Le classifiche sull’ambiente e sulla qualità della vita sono diventate ormai come l’illuminazione dei palazzi per questa o quella giornata.
Siamo cresciuti con l’unico appuntamento dell’azalea per sostenere la ricerca sul cancro, l’iniziativa è stata copiata è oggi ci sono rose, ciclamini, mandarini, arance e mele per sostenere la ricerca.
Inflazione anche per le illuminazioni dei palazzi pubblici, dal rosa la viola, dal rosso al verde, al blu, con ricerche ulteriori nello spettro dei colori per incrementare l’offerta.
Le classifiche varie aumentano, quelle dell’Ecosistema urbano e quella sulla qualità della vita restano le più autorevoli in campo, se non altro per il prestigio dei giornali che le sponsorizzano e le pubblicano.
Ma di classifiche non è mai morto nessuno, né, tantomeno, la classe politica ha mai tenuto l’ultimo report sul tavolo per indirizzare l’azione politica verso una possibile scalata verso i posti migliori.
Se ne parla solo nei giorni successivi alla pubblicazione, poi tutto torna come prima.
Se ne parla con un po’ di confusione, la classifica è classifica, o si accetta la classifica e non se ne discute, oppure non se ne tiene conto.
L’ultima oggetto di discussione, di propaganda, è quella della Qualità della vita di Italia Oggi, secondo quotidiano economico del paese, stilata in collaborazione con l’Università la Sapienza di Roma e cattolica Assicurazioni.
Oggetto di discussione con un dato di fondo che molti tralasciano, ai fini di una valutazione che abbia un minimo di concretezza.
Mentre quella dell’Ecosistema urbano era una classifica riguardante i capoluoghi, quella della qualità della vita è stilata in ambito provinciale, salvo alcuni indicatori che sono sviluppati solo per il centro capoluogo.
Parlare, quindi, di questa classifica, con riferimento alla città di Ragusa è solo propaganda, comunque siamo sempre nei bassifondi della classifica.
Il Sindaco si premura, con la sua claque, di esprimere apprezzamento per la posizione, se non altro per la risalita di 16 posti che porta Ragusa alla posizione 84, prima dei territori siciliani.
Un risultato che non può renderci soddisfatti ma il primo cittadino ci tiene a sciorinare i dati che sono interpretati come positivi.
Pur con consistenti balzi in avanti, non ci sarebbe da esaltare la posizione 78 per Affari e lavoro, + 10 rispetto al 2019, Ambiente 74, +11, sicurezza 66, +12.
Forse l’unico dato veramente positivo è quello della Sicurezza sociale, ovvero disagio sociale e personale, posizione n. 40, + 58.
Per istruzione e formazione si risale di 14 posizioni, si va al n. 85, per il tempo libero si resta al posto n. 82, posizione 92 per reddito e ricchezza.
Bene per il sistema salute, posizione 36, solo +1, il dato sulla popolazione ci vede al 4° posto.
Fra i vari indicatori ve ne sono alcuni riferiti solo al capoluogo, raccolta differenziata che ci vede al posizione 37, con un balzo di 48 posti, fotovoltaico alla n. 25, +2, densità di verde pubblico 53, + 43, disponibilità di verde pubblico 55.
Dati confortanti in termini statistici che non possono esprimere le emergenze reali dell’abbandono indiscriminato di rifiuti, la criticità per lo smaltimento e le difficoltà nella manutenzione del verde.
Se il territorio è al posto 25 per aree pedonali, +13, al 7° posto per veicoli circolanti sulla superfice totale del territorio e al 46° per veicoli circolanti sulla superfice urbanizzata, siamo al posto 98 per piste ciclabili e 104 per offerta del trasporto pubblico, dato che rende ai nostri occhi quanto mai veritiera e affidabile la classifica.
L’offerta del trasporto pubblico migliora di una posizione, forse saranno state le navette.
Una naturale conseguenza della lettura della classifica e della sua valutazione sarebbe l’impegno immediato per azioni tendenti a migliorare la situazione. Ma se ne riparlerà solo alla prossima classifica.
