di Marco Ramius
Difficile comprendere le dinamiche interne del Movimento 5 Stelle e l’auspicabile unità di principi
Un vento antisistema soffia un po’ dappertutto in Italia, in Sicilia in particolare dove il livello della politica e gli scarsi risultati del governo Crocetta costituiscono uno spot a favore del Movimento 5 Stelle.
Formazione politica che, ormai, non riesce a nascondere le enormi potenzialità che la pongono in pole position per la conquista del governo regionale. I resti del centro sinistra e del centro destra stanno tentando ogni carta per scongiurare una sconfitta certa che manderebbe a casa tanti esponenti della vecchia politica.
Si pensa a tutto, dal cambiamento della legge elettorale ad una grande ammucchiata destra-sinistra.
E si punta sul mancato radicamento sul territorio, anche in quei comuni, in verità assai pochi, dove i grillini amministrano.
Il candidato annunciato, ma non ufficializzato, dovrebbe essere il leader siciliano Cancelleri, che gode di un consenso diffuso nella base del Movimento e della fiducia dei leader nazionali.
Ma ci sono anche i rumors che parlano del coniglio da tirare fuori dal cilindro, un esponente della società civile, un notaio mecenate, Andrea Bartoli, che a Favara ha dato vita al Farm Cultural Park.
Sembra di rivivere recenti storie locali dove la base, gli attivisti, sono stati messi da parte, come a Vittoria, per candidare il grande amministrativista che si è trasformato, poi, nel flop epocale del Movimento 5 Stelle a Vittoria, in provincia di Ragusa.
Una volta era la base a determinare le scelte nel Movimento, non sembra sia più così, le decisioni vengono prese nelle segrete stanze e sono sottoposte al vaglio dei leader.
Logico che si cominci a capire poco nelle dinamiche interne del Movimento.
I recenti accadimenti di Roma confermano questa tendenza di partito con troppi leader ma senza una guida certa e autorevole.
Spesso, i principi del Movimento vengono disattesi e nessuno riesce a dare spiegazioni.
A Ragusa, per esempio, era stata annunciata, sin dall’insediamento, la decurtazione del 30% delle indennità e dei gettoni di presenza, misura in effetti adottata, anche se all’inizio i pentastellati ragusani aspettarono che passasse il periodo nel quale le indennità e i gettoni erano stati decurtati per la mancata osservanza del Patto di Stabilità interno (appresso si capirà il motivo di questa precisazione).
Premettiamo che non condividiamo, per nulla, queste politiche della decurtazione delle indennità e dei gettoni di presenza, come pure non condividiamo le limitazioni a ogni forma di compenso per dirigenti ed esperti: le professionalità vanno pagate e bene, eventualmente i compensi si possono regolamentare ma questo deve avvenire a livello nazionale o, quantomeno regionale, perché non può esistere che due esperti nella stessa materia abbiano compensi differenti operando nella stessa provincia o nella stessa regione.
Il problema, semmai, è quello dei compensi percepiti da gente incapace, incompetente, inadeguata al ruolo.
Fatta questa premessa, abbiamo constatato come, a Ragusa, pur fra mille traversie amministrative che, addirittura, hanno fatto disperdere somme, derivanti dalle decurtazioni, nei meandri del bilancio comunale, il 30 % è stato convogliato per iniziative a beneficio della collettività.
In verità, dopo l’ultimo comunicato del gruppo consiliare, avevamo sollevato interrogativi sulla differenza fra le somme indicate e quelle percepite secondo le relative determine dirigenziali, ma, evidentemente il capogruppo al consiglio comunale di Ragusa non ha ritenuto il quesito degno di attenzione, essendo, forse, la trasparenza una opportunità soggettiva.
La questione decurtazioni torna, invece alla nostra attenzione, leggendo delle misure adottate dai grillini di Porto Empedocle che ci fanno convincere che, forse, esistono, forme diverse di pentastellati nell’ambito di una stessa regione.
I consiglieri Comunali di Porto Empedocle, nel corso della seduta di lunedì 8 agosto, su proposta del capogruppo del PD Valentina Di Emanuele, (a Ragusa, l’attuale capogruppo del PD aveva detto che si sarebbe decurtato i gettoni di presenza del 70%, cosa mai avvenuta, né messa in discussione, ndr) hanno deliberato all’unanimità dei presenti l’azzeramento del gettone di presenza non solo per le commissioni consiliari, come inizialmente proposto dai consiglieri grillini, ma anche per tutte le sedute consiliari.
Nella medesima seduta, il Presidente del Consiglio comunale, il sindaco e tutti gli assessori hanno dichiarato di rinunciare al 60% della propria indennità, di cui il 30%già decurtato per legge.
Una svolta, quella di Porto Empedocle, dove l’amministrazione targata 5 stelle ha tagliato i costi “politici”, come annunciato durante la campagna elettorale.
A Ragusa una proposta simile è stata lanciata dal consigliere Maurizio Tumino, ma accuratamente evitata nell’esame dai colleghi di tutte le formazioni politiche presenti in Consiglio.
I grillini locali si sono limitati alla decurtazione del 30 %, non hanno affondato il coltello in occasione delle modifiche al regolamento dei lavori d’aula e delle commissioni, spesso non si preoccupano di commissioni convocate solo con un punto all’ordine del giorno o, come avvenuto di recente, solo per approvare i verbali delle sedute precedenti.
