di Cesare Pluchino
Inanellata un’altra sconfitta, questa volta in Eurocup, che mette a nudo i grossi limiti della Passalacqua
Spettatori sempre al di sotto delle doverose aspettative, in un PalaMinardi con temperature glaciali, dove la Passalacqua Ragusa ha cedute alle ceche del Nymburk, apparentemente di misura, ma, in realtà, senza capacità di reazione forte contro una formazione che, in definitiva, poteva essere assimilata ad una buona squadra di liceo.
Le ragazze di Lambruschi erano attese alla conferma, dopo gli accenni di ripresa delle atlete più attese, si è potuto assistere ad una prestazione volenterosa ma insufficiente contro una squadra non titolata, con una sola straniera, rumena, che non poteva e non doveva impressionare le siciliane.
Un mare di palle perse in maniera dilettantistica, scarso coraggio per andare al tiro, incapacità di rivestirsi di autorevolezza e tentare il tutto per tutto nei momenti topici dell’incontro, quando una tripla avrebbe ribaltato l’esito dell’incontro.
Se la squadra è incentrata sul trio Vanloo- Nicholls- Ndour, poco si è ottenuto dalle prime due, il pivot, nonostante i 21 punti all’attivo, non è riuscita ad essere determinante. Manca, nella formazione, un leader trascinatore.
Non è più tempo di giudizi incoraggianti, piuttosto ci si può cominciare a chiedere i costi di queste ‘stelle’ che stentano a brillare anche al cospetto di colleghe che, forse, vanno avanti a rimborsi spese.
Avvio stentato per il quintetto iniziale, Nicholls, Consolini, Spreafico, Vanloo e Ndour, nei primi minuti i due soli vantaggi della Passalacqua, sul 5 a 4 e sul 7 a 5, dalla metà della prima frazione un lento, sempre minimo vantaggio delle ospiti, che arriva fino a 9 punti, 11 a 20, quando la Vanloo piazza in extremis il canestro che serve solo a spezzare il ritmo delle avversarie e chiudere la prima frazione sul 13 a 20.
Troppi errori al tiro, palle perse, per entrambe le formazioni, ma le ceche possono vantare qualche individualità, nulla di eccezionale ma quanto basta per tenere a distanza, sia pure minima le padrone di casa.
Uno spettacolo di gioco non certo esaltante, con fasi senza marcature, la Passalacqua che si mantiene sempre attaccata alle avversarie, solo un punto, sul 21 a 22 quando mancano tre minuti all’intervallo, ma che non riesce a mostrare il carattere per ingranare la marcia, sorpassare e lasciare le avversarie all’inseguimento.
Il tempo si chiude sul 25 a 26, dopo che negli ultimi secondi la Vanloo si fa prima rubare palla e poi fallisce da tre, episodi che avrebbero potuto ribaltare la cronaca della partita.
Non è certo questa la squadra per andare avanti in Coppa e in Campionato.
Dopo l’intervallo si assiste, inizialmente, a fasi di gioco confuse, con numerosi errori, si arriva ad uno svantaggio di 10 punti, sul 27 a 37, dopo 4 minuti di gioco, poi c’è un accenno di reazione, una tripla ella Ndour, un’altra della Vanloo, e un canestro della Nicholls, da due, un parziale di 8 a 2 che sembra ridare fiducia alle atlete e al pubblico, ma è un fuoco di paglia perché le ceche si riportano subito a + 10, ad un minuto e 50 dalla fine del tempo, e si deve ringraziare che non tentano di forzare, per staccare definitivamente la squadra di casa.
Una tripla e un canestro da due della Ndour riscaldano il gruppetto dei tifosi, a 5 secondi dalla conclusione Gorini conclude una bella azione personale, si chiude sul 42 a 47.
Osservando il punteggio finale della terza frazione di gioco e quello definitivo dell’incontro si può avere idea del gioco espresso nella quarta frazione, un parziale di 8 a 5, per il risultato definitivo dell’incontro di 50 a 52.
Solo errori da sotto canestro, la paura, per le ragazze di Lambruschi di assumersi la responsabilità del tiro, inutile melina di passaggi contro una difesa non certo impenetrabile.
Già a tre minuti dalla fine dell’incontro, il Nymburk si piazzava a 52 punti, da dove non riusciva a muoversi fino alla sirena. Disperati i tentativi della squadra di casa di agganciare le avversarie, quando la Ndour mette a segno due tiri liberi e porta Ragusa a 2 punti, sul 50 a 52 che sarà poi il definitivo, con le avversarie cariche di falli e due minuti da giocare, si ha la sensazione che, quanto meno, si possa andare ai supplementari.
Invece un contropiede fallito, una palla persa e l’incapacità, dopo il time out, a 13 secondi dalla fine, di mettere a segno il canestro della vittoria, coerente conclusione di una partita da dimenticare.
