Quello che toccano diventa oro

E uno, e due… e tre, l’architetto Nuccio Iacono, con il suo staff, tira fuori dal cilindro un’altra gradita sorpresa.
Alimentando, così, l’attesa per quel Museo del Costume, il Mudeco come normalmente lo chiama il sindaco, Federico Piccitto, che, a questo punto non cesserà di stupire i numerosi ospiti del Castello e proietterà, se ancora ce ne fosse bisogno, il nostro territorio in uno scenario da offerta turistica di eccellenza.
Ci ripetiamo, ma ancora una volta abbiamo avuto l’impressione che i residenti abituali del Castello si fossero allontanati per godersi la bella giornata di sole, fra la campagna ragusana e il mare E mentre i padroni di casa non ci sono, Nuccio Iacono ci fa ammirare le bellezze del guardaroba.
Una magia, quella dell’architetto e dei giovani instancabili del suo staff, far sentire vivo il Castello, al di là di quello che viene esposto. Entrando c’è il desiderio di rivedere quanto già visto, si ritorna con il pensiero agli abiti, si cercano ancora i pizzi e i merletti, i corredi, ci si dirige verso la biblioteca come a casa propria.
Ora gli accessori di moda che, diciamocelo chiaramente, saranno stati ammassati dentro pochi scatoloni, appunto come accessori della collezione, che l’architetto, vero prezioso ‘acquisto’ del Sindaco Piccitto, ha tirato fuori per farne un’altra esposizione a sé stante.
Come al solito, eccellente disposizione degli elementi esposti, una Mostra leggera, accogliente, che ti trascina dolcemente di stanza in stanza, anche distogliendoti dal piacere di soffermarti ad ammirare i particolari sempre nuovi della dimora che oggi risultano illuminati da una luce diversa.
Rapito, per primo, lo stesso sindaco, lo si vede dall’espressione rilassata con la quale si è soffermato, a lungo, con l’assessore Disca, a guardare estasiato quanto era in mostra, esaltato dalla instancabile voce di Nuccio Iacono che ha iniziato la sua giostra di descrizione dedicata ai visitatori, la stessa che induce molti a ritornare, come chi ascolta all’infinito la stessa canzone di cui è innamorato.
La studiata esposizione dei reperti
il capolavoro dello staff, che rivela innata attitudine al bello, al raffinato, al particolare di stile.
All’ingresso, nella sala del lucernaio, gli ombrelli, naturalmente protagonisti quelli femminili, da sole, nel salotto delle signore inizia l’esposizione degli scialli che si allunga in altre stanze come soluzione di continuità delle vetrine illuminate, nella stanza di Bianca di Navarra, nel salottino che precede la foresteria, in una stanza da letto della stessa, in quella azzurra della torre rotonda, nel salotto rosso degli ospiti.
Nella sala della musica un prezioso kimono e una scatola per gioielli di fattura giapponese, appartenuta ai proprietari del Castello.
Poi i cappelli maschili, nel salotto della contessa, i bastoni, nella sala del biliardo, il trionfo dell’accessorio nella sala degli specchi, con i cappelli femminili, e nel salottino del barone con i tocchi.
Nel disimpegno della stanza da letto della torre rotonda i ventagli, con accanto il pregevolissimo codice del ventaglio, i modi di tenere il ventaglio come antico linguaggio di emoticon del tempo, opera di Nuccio Iacono, splendido lavoro di ricerca, affascinante e coinvolgente.
Infine le scarpe e nella sala da pranzo alcune teche con guanti e borsette.
Chicche dell’esposizione le scarpette da passeggio della cantante lirica Maria Malibran, con tomaia in seta e decori in fili di seta e di argento, e quelle da gala della cantante Giuditta Pasta, in raso di seta ricamato in argento laminato, cose di altri tempi, inconcepibili in quelli attuali delle Hogan in serie del calzolaio Della Valle.
Il Castello di Donnafugata continua a rivestire il ruolo di attrattore fondamentale dell’offerta turistica iblea e costituisce la cornice produttiva per il turismo del mare e del tardo barocco riconosciuto dall’UNESCO.
L’apertura del Museo del Costume definirà il ruolo della dimora patrizia di campagna del Barone di Donnafugata nel contesto delle politiche turistiche del capoluogo.
Già previsto nei programmi degli assessorati competenti, dovrà essere accelerato il progetto di manutenzione straordinaria del parco che può servire come ulteriore attrazione di una location dalle mille potenzialità ancora inespresse.

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