Processo Mediterranea Saving Humans. Casarini: ”È un confronto politico”

In CGIL ampio dibattitto sulla libertà di movimento e contro le diseguaglianze

I temi evidenziati dopo la prima udienza davanti al GUP del processo a carico di quattro imputati dell’equipaggio della Mediterranea Saving Humans, accusati dal PM presso il tribunale di Ragusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per aver recuperato 27 migranti dalla Porta Container Maersk, sono stati oggetto di dibattitto ieri pomeriggio nella sede della CGIL di Ragusa.
Dibattito alla quale hanno preso parte i rappresentanti di Libera, ANPI, Chiesa Valdese, Arcigay, Sinistra Italiana.
“Dobbiamo porre la legge del mare e della solidarietà umana al centro di tutto, ha dichiarato Luca Casarini uno degli imputati. Tutti quelli che credono in questo principio devono unirsi e fare rete perché tutti insieme sogniamo un mediterraneo diverso e un mondo nuovo. Comprendo che tutto ciò fa paura a qualcuno. Il processo che si vuole intentare ha confermato di essere politico nel momento in cui si è costituito parte civile il Ministero degli Interni.
L’udienza di oggi ha cercato di mettere alcune cose in chiaro. Da quel processo di spionaggio, una sorta di Grande Fratello che è stato originato abbiamo fatto notare che non c’è la deposizione delle registrazioni delle intercettazioni telefoniche, né gli atti di interrogatorio.
Peraltro, sono state effettuate intercettazioni a parlamentari e indagini su 22 parlamentari non autorizzate e spiando le discussioni tra noi e gli avvocati difensori così da conoscere la strategia difensiva.
Il 1° marzo del 2021 è scattata una task force di cento uomini con vari mezzi che hanno fatto irruzione nelle nostre case, nella nave Mare Ionio, dai nostri commercialisti. Un dossier di cento mila pagine che è il frutto dell’inchiesta. Su questo i nostri legali hanno posto precise riserve procedurali per le quali abbiamo rilevato dubbi che aspettano una risposta il 13 marzo quando l’udienza riprenderà.
Mi rammarica il fatto, continua Casarini, che la vita non è più sacra. Oggi è possibile ogni violazione dei diritti umani. Bisogna trasformare l’indignazione per quanto inumanamente accade, compreso nei lager che sono i CPR, in un progetto di alleanza. Un grande e innovativo progetto sociale.
Oggi alcuni giornalisti attaccano Papa Francesco per la sua vicinanza a Mediterranea. La verità è che non si vuole che si faccia una casa comune tra mondo laico e religioso.”
La CGIL di Ragusa sarà a fianco di Mediterranea Saving Humans, vicinanza rinnovata per un nuovo appuntamento il 13 marzo prossimo con un concentramento in Piazza San Giovanni prima della seconda udienza davanti al GUP.
“La CGIL sostiene con piena condivisione questa battaglia, commenta Alfio Mannino, segretario generale della CGIL Sicilia, in quanto vi si afferma la necessità di salvare vite umane e la libertà di movimento. Ed è proprio questa libertà che garantisce la qualità del lavoro che è un bene da noi tutelato. Oggi è necessario dunque cancellare il reato di clandestinità, per costruire una nuova società senza diseguaglianze proprio qui in Sicilia terra di pace e di fratellanza.”
Ad inizio dell’incontro, coordinato dal segretario generale della CGIL di Ragusa, Peppe Scifo, ha relazionato Laura Marmarale, presidente di Mediterranea, la quale cha denunciato il fatto che dal 2008 i decreti sull’immigrazione sono tutti rivolti alla sicurezza e quindi contro i migranti e la tutela dei diritti civili.
Il favoreggiamento di migrazione clandestina è un reato di cui si è colpiti prima ancora che venga dimostrato.
Sta di fatto che c’è l’esigenza di non lasciare nessuno in mare. Dopo tre anni di indagini la presidente di Mediterranea, Marmarale rileva che una stampa orientata ha beneficiato delle intercettazioni facendo una informazione scorretta.
Peppe Scifo ha invitato infine un componente di Mediterranea alla riunione che si terrà a Lamezia Terme promossa dalla rete sindacale proprio sul tema della libertà di movimento delle persone.

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