A mezzogiorno, l’on.le Nello Dipasquale comunicava sui social di essere a Roma per la riunione del CIPE che doveva deliberare sull’iter progettuale della Ragusa – Catania.
Dopo il fondamentale ok dal pre-Cipe, del 20 marzo, la seduta del Comitato interministeriale per la Programmazione economica doveva essere quella di sblocco della situazione, con un esito, finalmente, positivo.
Tutti dicevano che questa sarebbe stata la volta buona, hanno avuto ragione i più pessimisti, perché c’è stato un nuovo rinvio, secondo alcuni tutto da rifare, secondo qualcuno siamo tornati indietro di 15 anni.
Quando si sperava che il governo del cambiamento avrebbe finalmente sbloccato la situazione, quando nei ministeri interessati c’erano quelli della riapertura dei cantieri, riceviamo forse il deprofundis per la Ragusa – Catania, a meno che non si voglia pensare che tutto è architettato per motivazioni elettorali in vista delle prossime europee.
Questa la nota diramata in serata dall’on. le Dipasquale che era presente alla riunione:
Nuovo, incomprensibile, rinvio del CiPe sulla Ragusa-Catania. Una non decisione che sembra completamente strumentale. Serve, ora, una seria mobilitazione collettiva”. Lo annuncia l’on. Nello Dipasquale, parlamentare regionale del PD e segretario alla Presidenza dell’ARS.
“La discussione sull’infrastruttura ragusana è stata rinviata di due mesi, mettendo in discussione il progetto di finanza perché dovrebbe essere presentato un progetto a totale finanziamento pubblico.
Nel documento che spiegherebbe le ragioni del rinvio odierno, infatti – continua Dipasquale – si legge solo che “alla luce degli approfondimenti circa la sostenibilità economico-finanziaria del progetto autostradale e della sua struttura finanziaria, il MIT e il MEF presenteranno congiuntamente al prossimo CiPe una proposta articolata di deliberazione”, che vuol dire tutto e niente.
Ma un nuovo progetto a totale finanziamento pubblico vorrebbe dire tornare indietro di 14 anni e, secondo me, si rischia davvero di non vedere mai la realizzazione dell’autostrada Ragusa-Catania”.
“Serve, adesso – conclude Dipasquale – una nuova e forte mobilitazione da parte di tutte le forze interessate, con una convergenza di tutte le forze politiche ed economiche, per impedire quello che potrebbe essere un vergognoso scippo al nostro territorio e un’ulteriore perdita di tempo”.

