C’era una volta, al tempo dei grillini, un tale Giovanni Sortino da Ibla, appartenente ad una delle famiglie ‘nobili’ del quartiere, che venne nominato collaboratore del sindaco Piccitto, su input del vicesindaco Iannucci, per occuparsi delle problematiche del quartiere barocco.
In effetti, nessuno ricorda qualcosa di importante nell’attività di collaborazione con il primo cittadino e con l’amministrazione, una delle tante cariche da biglietto da visita, che non ha lasciato tracce.
Dopo quasi 5 anni di silenzio, successivi alla sconfitta elettorale dei 5 Stelle, a Sortino è tornata la parola, forse in vista delle prossime comunali, ed ecco riaffiorare i problemi di Ibla che non furono risolti nei 5 anni a 5 Stelle e, invero, non sono stati affrontati dall’attuale amministrazione.
Un post su facebook, ripreso anche dal quotidiano locale, nel quale Sortino parte dai tanti monumenti non fruibili, che chiama, con un errore da matita rossa, 18 monumenti UNESCO.
Un errore nel quale è caduta anche la titolata assessore alla cultura, in una sua replica allo spirito propositivo di alcuni cittadini, senza citare Sortino.
Premettiamo che la declaratoria, pronunciata a Budapest nel giugno del 2002, per dichiarare Beni Patrimonio dell’Umanità, inseriti nella World Heritge List UNESCO, i contesti urbanistici di 8 città del sud-est della Sicilia, non menzionava alcun monumento, Palazzo o Chiesa. Il riconoscimento andava ai contesti urbanistici caratterizzati dalla ricostruzione tardo barocca successiva al terremoto del 1693, che colpì questa zona della Sicilia.
Il luogo comune, purtroppo a molti, fu quello di scambiare l’elenco dei monumenti facenti parte del piano di gestione del sito, in particolare a Ragusa, ben 18 monumenti come beni patrimonio dell’Umanità.
Fatta questa doverosa precisazione, passiamo al post di Sortino: palazzi e chiese non fruibili, chiusi al pubblico, se non negli orari delle funzioni religiose.
E ai monumenti facenti parte del piano di gestione del sito UNESCO, si aggiungono chiese artisticamente non di eccellenza, ma dove si rovano importanti opere: la Chiesa del Signore Trovato dove è esposto il presepe monumentale di Criscione, la Chiesa di San Giacomo all’interno della Villa, la Chiesa della Nunziata dove vi è all’interno il Museo delle Confraternite, il Museo del Duomo di San Giorgio che racconta una storia millenaria della città.
Per Sortino chiusure che rattristano e che sanciscono la morte culturale di un territorio: ma erano aperte le Chiese quando Sortino era collaboratore di Piccitto e di Iannucci? Quali furono gli atti ufficiali che possono suffragare interventi decisi e importanti del collaboratore sulla materia in questione?
Oggi ci ritroviamo che dopo 5 anni di immobilismo di epoca grillina, ci sono stati 5 anni di immobilismo cassiniano.
Ma non sono solo i monumenti a essere chiusi, chi scrive, nel primo venerdì di dicembre, ha dovuto percorrere Ibla, in lungo e in largo, per trovare un ristorante a aperto per la colazione.
Nessuno è mai intervenuto e non interviene in merito
Utopie, quelle di Sortino che pensano all’utilizzo di studenti, di tirocinanti, di percettori del reddito di cittadinanza, perché la Curia, giustamente, pretende di scegliere il personale occorrente per aprire le Chiese.
Casomai, invece di stanziare somme comunali per l’apertura delle Chiese, il servizio dovrebbe essere contemplato nelle azioni di restauro e recupero di edifici sacri, molti dei quali rimessi a nuovo con la 61/81.
Ma, in ogni caso, di questa scienza, non si fece tesoro nel periodo grillino.
L’assessore alla cultura del Comune di Ragusa, la dott.ssa Arezzo, così replica con delle precisazioni: fuorviante dire che i monumenti sono chiusi, c’è un apposito protocollo che prevede l’apertura di 8 chiese nel periodo estivo e nei wek-end, nel periodo invernale
Dice l’Arezzo: “La Diocesi si è dimostrata disponibile al dialogo e non c’è dubbio che il nostro obiettivo sia di stimolare e sostenere, come fin qui già fatto, un’apertura delle nostre chiese 365 giorni l’anno.
Ma non specifica cosa si è fatto nei 5 anni di amministrazione Cassì.
Poi, genericamente, parla del “Progetto Cult.Hu.Ra. – Cultural Hub Ragusa”, dei palazzi e delle Chiese che necessitano di interventi di restauro e rifunzionalizzazione: ma perché di questi monumenti si parla solo alla fine dei 5 anni di mandato, resta un mistero.
Nessun cenno alle sue intenzioni di fare del Castello di Donnafugata il polo culturale della città, nessun cenno all’assenza di trasporti pubblici per i turisti, anche solo per arrivare a Donnafugata, nessun cenno alle irrisolte questioni degli uffici turistici, come quello di Ibla che, proprio per il ponte lungo dell’Immacolata, da giovedì alla domenica ha avuto l’esigenza della disinfestazione, uffici che hanno carenza di personale e hanno difficoltà a garantire aperture e orari consoni alle abitudini dei turisti.
In ultimo, l’assessore Arezzo, ci parla della costituzione di un Ente gestore per il Sito Unesco “Città Tardo Barocche del Val di Noto”, a far data dal 4 ottobre 2021, ma senza specificare il motivo del suo silenzio per questa iniziativa e, si suppone, per il coinvolgimento del nostro Comune, dopo anni di passiva presenza tanto che Ragusa era stata inserita, come riferisce l’assessore Arezzo, in una black list.
Sembrano fatti privati dell’assessore, veniamo a sapere, solo in questa occasione, che è stato creato un brand comune, un sito web, sono stati installati totem digitali, si è realizzato un video promozionale, si è proposta una grafica coordinata per tutti gli 8 Comuni, si è realizzato un Educational rivolto a Tour Operator e stampa straniera; il tutto grazie ai fondi della legge 77/2006, cui non avevamo mai potuto accedere prima.
A questo ha fatto seguito la partecipazione ad un bando del Ministero del Turismo riservato ai siti Unesco e per il quale Ragusa ha assunto, per la prima volta e per volontà comune, il ruolo di capofila.”
Tanta carne al fuoco, che sappiamo già poco appetitose perché dalle parti orientali del sud-est non hanno mai cavato un ragno dal buco per la tutela e la valorizzazione del riconoscimento UNESCO, questo, ininterrottamente, dal 2003.
Comunque, la buona scuola si fa sentire: solo annunci e lancio di iniziative, che si intensificano, alla fine dei 5 anni, per ovvi motivi di carattere elettorale, come è nello stile Cassì.
Cultura e turismo hanno sempre più bisogno di competenze e concretezza, cambiano i sindaci ma siamo sempre all’anno zero, fortuna che ora c’è il Piano Strategico del Turismo
