di Vilnius Nastavnic
Il cittadino si sente rassicurato quando arriva un giudizio definitivo di organi superiori che sgombra il campo da illegittimità, irregolarità e abusi
In questo clima da repubblica delle banane che avvolge la società dal livello centrale a quelli periferici, il cittadino vive nella morsa della confusione più totale creata dai contrasti politici fra maggioranza e opposizione, acuiti dal fatto che, spesso, una formazione politica è maggioranza da un parte ma opposizione in un’altra, così da generare pareri e dichiarazioni che si basano non sulla coerenza ma sui dati di localizzazione.
Come più volte abbiamo auspicato, si vorrebbe conoscere la verità, da che parte sta la ragione, quanto siano veritiere e consistenti accuse di irregolarità e di illegittimità, in particolare, restando alla realtà di casa nostra se siamo governati da un drappello di incapaci irresponsabili che non sanno amministrare oppure siamo vittime della falsa comunicazione di opposizioni allo sbaraglio che cercano solo di alzare polveroni per sopperire alla mancanza di visibilità politica.
Si apprende che l’ispezione condotta dall’assessorato regionale ai Beni Culturali alla Soprintendenza di Ragusa non ha fatto emergere alcun profilo di illegittimità né violazione delle norme del piano paesaggistico territoriale.
Era stata Legambiente a chiedere che fossero valutati gli atti della soprintendenza che sarebbero stati emessi in violazione delle norme del piano paesaggistico. In particolare si chiedeva di valutare le decisioni per le barriere frangiflutti, lungo la costa, per le case in verde agricolo, per le autorizzazioni per le ricerche petrolifere, per le autorizzazioni sull’area di Randello.
Chiaro l’assessore regionale nel confermare la fiducia alla soprintendente di Ragusa, Panvini, detentrice di un qualificato curriculum, e nel ribadire che, a seguito dell’ispezione disposta a seguito della specifica segnalazione di Legambiente, non si evincono le anomalie denunciate, avendo accertato che le accuse erano pretestuose e infondate.
Legittima, da questo momento, una più attenta valutazione di comunicati e denunce che, spesso, sono inoltrate con soverchia superficialità.
Anche la piccola casetta rurale in riva al mare ispicese dell’ex Presidente della Regione Lombardo sembra essere in regola, nonostante fosse bloccata da dieci anni per irregolarità edilizie e urbanistiche.
Ci attenderemmo esiti analoghi, di estrema chiarezza, per casi similari, quando sono chiamati in causa Assessorato agli Enti Locali, Corte dei Conti, Autorità Anticorruzione, e altri organismi superiori.
Ma leggendo i giornali, si rimane delusi.
Dal ‘Fatto quotidiano’ (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/05/renzi-corte-dei-conti-accusa-a-firenze-4-anni-di-gravi-irregolarita-in-bilancio/2010356/ ) apprendiamo che la Corte dei Conti rileva 4 anni di “gravi irregolarità” in bilancio, a Firenze, riferibili alla gestione dell’attuale premier Renzi da primo cittadino del capoluogo toscano.
“Inosservanza dei principi contabili di attendibilità, veridicità e integrità del bilancio, anche violazioni in merito alla gestione dei flussi di cassa e alla loro verificabilità”. Così i giudici contabili bollano la gestione Renzi.
La Corte dei Conti accusa, Renzi continua a fare il Presidente del Consiglio, nessun addebito né, tantomeno, sanzioni o misure cautelari, solo il successore del Sindaco di Firenze deve trovare le somme per rimediare agli squilibri di bilancio
Sembra di rileggere rilievi che si leggono per fatti del bilancio della nostra città: si parla di impiego di fondi aventi specifica destinazione per spese di parte corrente, non ricostituiti al termine dell’esercizio.
Ci sarà una Legge 61/81 per Firenze !
Ancora si legge di “una sostanziale difficoltà nella gestione dei flussi di cassa” e mettendo a rischio “l’equilibrio e la stabilità finanziaria dell’ente”, di “presenza consistente di residui attivi vetusti”.
In ambienti vicini al Comune di Firenze si minimizza considerando i rilievi della Corte dei Conti come semplici inviti a spiegare, correggere, migliorare, mentre invece i giudici contabili sollevano dubbi e l’opposizione insorge. Ma nulla di più.
E a Ragusa, come stanno le cose ? Possono dormire sonni tranquilli Federico Piccitto e Stefano Martorana, sicuri del lavoro svolto al terzo piano di palazzo dell’Aquila o si deve attendere l’esito dei rilievi delle agguerrite consigliere di opposizione, Sonia Migliore e Manuela Nicita, che, in vista dell’esame del Bilancio preventivo 2015 hanno sfoderato una lunga serie di eccezioni allo strumento finanziario, delle quali ci occupiamo in altra parte del giornale ?
E anche quando fossero rilevate delle irregolarità, non accadrà nulla come Firenze ?
Si potrà sapere, una buona volta, chi ha ragione e chi no ?
