Profumo di elezioni, fioriscono commissari, portavoce e coordinatori vari

Una nota del senatore Giovanni Mauro, plaude alla nomina di Salvatore Sallemi a portavoce di Fratelli d’Italia.
Evidentemente una rinomina, dal momento che, nel dicembre del 2015, in occasione della candidatura, a Vittoria, di Moscato a sindaco della città, il Sallemi figurava già nella squadra come portavoce di Fratelli d’Italia.
Il senatore Mauro auspica un nuovo e proficuo dialogo con il partito della Meloni, si presuppone in provincia di Ragusa, nel cui territorio il centrodestra si sta riorganizzando ponendo le basi, dunque, per concretizzare un nuovo livello di confronto che miri a un percorso comune nella nostra area politica.
Per il commissario provinciale di Forza Italia Ragusa, è un segnale significativo e si deve sperare che altri movimenti possano presto determinare i propri organismi in modo da offrire nuovi spazi a tutti i cittadini che cercano riferimenti alternativi e distanti al Pd e al M5S.
I cittadini hanno bisogno che tornino a funzionare quelle case di democrazia nelle quali poter riflettere, discutere e confrontarsi”.
“A Sallemi, dunque – conclude Giovanni Mauro – rinnovo i complimenti e auguro un buon lavoro”

Indiscutibilmente, c’è poco da eccepire sulle mosse e sulle strategie del senatore Mauro, uomo politico di esperienza, il solo che può tentare di mettere insieme le diverse anime del centro destra, in un disperato tentativo di riorganizzazione dell’area politica.
Purtroppo lo sfascio determinato dal disfacimento di tutte le formazioni politiche ha coinvolto il centro destra e, dopo un lungo periodo di inattività, si cerca di mettere ordine, ma lo si fa in maniera disordinata.
La gente, i cittadini, l’opinione pubblica è disorientata e anche i primi tentativi di riorganizzazione non migliorano la situazione.
Spuntano, come funghi, coordinatori, commissari, portavoce che non si sa come, quando e perché e, soprattutto, da chi sono stati nominati, da chi sono stati indicati come responsabili del partito.
Meglio sarebbe, anche per dare un’idea di democrazia, presentare organismi partecipati, con diverse espressioni delle anime dei partiti.
Sembra invece che girino sempre gli stessi nomi, è già tanto quando i nomi restano attaccati ai partiti di provenienza, circolano anche nomi della vecchia politica che, riciclati, vogliono diventare leader di nuove formazioni politiche, millantando, forse, chissà quale serbatoio di voti.
I leader diventano tali non per autocandidature ma quando sono indicati dagli appartenenti ai partiti e ai movimenti politici.
Il senatore Mauro bene fa a sperare che altri movimenti possano determinare i propri organismi, ma dovrebbe guardare con quali criteri questi organismi sono costituiti, perché se costituire nuovi organismi deve significare mettere un nuovo distintivo a espressioni della vecchia politica, c’è poco da sperare per una rinascita del centro destra.

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