Protagonisti si nasce

Gianfranco Miccichè si conferma protagonista della politica siciliana, ancorché leader di un partito povero di validi referenti locali, tanto che in alcuni capoluoghi Forza Italia non esiste.
Ma resta sempre l’uomo dell’immortale Berlusconi e, forse, anche quella delle mezze figure da esporre (quelle buone sono tenute nelle stanze del potere NdR), è una componente delle strategie.
Del resto, nessuno può dimenticare i tempi del 61 a 0, di cui Miccichè fu magnifico artefice, vanificati da una classe politica rivelatasi inutile.
L’ultima strategia è quella della candidatura a Presidente della Regione che si potrebbe definire autocandidatura se non fosse che a proporla sono stati i parlamentari azzurri, regionali e nazionali.
Forza Italia chiede a Miccichè di sacrificarsi e, fra mille impegni, il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana è costretto a relazionarsi con renato Schifani e i vertici nazionali del partito per poter dare una risposta sulla sua eventuale disponibilità
“Sono lusingato di questa proposta, metto la mia eventuale candidatura a disposizione dei nostri alleati nazionali, Lega e Udc e di tutti gli altri possibili alleati siciliani”
Una mossa elementare, Miccichè sa che, in questi modi, non farà, né potrebbe arrivare a restare Presidente cambiando Palazzo, è solo la maniera per i necessari chiarimenti in Forza Italia, per fornire agli alleati un alibi per discutere di candidature, per assicurarsi ampi margini di trattativa all’eventuale tavolo per la riconferma di Musumeci, per mettere scompiglio anche nella parte opposta, definirla avversaria è un eufemismo, dove ci sono aspirazioni di emarginare la sinistra estrema e di avvicinamento al centro.
Se, poi, i protagonisti di tutta la questione Presidenza della Regione saranno così sprovveduti da non saper trovare l’uscita dal labirinto,
Tutto secondo copione, di quelli più attuali per quanti sanno leggere di politica e, soprattutto, hanno saputo leggere di politica.
Ininfluenti e solamente di rito i comunicati diffusi, come quello della Lega, troppo presto per contenuti da poter analizzare quelli per gli incontri fra Miccichè e il segretario regionale del PD, Barbagallo che hanno messo in fibrillazione quello che rimane dei 5 Stelle, sempre più destinati al disfacimento anche in Sicilia.
Siamo solo all’inizio dello spettacolo.

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