Progetto “TumìAmì”

di redazione

Il Festival dell’Intercultura Solidale ‘TumìAmì’, voluto fortemente dall’Organizzazione Umanitaria Internazionale LIFE and LIFE, è un momento d’incontro organizzato per promuovere l’intercultura e l’integrazione tra popoli, per diffondere una cultura della solidarietà vista non come mera beneficenza, ma come volano di sviluppo e di pace.

 

La 2° edizione del Festival “ TumìAmì” si svolgerà dal 20 Settembre al 23 Ottobre 2014 con l’adesione del Presidente della Repubblica.

Il Festival Internazionale dell’Intercultura Solidale ‘TumìAmì’ parte da Palermo, dura un mese, e al suo interno vedrà anche 10 tappe in 10 Regioni Italiane e 10 tappe in 10 Stati del Mondo, e infine si concluderà sempre a Palermo, con il Gran Galà che si terrà nella prestigiosa cornice del Teatro Massimo.

In lingua bangladese TumìAmì, traslitterato in italiano significa: tu, io, noi.

Dunque l’espressione coniata ad hoc “TumìAmì” vuole comunicare in sintesi e nella più completa armonia il senso dell’altro, dell’io e dell’insieme, e, considerando che in italiano questa parola corrisponde ad un’affermazione bellissima: “tu mi ami”, ecco che si è certi di aver trasmesso egregiamente il messaggio di questo evento, in nome della reciprocità, dell’integrazione, dell’interazione tra popoli e culture diverse, nonché dell’amore per l’essere umano nella sua totalità.

Gli eventi e le iniziative organizzati nell’ambito del Festival ‘TumìAmì’ sono finalizzati a:

–  Promuovere e sostenere l’interazione multiculturale, tra cittadini italiani e stranieri, attraverso la promozione di Valori quali: la solidarietà, l’accoglienza, l’ospitalità, l’accettazione della diversità e la conseguente relazione d’aiuto.

–  Favorire  la diffusione della “Mission” della LIFE and LIFE, realizzare e rafforzare reti internazionali tra istituzioni, organizzazioni locali e cittadinanza in merito al tema dell’intercultura.

–  Promuovere un progetto di un modello di sviluppo  sostenibile, capace di far fronte contemporaneamente alle due sfide principali dell’immanente futuro: produzione di cibo e produzione di energia. Il fine è quello di fornire, mediante lo sviluppo di un sistema totalmente integrato, energia elettrica ed emissione zero da fonti rinnovabili, così come produzione di alimenti da agricoltura biologica.

Il Progetto si propone, tramite l’utilizzo di tecnologie esistenti, di fornire soluzioni tecniche che possano permettere agli agricoltori, anche in contesti geograficamente svantaggiati ( Bangladesh), di coltivare i loro terreni e produrre allo stesso tempo energia pulita.

Per far ciò è necessario creare una rete ( Istituzionale, Universitaria, Imprenditoriale e Sociale) capace di raccogliere le sfide attraverso l’elaborazione di soluzioni indispensabili per il futuro del Pianeta.

–  Raccogliere fondi per la realizzazione dei progetti umanitari della LIFE and LIFE sia locali sia internazionali.

–  Promuovere, la realizzazione del Centro Ospedaliero VinCenter in Bangladesh. Il “VinCenter” è parte di una missione per lo sviluppo socio-sanitario del Bangladesh, dove è presente una sede operativa della nostra Organizzazione, per aiutare i tanti malati di quella Nazione.

Con la realizzazione di questo Progetto, LIFE and LIFE intende rivolgersi alla popolazione bangladese e, soprattutto, ai bambini, la cui sopravvivenza è minacciata da avversità naturali, malnutrizione, epidemie, carenza o totale assenza di strutture territoriali decentrate eroganti servizi ed assistenza sanitaria.

LIFE and LIFE, pertanto, vuole offrire, con i propri operatori socio-sanitari, personale medico e strumenti diagnostici, coinvolgendo anche diversi Enti, Organizzazioni e medici volontari europei, un’efficace rete per l’erogazione d’assistenza sanitaria indipendente ed imparziale, aperta a tutti gli indigenti che ne facciano richiesta al “Vincenzo Cicirello Medical Center: VinCenter”.

 Allo stato attuale, LIFE and LIFE ha ricevuto in donazione il terreno e il Progetto esecutivo per la realizzazione dell’ospedale è affidato all’Università degli studi di Palermo.

– Promuovere e diffondere la “cultura gastronomica”, facendo dialogare la cucina autoctona (Slow Food, Made in Sicily) con quella internazionale, etnica.

La cucina, come la lingua, è uno dei tratti strutturali più resistenti delle singole culture, ed è proprio per questo che, ad esempio, a Palermo, città multietnica, si è sviluppato e organizzato un mercato alternativo di derrate alimentari di provenienza asiatica e africana.

La cucina, infatti, come osserva A. Buttitta, è una “marca” che gli individui si portano dentro: è segno imprescindibile dell’identità etnica dei popoli.

Nell’ambito di un Festival Internazionale dell’Intercultura Solidale, qual è ‘Tumìamì’, in cui l’interculturalità si declina nelle sue più diverse espressioni, il tema della cucina non poteva assolutamente mancare dato che occupa tutti i punti dell’intero segmento ai cui estremi stanno “natura” e “cultura”.

La cucina tiene sempre strette in modo indissolubile “natura” e “cultura” tanto al momento della produzione di cibi quanto nella fase del loro consumo.

Se prendiamo l’esempio della “cucina di strada”, F. Giallombardo ha rilevato come sia consueto assistere al consumo dei tipici cibi di strada palermitani (pane e panelle, pane con milza, mussu e quarumi, ovvero caldume) soprattutto all’interno dei più antichi e popolari mercati della città di Palermo (Vucciria, Capo, Ballarò, Borgo Vecchio).

Quello del cibo è un “linguaggio polifunzionale” che più direttamente “parla” la realtà degli uomini. Coerentemente la cucina si configura come un canale privilegiato per intendere la nostra storia.

I significati che il FESTIVAL DELL’INTERCULTURA SOLIDALE “TumìAmì” intende mettere in evidenza attraverso gli “eventi” connessi e programmati nell’ambito, sono tanti e profondi per diversi motivi:

– Per “Festival” intendiamo una manifestazione organizzata che avrà una sua cadenza periodica, con un Progetto umanitario diverso ogni anno, da promuovere e finanziare con il ricavato dello stesso;

– “Intercultura” è una parola la cui valenza semantica cresce nella misura in cui oggi si diventa sempre più consapevoli dello stato di convivenza tra popoli e culture diverse, che si traduce nell’attuale società multietnica e globale con la presenza sempre più numerosa di cittadini del Terzo e Quarto Mondo nel tessuto politico ed economico del Primo. Si richiedono nuove forme d’integrazione che consentano, da una parte il mantenimento dell’identità culturale della società ospite e, dall’altra, la valorizzazione d’espressioni culturali molteplici, affinché queste possano esprimersi e svilupparsi nel reciproco rispetto delle proprie peculiarità;

– “Solidale”, aggettivo che definisce, qualifica ed esalta il senso di un Valore, le motivazioni e lo scopo stesso del Festival, ovvero promuovere e finanziare il Progetto: “Vincenzo Cicirello MEDICAL CENTER” – VinCenter, in Bangladesh;

– “TumìAmì”, parola quasi onomatopeica, che non solo da il nome al Festival, ma ne costituisce la chiave interpretativa, nonché la sintesi più congeniale! In gergo bangladese “tu, tumì, amì” significa, traslitterato in italiano e non letteralmente: “Tu, io, noi”. Dunque, l’espressione coniata ad hoc tumìamì vuole comunicare, in sintesi e nella più completa armonia, il senso dell’Altro, dell’Io, del Noi e, quindi, dell’insieme; e considerando che in italiano questa parola corrisponde ad un’affermazione bellissima: “Tu mi ami”, ecco che siamo certi di aver trasmesso egregiamente il messaggio di questo evento. In nome della reciprocità, dell’integrazione, dell’interazione tra popoli e culture diverse, nonché dell’amore per l’essere umano a 360°, il nostro Festival vuole essere uno strumento per tradurre in fatti concreti i buoni propositi umanitari, promuovendo dall’Italia la costruzione di un ospedale in Bangladesh.

Il nostro Festival sarà un ponte tra Italia e Bangladesh, un collegamento diretto che permetterà di intessere relazioni non solo culturali ma anche politiche, scientifiche ed economiche, grazie alla possibilità di instaurare un dialogo attivo e dinamico con le alte autorità locali, con i Ministeri e con altre Istituzioni, qual è, nello specifico, l’Università di Dhaka, sicché, esso, diventi un modello culturale e solidale “condiviso” a livello internazionale.

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