Provincia: ritornano le elezioni dirette del Presidente e del consiglio

Il risveglio della Provincia è seguito da un sussulto dai banchi della politica di Sala d’Ercole.

Sapevamo che erano state indette le elezioni di II livello che, tradotto, significava che potevano votare solo i consiglieri comunali eletti, a favore di un Presidente che poteva essere scelto solo tra i 12 sindaci della Provincia.
Già in molti scalpitavano, fra cui il nostro sindaco Cassì e altri
personaggi più o meno accreditati.

Fonti accreditate ci dicono, invece, che, nella odierna mattinata, una riunione del centro destra avrebbe messo le basi per ripristinare il vecchio sistema e votare in modo democratico per il rinnovo delle cariche politiche, sistema che manca dal 2012.

Ci sarebbero condizioni poste dal Presidente Schifani, caratterizzate da una approvazione del disegno di legge per le votazioni di I livello, e dunque con il voto universale per tutti i cittadini.
La data delle elezioni sarebbe fissata entro e non oltre il 30 giugno del 2025, non è un mistero che la Meloni ha cambiato idea sulle Province e avrebbe messo in agenda l’abrogazione della legge Del Rio, con la possibilità di ritornare al voto nel 2026.
Ma l’ipotesi di anticipare il voto al 2025 in Sicilia, utilizzando questo come laboratorio politico, piacerebbe a tanti anche a Roma.

Si riaprirebbero, quindi, i giochi: nella nostra provincia verrebbe interrotta la corsa dell’attuale sindaco di Ragusa che voleva utilizzare questo primo traguardo come pedana di lancio per la sua corsa alle regionali.
Il disegno era quello di correre con l’MPA di Raffaele Lombardo, ovverossia con Forza Italia, per non aderire, di fatto, ai partiti, ma lasciando intendere che lo avrebbe fatto 6 mesi prima del voto.

Sul nostro territorio la situazione è abbastanza fluida, dopo il rinnovo di Comiso e di altri Comuni iblei, senza garanzie precise non sembra che ci possano essere tanti candidati in pista.
Maria Rita Schembari ci teneva ad essere candidata ma ancora manca troppo alla fine del suo mandato.
Ci potrebbero essere personaggi favoriti, qualche ‘usato sicuro’, come Innocenzo Leontini, per il centro destra.
Nel centrosinistra potrebbe esserci un ritorno di Bellassai, non è da escludere il sempreverde Calabrese, oppure una rivincita dell’avvocato Schininà, che di recente ha concluso malamente la sua corsa contro Cassì.

La precisa volontà di Cassì di candidarsi alle regionali in seno al centro destra potrebbe obbligare lo stesso a schiararsi, cercando spazio.
Potrebbe anche sostenere un candidato civico, espressione proprio del suo movimento.
Ma, di fatto, il civismo in provincia di Ragusa è finito. I sindaci hanno bisogno di governare e nessuno è interessato ad isolarsi, in un contesto istituzionale che avvantaggia solo la candidatura di Cassì alle regionali, lasciando tutti nel baratro.

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