Con altri 11 premiati internazionali, provenienti da diverse parti del globo, selezionati per settori specifici, come la pittura, la letteratura, la poesia, la regia cinematografica, l’artista ragusano Michele Digrandi è stato insignito del premio artistico letterario, in data 30 aprile, LITERARY-REVIEW-AWARDS.
A Michele Digrandi il riconoscimento per l’eccezionale opera “Crocifissione-Trasfigurazione” corredata dalla recensione dell’opera, da parte della moglie dell’artista, Maria Giovanna Cataudella, e dall’introduzione critica, curata da Shajil Anthru, Amministratore Delegato Real Magazine Productions 2026, pubblicate insieme in inglese, su Litterateur Redefining World aprile 2026.
NUMERO DEL CERTIFICATO: RMP/LRW/S-40 REAL MAGAZINE PRODUCTIONS È REGISTRATA COME PMI PRESSO IL MINISTERO DELLE MIGLIORI IMPRESE, GOVERNO DELL’INDIA: UDYAM-KL-12-0075841.
Shajil Anthru Amministratore Delegato Real Magazine Productions 2026.
Editoria, editing, recensioni di libri, premi letterari, progettazione di copertine, sviluppo delle competenze e creazione di siti web per scrittori e artisti, branding per libri e autori.
Proprio un mese fa ci eravamo occupati, in questo giornale, delle pagine dedicate a Michele Digrandi nella prestigiosa rivista in lingua inglese, LITTERATEUR RW, dove il Caporedattore di Litterateur RW, Shaijl Anthru, aveva scritto sull’opera premiata, Crocifissione-Trasfigurazione – Acrilico su multistrato cm 79,5×60 – 2002-07-14
Ci piace rinnovare quanto scritto su Digrandi e la recensione, autrice la moglie di Digrandi, Maria Giovanna Cataudella, che ha corredato l’opera premiata.
Michele Digrandi è un artista italiano nato a Ragusa il 21 aprile 1951.
Ha insegnato Disegno e Storia dell’Arte nelle scuole superiori ed è stato professore ordinario di Arte e Immagine.
I suoi dipinti esplorano spesso temi spirituali, fondendo la sofferenza umana con la redenzione e la trasfigurazione divine.
Collabora frequentemente con la moglie, Maria Giovanna Cataudella, che fornisce testi critici illuminanti per le sue opere.
L’arte di Digrandi riflette una profonda meditazione sulla Passione di Cristo e sul cammino umano verso la salvezza attraverso le croci personali.
Vive e lavora in Italia.
Così scriveva dell’opera Maria Giovanna Cataudella, nell’agosto del 2010
Il Mistero della Passione di Cristo assume nel dipinto di Michele Digrandi un incrocio di colori, dimensioni e forme che ricompongono nell’insieme, la summa dei dolori umani innestati in quelli del Signore, i quali si sublimano nel sacrificio totale consumato sulla croce, dove il Suo sguardo sereno e pacato risponde alla realizzazione del progetto di salvezza voluto da Dio per tutti gli uomini.
Ma su quello sguardo se ne intravede un altro dai tratti decisamente femminili, che potrebbe essere quello della Madonna, con la quale il Signore condivide l’immane sofferenza per i peccati dell’umanità.
Quando “tutto è compiuto”, l’uomo di ogni tempo, di ogni epoca è chiamato ad abbracciare la croce, o meglio la “propria” croce, destinata a diventare il percorso privilegiato tramite cui giungere alla salvezza eterna, espressa quest’ultima dalla rosa sbocciata che “sorge” dalla luce espressa dall’alchimia dei colori composti sullo sfondo del quadro. La rosa, appena “toccata” dalle pietre, scure e minacciose, del muro a secco, simbolo del ricatto malefico ordito dal Maligno, ma che non sempre trova riscontro nel cuore dell’uomo.
L’opera dell’autore, pur nella sua drammaticità dei toni e dei volumi marcati e ben definiti, offre un segno di speranza per una via, quella della sofferenza, difficile da accettare e da intraprendere ma che si presenta come l’unico e possibile percorso, per riuscire ad “attraversare” le difficoltà della vita con pazienza e coraggio.
Il tema svolto attraverso un progetto artistico, frutto di riflessioni meditate a lungo, rivela in buona parte anche l’identità dell’autore, che si muove sul terreno accidentato della realtà trasfigurata in una spiritualità nascosta e complessa, la quale però trova una sua naturale evoluzione nel tratto deciso della tecnica e del colore.
Da questa mescolanza emerge quel “sano” combattimento interiore, che caratterizza la crescita e la ricerca di una maturità umana e artistica scelta da Digrandi come percorso esistenziale.
