Non siamo stati bravi noi, era fin troppo prevedibile che anche il primo consiglio comunale del 2025 si risolvesse nel nulla più assoluto.
Privo di ogni pregnanza anche lo spazio dedicato alle comunicazioni, più che altro semplici segnalazioni di temi non trascendentali, non meritevoli di avere il civico consesso come palcoscenico.
Di rilevante il rilievo del consigliere Calabrese che denuncia il mancato chiarimento sulla questione se l’autorizzazione per il nuovo elettrodotto Italia Malta e la valutazione dei ristori dovevano passare per Il Consiglio comunale, come avvenne per il primo elettrodotto oppure potevano essere materie da esitare in giunta.
Si è passati presto all’esame dell’Ordine del Giorno, primo atto la mozione del consigliere Calabrese per far annullare la delibera concernente l’aumento delle tariffe per l’espurgo delle fosse biologiche.
Calabrese lamentava il ritardo nell’esame dell’atto, successivo all’approvazione del bilancio, reiterava comunque la richiesta di annullamento degli aumenti.
L’assessore D’Asta replicava alla richiesta, producendo dati sugli aumenti minimi apportati, in ogni caso minimi, in ordine percentuale, rispetto all’aumento del costo del servizio, fornendo anche dati sul numero medio di servizi per utenza, al fine di dimostrare come, in definitiva, i costi, per anno, sono aumentati in maniera del tutto sostenibile.
La mozione non è passata con 13 NO e 9 SI’.
Secondo punto all’Ordine del Giorno l’Atto di Indirizzo del consigliere Sergio Firrincieli finalizzato a impegnare il sindaco, anche nella sua qualità di delegato alla cultura e allo spettacolo, per bloccare ogni eventuale contributo per la rassegna teatrale organizzata da associazioni che fanno riferimento alle organizzazioni del deputato regionale Auteri.
Un atto di indirizzo che risultava superato dopo le precedenti dichiarazioni in aula del sindaco Cassì che aveva accertato l’inesistenza di contributi per la rassegna in questione, per l’anno 2024, come pure per l’attuale 2025.
Dopo breve discussione, l’atto che era firmato anche da tutti i consiglieri di minoranza, ad eccezione del consigliere Calabrese, è stato ritirato.
Al terzo punto all’Ordine del Giorno l’Atto di Indirizzo dei consiglieri di maggioranza Sortino e Mezzasalma, sottoscritto anche da tutti i consiglieri di maggioranza, per impegnare il Sindaco a chiedere al Governo regionale, anche tramite la deputazione locale, di fornire all’aeroporto di Comiso la stessa dotazione finanziaria erogata per l’aeroporto di Trapani Birgi, con la medesima cadenza temporale.
Un atto che, se poteva essere accettato in linea prettamente teorica, non tiene conto del fatto che l’aeroporto trapanese è, di fatto, della Regione Siciliana, che ne detiene la maggioranza azionaria.
A parte questo particolare, non da poco, come era del tutto prevedibile, la discussione sull’atto si è trasformata in quanto di più surreale si sia mai dibattuto, forse, nell’aula consiliare di Palazzo dell’Aquila.
Molti consiglieri, di maggioranza e minoranza, si sono versati parole addosso senza controllo, omettendo, forse per ignoranza sul tema, la reale condizione dell’aeroporto di Comiso, di fatto condizionato dalla gestione della SAC che, forse, ne detiene, praticamente la proprietà.
Ognuno dei consiglieri ha detto la sua, le solite storielle circa il fatto che l’aeroporto e di tutti, è del territorio, le minoranze, in proposito, hanno attaccato il sindaco colpevole di non aver mai fatto nulla di concreto per l’aeroporto, ma come ha sottolineato, in un passaggio, lo stesso sindaco, non si possono accampare tante pretese sull’aeroporto senza che se ne detengano quote, per le quali, anche ammettendo di essere accettati dai soci di maggioranza, ci sono costi forse impossibili per i Comuni, anche per il nostro.
In sintesi, una discussione inutile e surreale perché non si può discutere di entrare a casa di altri con la pretesa di imporre delle scelte.
Come spesso accaduto, le poche semplici parole del consigliere Bitetti le uniche non solo dotate di senno ma anche estremamente realistiche: “siete tutti sicuri che è solo questione di soldi e che la SAC, o anche la Camera di Commercio del Sud Est, vogliono la crescita e lo sviluppo dell’aeroporto di Comiso?” e ancora: “l’unica strada è quella di capire come e tentare di sganciare l’aeroporto dalla SAC, se ci sono le condizioni per farlo”
Apprezzabile poi la considerazione finale del dr. Bitetti che, invitando ad apprezzare al momento l’erogazione dei tre milioni annui per tre anni, si preoccupa, piuttosto, di chi e come utilizzerà questi fondi.
In concreto, nessuno va al sodo del problema: invece di cincischiare con atti assai semplicistici, come giustamente fatto rilevare, occorreva, casomai, sollecitare il sindaco, come rappresentante di un autorevole territorio, a sollecitare, intanto, l’applicazione della continuità territoriale, come avviene per altre regioni d’Italia.
La questione, poi, è direttamente concorrenziale con Catania, come aeroporto e come SAC, perché al territorio, non solo a Comiso o alla provincia di Ragusa, servono solo i collegamenti con Roma e con Milano, eventualmente altre rotte su Bologna, Napoli o Bari le cui richieste devono essere attentamente verificate.
A prezzi abbordabili, le rotte per Roma o Milano sarebbero sempre al completo, divagazioni per qualche paese europeo o dell’est a servizio di comunità insediate sul nostro territorio, sono del tutto accessorie e non portano nulla al territorio.
Occorre poi verificare se ci sono richieste per far atterrare su Comiso voli charters e se la SAC è consenziente per questo tipo di traffico su Comiso, naturalmente, in caso positivo occorre formulare le dovute offerte del territorio per favorire tali flussi turistici.
Il che, pone anche il problema che non può essere Ragusa, o altri centri importanti a sostenere le nuove rotte, per esempio con la tassa di soggiorno, se poi i turisti vanno a pernottare a Noto o ad Agrigento.
Una amenità bella e buona le parole del consigliere Iurato che, ormai immedesimato nel ruolo di cantore del sindaco, ha affermato che i vari interventi dei colleghi fossero mirati a sminuire l’impegno del Sindaco per l’aeroporto: di quale impegno del sindaco Cassì parlava non si è capito per nulla.
Del resto, l’atteggiamento apparentemente distaccato di Cassì per l’aeroporto è anche giustificato dalla consapevolezza che Ragusa, da sola, può fare poco, lo squadrone dei sindaci della provincia è inadeguato per sostenere la causa, anche nei comuni limitrofi di altre province ci si deve inchinare all’inadeguatezza ampiamente dimostrata, in un ventennio, anche solo per valorizzare il riconoscimento UNESCO.
Se poi, in aula, il sindaco di Ragusa si premette di propinare la favola dell’impegno e della competenza del sindaco di Comiso che si batterebbe con autorevolezza all’interno della compagine societaria della SAC, si ha il senso della caratura del dibattito che si è dipanato solo su considerazioni del tutto discutibili, l’auspicio di un confronto locale per decidere in casa d’altri, la necessità di far parte della Camera di Commercio del Sud Est, dover già ci siamo e in quota assolutamente minoritaria, il pretendere che siano disattese eventuali attenzioni per la tutela dell’aeroporto di Catania, dopo che a Catania l’aeroporto è stato consegnato per interessi particolaristici da una classe politica comisana abietta che non ha trovato, fino ad ora, elementi, sufficientemente con la schiena diritta, per denunciare gli errori colpevoli del passato.
Ora, però che l’atto, sottoscritto da tutti i consiglieri della maggioranza, è stato approvato anche con il voto positivo delle minoranze, abbiamo il diritto di vedercela tutta: per come è stato scritto, il Sindaco deve rivolgere l’istanza al governo regionale, anche con il supporto della deputazione locale e vogliano conoscere la risposta.
Perché, se otterremo quanto richiesto, il consigliere Sortino potrà ambire non solo a fare l’assessore, come qualcuno sussurra che aspiri e chieda, ma sarebbe il candidato ideale per fare il sindaco di Ragusa o, meglio ancora, il Presidente della Provincia.
