturare la sua lista civica che lo aveva appoggiato alle elezioni.
La consigliera Criscione cerca di fare il punto sull’attuale situazione politica al Comune di Ragusa, dichiara Direzione Ragusa unica compagine civica rimasta della maggioranza, ignorando, di fatto, Partecipiamo e Terra Madre, e ribadisce la sua autonomia politica..
In un momento particolare della vita amministrativa della città, dominata da mille ambiguità e da notevoli frizioni all’interno della coalizione di centro destra e anche all’interno degli stessi partiti, sulla linea politica da seguire, vedi Forza Italia e Fratelli d’Italia, dall’intervista emergono sintomi preoccupanti per il futuro della città, ormai preda di mani che della pratica politica e della visione non fanno il proprio faro.
Peraltro, Direzione Ragusa tenta di parlare con voce autorevole, ma si ritrova ad essere parte marginale della maggioranza, senza rappresentanti in Giunta, a meno di non voler considerare l’assessore Elvira Adamo, con tre soli consiglieri, a fronte dei 4 di Forza Italia, 2 di Partecipiamo, 2 di Terra Madre e della presenza anomala del consigliere Battaglia che, pare, abbia finalmente pressioni da Fratelli d’Italia per chiarire la sua posizione di uomo di partito prestato al progetto civico di Cassì.
Dicevamo di sintomi preoccupanti per alcune affermazioni, rispettabili ma discutibili della consigliera Criscione che vediamo lasciare indifferenti buona parte delle opposizioni che avrebbero i titoli e le motivazioni elettorali per replicare nell’interesse della città.
Si arriva a dire che Cassì non ha tradito il progetto civico, che sarebbero stati quelli che hanno abbandonato la maggioranza a tradire il progetto civico, ignorando che, dal principio, nessuno era civico, facendo tutti riferimento ai partiti, addirittura si accusano i vari Caruso, Bennardo e Buscemi di aver perseguito interessi personali senza specificare quali.
Si legge anche, nell’intervista, che non hanno una maggioranza piena. Ma cosa vuol dire, o c’è la maggioranza o non c’è come è nei fatti.
Si dovrà ricorrere, e si ammette candidamente, che ci sono stati accordi per il Bilancio con l’esponente di Fratelli d’Italia, volta per volta ad accordi per sopravvivere, arrivando ad andare con il pensiero anche al consigliere Iurato, di recente uscito dalla maggioranza con motivazioni chiare.
Come si può affrontare in questo modo il governo di una città, con tale approssimazione ed elemosinando il numero legale e l’approvazione degli atti, anche di quelli che se ne sono andati sbattendo la porta?
A suggello di una intervista surreale, si ignora del tutto la richiesta di un giudizio sulle dimissioni dell’assessore D’Asta, segnale inequivocabile dell’imbarazzo che aleggia in maggioranza per determinate situazioni che hanno reso, ormai, ingestibile la situazione.

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