Prima che sia troppo tardi

Lettera in redazione

Ritengo che sia prematuro parlare di ritorno della gente nel centro storico superiore, alla luce della perdurante moria di esercizi commerciali e dei trasferimenti di attività verso zone più vive.
Per ora si assiste ad un ripopolamento nelle ore notturne, concentrato nell’asse piazza San Giovanni – via Mariannina Coffa, favorito dal nascere di esercizi pubblici, di ristorazione che cercano nuovi sbocchi dovendo offrire alle giovani generazioni, sempre in cerca di novità, locali e ubicazioni nuove.
Sotto questo aspetto Ibla ha fatto il suo tempo, lo sviluppo dei locali di intrattenimento è stato più quantitativo che qualitativo, le difficoltà di accesso in auto hanno fatto il resto.
Il nuovo e, sotto certi aspetti, incontrollato flusso di persone in centro storico superiore porta con sé un aumento del traffico veicolare e delle vetture in sosta.
Le foto che allego mostrano una situazione che sarebbe meglio affrontare in tempo: intorno alle ore 1.30 della notte fra sabato e domenica ecco come si presentava il tratto di corso Italia fra la piazza San Giovanni e la piazza Matteotti o Poste che dir si voglia.
Una fila ininterrotta di vetture in sosta che ostacolavano il regolare doppio senso di circolazione, enormemente rallentato per il restringimento della sede stradale percorribile.
Si tratta del tipico fenomeno ragusano dell’automobilista che parcheggia per soddisfare i suoi bisogni e le sue esigenze, senza tenere conto della libertà altrui. L’importante è avere la macchina vicina, non fare troppa strada a piedi, nei pressi di banche, scuole, uffici, supermercati e ora anche pub e locali notturni.
Il paradosso, che impone una seria politica di prevenzione e, se occorre di repressione del fenomeno, è dato dalla presenza nelle immediate vicinanze del cuore della movida di bel due parcheggi pluripiano, uno quello del Tribunale, a meno di 50 metri dalla via Mariannina Coffa, e quello sotterraneo di piazza Matteotti, a meno di 50 metri dalla zona in fotografia, di corso Italia.
Il perdurare della tolleranza verso questo tipo di sosta selvaggia risulta peraltro diseducativo in funzione di spinta ad utilizzare i parcheggi pluripiano che potrebbero liberare le strade adiacenti dal caos di vetture in sosta e di quelle che girano alla ricerca dell’ultimo angolo disponibile per accogliere la propria vettura.
Altrimenti va a finire che le isole pedonali servono solo per essere riempite di sedie e tavolini da bar e ingorgare le vie adiacenti di vetture in sosta.

Lettera firmata

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