Quelli che Dipasquale e Calabrese tennero lontani, Renzi unisce

di Cesare Pluchino
Mentre infuria la tempesta nel PD, si stringono i primi contatti fra poli opposti

Nel clima tempestoso della seduta di Consiglio Comunale di giovedì 23 ottobre, e in quello di guerra del PD provinciale, è stato come vedere lo sbocciare di un fiore su una terra bombardata la vicinanza di Mario Chiavola e Mario D’Asta, da poco compagni di partito. Come ha annunciato, qualche ora dopo, durante la riunione di Territorio, Mario Chiavola, nella mattinata aveva chiesto online l’iscrizione al PD, (pare che le iscrizioni on line vengano convogliate sul I Circolo, il ‘Pippo Tumino’, quello di Peppe Calabrese, per capirci, ma poco importa, sapendo che, almeno per ora Calabrese e D’Asta sono in sintonia).
Questi momenti di smarrimento nell’identificare i posizionamenti all’interno del PD ragusano saranno presto un ricordo perché, da indiscrezioni, si appura che sta per essere immessa sugli store digitali un’APP per dispositivi Android e iOS, tramite la quale, digitando il nome dell’iscritto si potrà conoscere l’appartenenza di circolo, il partito d’origine, i leader di riferimento locali, regionali e nazionali.
Non accenna, intanto a definirsi la ‘guerra’ che oppone la segreteria Denaro, ala ipparina del partito con il sostegno del II circolo del capoluogo, ai dissidenti capitanati da Peppe Calabrese.
Dopo l’organizzazione della Festa dell’Unità, che Denaro ha voluto a Ragusa in un estremo tentativo di composizione dello scontro, a cui i dissidenti hanno risposto con una non condivisibile totale assenza, si acuisce, nell’opinione pubblica, lo stupore per una classe dirigente del partito, a livello regionale, incapace di trovare una soluzione o di far valere l’autorevolezza delle gerarchie che, evidentemente, non esiste.
Chi ha avuto il piacere di assistere alla Festa non ha potuto fare a meno di restare basito per la presenza di segretario regionale e presidente regionale indifferenti, come se la situazione del partito a Ragusa fosse nella piena normalità, questo senza voler entrare nel merito dei contrasti che, se non riescono a dirimere a Palermo, è impossibile capire a Ragusa.
Intanto i segretari di otto circoli del Partito democratico della provincia di Ragusa hanno deciso di organizzare una serie di iniziative comuni sul territorio, per superare la fase di stallo in cui il Pd provinciale continua a versare.
Si tratta dei rappresentanti dei circoli “Pippo Tumino” e “Rinascita democratica” del capoluogo, del Pd di Modica e Scicli, del costituendo circolo “John Fitzgerald Kennedy” di Ispica e dei circoli Pd di Monterosso Almo, Giarratana ed “Enrico Berlinguer” di Chiaramonte Gulfi che hanno apposto la firma sul documento (Pino Amato, Armando Cannata, Sergio Failla, Carmelo Ferraro, Tony Francone, Gianni Lauretta, Giovanni Spadaro, Gianni Stornello)
Tutti si rifanno alle posizioni della senatrice Venerina Padua e, in ambito nazionale, all’area Renzi e all’area Dem che, alle primarie dello scorso 8 dicembre, hanno fatto risultare quella di Ragusa ancora una volta la provincia più renziana del Mezzogiorno.
“La Politica, quella con la P maiuscola – dicono in una nota i rappresentanti degli otto circoli – è la migliore risposta al crescendo di provocazioni interne, culminate con le affermazioni improvvide di un segretario provinciale “dimezzato”, forse eccessivamente nervoso per il clamoroso flop di una festa che dell’Unità aveva solo l’arbitrario ricorso ad un brand storico e prestigioso, nonostante il soccorso di leader privi di attualità.
All’arroganza e all’incapacità di confronto democratico, i segretari di otto circoli e la parlamentare nazionale che ha vinto le primarie oppongono il Pd che non condivide una visione del partito ipparino-centrica, che è lontano da pratiche politiche fondate su prevaricazioni, mancato rispetto delle regole, confronto degenerato in scontro fisico e morale.
Perché Denaro ha affermato “Se ne vada chi dissente” salvo poi fare retromarcia e proporre lo specchietto per le allodole della pacificazione? 
Inoltre, Denaro, e la sua segreteria, hanno messo in evidenza, come ospite d’onore, il cuperliano Massimo D’Alema trascurando del tutto l’area Renzi, come a volere sottolineare la cuperlianità di questa provincia risultando disconnesso col territorio, quando invece migliaia di elettori l’hanno resa la più renziana del Mezzogiorno.
Hanno dunque voluto caratterizzare la festa dell’Unità con una presenza non attuale che è assolutamente minoritaria all’interno del partito nazionale.
Rispondendo ad un gran bisogno di Politica, di qualificare e preparare la presenza del partito nelle istituzioni e di affrontare i problemi concreti del territorio ibleo, gli otto circoli hanno deciso di assumere iniziative politiche autonome da una segreteria provinciale nella quale non si riconoscono e che ignora la realtà di un partito plurale nelle culture che vi si trovano e dei territori in cui opera, per costituire un riferimento serio ed affidabile degli iscritti, dei militanti, dei cittadini che guardano al Partito Democratico con speranza e fiducia.
Un congresso provinciale lungo un anno, e del quale non s’intravede una conclusione, rischia di alienare attenzioni e simpatie dal partito.
“Non venendo meno al profondo senso di responsabilità che li anima, gli otto circoli sono sempre disponibili a raggiungere una sintesi politica seria che tenga conto delle pluralità culturali e territoriali del Pd, facendo appello all’unità e alla capacità di condivisione di ognuno”.
Significativa, ancorché contraddittoria con i toni del comunicato, la chiosa finale che noi abbiamo voluto evidenziare in grassetto per evidenziarne la pregnanza.

 

Non è mancata la risposta della segreteria provinciale del Partito Democratico che, in un sintetico comunicato, ha ribadito le sue posizioni:
“La segreteria Provinciale non intende più rispondere agli attacchi, oramai quotidiani, da parte di iscritti al PD, poiché è chiaro ed evidente a tutti il loro obiettivo di distruggere il PD Ibleo, tentando di replicare quanto già avvenuto nella città di Ragusa.
La Segreteria ha il compito di tutelare e far crescere il PD a Ragusa città e in tutti i territori, per cui non può più impegnare energie ed intelligenze per rispondere a chi, immerso nella sua furia distruttiva, dopo aver perso tutte le competizioni elettorali, sia interne che politico-amministrative, vuole trascinare con se tutto il PD Ibleo.
La Segreteria Provinciale non consentirà ciò, e continuerà a lavorare con, e nella, società per far crescere sempre di più i consensi per il PD Ibleo”.

Ultimi Articoli