Quali gli scenari del Consiglio Comunale?

di Vilnius Nastavnic
Tutti da scoprire gli sviluppi di una crisi latente che non è dell’amministrazione ma del Movimento 5 Stelle

I partiti di opposizione, e i loro maggiorenti, ostentano sicurezza sulle malefatte amministrative della giunta Piccitto e sul destino dei grillini alle prossime elezioni, sono certi che la città non potrà rinnovare loro la fiducia. Ci sarebbe solo da sedersi sulla riva del fiume e aspettare il passaggio del cadavere dell’avversario, invece ci sono atteggiamenti nervosi e scomposti, perché, nonostante un calo dei consensi, molti sanno che non tutto è definitivamente certo.
Le ormai fisiologiche fratture, nel centro sinistra e nel centro destra, anche all’interno dei vari partiti, rendono quanto mai aperta la battaglia che vede profilarsi un ballottaggio fra grillini e Partito Democratico, con l’incognita dei voti dei democratici contestatori, quelli che, inevitabilmente, non avranno posti di prima fila, e degli elettori di centro destra senza partiti e riferimenti politici, variabili che possono influenzare il voto e determinare il successo dell’uno o dell’altro contendente.
Nell’attuale situazione, si guarda al Movimento 5 Stelle come vero arbitro della disputa amministrativa nella città, mentre a livello regionale i giochi sembrano fatti per il Movimento di Grillo.
E, alla luce dei pronostici, si guarda maggiormente al Movimento 5 Stelle che sembra, a Ragusa, voler perdere una battaglia importante, quella della riconferma che sancirebbe l’autorevolezza del movimento come compagine di governo.
Sarà il nuovo Presidente del Consiglio, Tringali, voluto e, al momento, fermamente confermato dal gruppo consiliare, nonostante le richieste di Partecipiamo di azzerare l’elezione, a dover tentare di ricucire il gruppo consiliare e i rapporti con l’amministrazione.
Un compito estremamente difficile che, comunque, confligge con i veri motivi della crisi pentastellata a Ragusa, i tentennamenti del sindaco che promette i cambiamenti richiesti e sollecitati, si impegna alla presenza del leader regionale del movimento, ma stenta a mettere in atto anche le decisioni più semplici, più impegnato a tentare l’assoluta riservatezza dei contenuti delle riunioni che non a uscire con una serie di misure e di provvedimenti per rilanciare l’attività amministrativa, anche senza il consenso totale del truppone che, ormai, di casino ne ha fatto troppo senza raccogliere, da mesi, il benché minimo risultato.
Nemmeno i pochi attivisti del movimento, che hanno contribuito a ridare vita alle riunioni del meetup, riescono a dare una sterzata alla stagnazione ormai conclamata, come pure, stranamente, non si avvertono segnali di forte contestazione da parte dei dissidenti fuoriusciti del meetup ragusattiva5 stelle, ancorchè non riconosciuti ufficialmente dal Movimento.
Di certo, le stranezze non mancano, come quella della partecipazione dell’ex assessore Stefania Campo e del marito, (quest’ultimo coinvolto, suo malgrado, nella vicenda delle obbligate dimissioni della moglie, in quanto letturista dei contatori idrici) all’ultima riunione di attivisti, amministrazione e gruppo consiliare.
Viene, naturalmente, da chiedersi, perché, senza spiegazioni, un assessore viene costretto a dimettersi, non si valutano gli esiti dei risultati della commissione trasparenza, acclarati dalla relazione dei commissari grillini, di maggioranza, non si ufficializza e non si grida allo scandalo per l’ingiusto e immotivato coinvolgimento, si paventano altre ‘colpe’ che sconsigliano il reintegro nella carica, ma si accetta la partecipazione alle riunioni in quanto componente del meetup.
Come capirci qualcosa, anche alla luce della tanto decantata trasparenza che dovrebbe essere marchio di fabbrica dei grillini?
Così come si lasciano in sospeso tante questioni importanti, non si prende il toro per le corna per verificare con quale maggioranza, se esistente, affrontare la imminente stagione consiliare.
Nemmeno un improbabile mantenimento del sostegno di Partecipiamo sembrerebbe poter assicurare una navigazione tranquilla: dei sedici consiglieri, uno pare andato a svernare in altro emisfero, due, almeno, quelli che hanno votato per Iacono e non sono in grado di costituire certezza per tirare la carretta nei momenti difficili. Su una quota già così al di sotto dei sedici voti necessari per la maggioranza, insistono le fibrillazioni già note di alcuni consiglieri che, ufficiosamente, confermano la propria ribellione nel caso non si proceda con gli impegni stipulati fra sindaco e consiglieri contestatori.
Il truppone continua a vantare la solida, ancorchè non più bulgara, maggioranza di 16 consiglieri e questa stessa ostinazione nel negare la realtà fa dubitare della necessaria lucidità di molti del gruppo.
Il neo Presidente Tringali deve, inoltre, sgombrare il campo dalle illazioni sul sostegno alla sua candidatura, da parte di elementi delle opposizioni, che addebita solo alle intenzioni di non rieleggere, comunque, l’ex Presidente e non a possibili accordi trasversali.
Sul fronte opposto, delle opposizioni, nel quale potrebbe convergere, a meno di sorprese, anche Partecipiamo, non si registrano significativi movimenti.
Nel PD si rende sempre più evidente e profonda la spaccatura fra capogruppo e i due componenti renziani, i tre fuoriusciti da Forza Italia fanno gruppo, all’interno del misto con il consigliere Marino, mentre i rappresentanti del Movimento Città e del Movimento Civico Ibleo stanno in disparte e il consigliere La Porta sembra attendere che si chiarisca la vera natura dei paventati rapporti dei fuoriusciti da Forza Italia con la corrente dell’on.le Dipasquale, con il quale, stando a dichiarazioni percepite in aula, non intende condividere percorsi politici.
Un gruppone frazionato, per origine politica e per obiettivi, molti dei quali tutti da definire politicamente.
Attualmente brilla di lice propria il gruppo dell’UDC, per quanto Sonia Migliore sia attualmente sospesa dal partito: si deve tenere conto che una sua uscita definitiva dal partito di Casini la farebbe convergere, con la consigliera Nicita, automaticamente, nel gruppo misto, per regolamento.
In ogni caso, il patto federativo, messo in atto dalla Migliore con Area Popolare, che ha come riferimento l’on.le Minardo, la pone come riferimento di una vasta area di moderati, di centro destra, non rappresentata, attualmente, in città se non dai tentativi, ancora poco concreti, della riorganizzazione di Forza Italia.
Se tutti quelli che parlano e straparlano contro l’amministrazione del Movimento 5 Stelle avessero coraggio e attributi potrebbero costituire il fronte per mandare a casa Piccitto: 12 di opposizione, 2 di Partecipiamo, 2 dissidenti certi nelle file del Movimento 5 Stelle potrebbero costituire la base per la sfiducia al Sindaco, per la quale ci potrebbe essere il concorso di almeno quattro contestatori che hanno già manifestato, se non accontentati, l’intenzione di defilarsi da un gioco che li ha delusi e stancati.
Forse sarebbe meglio organizzare una nuova venuta dell’on.le Cancelleri, meglio ancora cominciare a lavorare per le necessarie nuove candidature alle prossime amministrative, considerato che, visti gli esiti, almeno dieci sedicesimi della compagine consiliare sarebbero da revisionare, per usare un eufemismo.
Oppure che qualcuno si svegli e faccia il leader, non solo per scriverlo sul biglietto da visita.

Ultimi Articoli