Forse, gli effetti non erano nemmeno nella mente, nelle intenzioni del consigliere Federico Bennardo, i suoi rilievi sulla gestione della piscina comunale rientravano nella normale attività di controllo di un consigliere comunale.
Poco importa se il sindaco Cassì, come ha affermato in aula, non tollera che nell’ambito di una maggioranza ci possano essere voci dissenzienti, Bennardo ha svolto, e bene, a quanto pare, la sua funzione, cosa rara in un panorama di opposizioni che vegetano, tutto quello che ne è derivato, in consiglio comunale, ieri sera, lunedì 11 dicembre, fa parte dello spettacolo al quale ormai siamo abituati.
Per fortuna, dei protagonisti, alla massaia di via Fratelli Belleo o all’artigiano di via delle Acacie, queste questioni di piccolo cabotaggio fra sindaco, assessori e consiglieri comunali, interessano poco, nemmeno ne verranno a conoscenza, per fortuna dei protagonisti che, in caso contrario, dovrebbero togliere il disturbo e consegnarsi agli affetti familiari.
Nessuno ne esce pulito, politicamente, soprattutto perché, fino a ieri, in Consiglio comunale tutti fingevano di non sapere, mentre, da tempo, erano a conoscenza di tutto, se non altro perché da settimane si lavora a trovare il modo, che non esiste, di estromettere Bennardo dal gruppo consiliare, dalla lista come componente politica e dalla maggioranza.
Lo stesso fatto che chi ci governa si arrovella su questi tentativi impossibili ci dice in che mani siamo.
Il fattaccio è esploso, ieri, in consiglio comunale, per l’intervento del consigliere di GenerAzione, Podimani, che ha chiesto lumi su notizie circolanti di una aggressione verbale e di minacce fisiche ad un consigliere comunale.
Il Presidente del Consiglio comunale, Ilardo, affermava di restare basito alla notizia, ma assicurava di non saperne nulla e che avrebbe verificato quanto eventualmente accaduto.
E là inizia la fiera degli infingimenti, delle falsità, tutti sapevano da tempo, assessori, consiglieri e quanti, fuori dalla maggioranza, informati da Bennardo.
Il tutto si è svolto in una atmosfera di profonda e incontrollata bagarre, con le riprese dello streaming che, more solito, hanno tentato di non riprendere quanto accadeva in aula, chi alzava i toni, chi gridava, chi, sotto sotto, se la rideva per quello che stava accadendo
Si alza Bennardo e dichiara in aula che è lui il consigliere che ha ricevuto aggressione verbale e minacce fisiche dal capo di gabinetto (espressione impropria) del sindaco, ma che non ha avuto e non ha intenzione di procedere, per non strumentalizzare l’accaduto, né per via giudiziaria, né politicamente: ha solo inviato una pec al sindaco per esortarlo a prendere provvedimenti, ma non ha ricevuto risposta.
Bennardo ha poi aggiunto che, a seguito delle sue mancate condivisioni per le scelte della maggioranza ha ricevuto dal sindaco minacce di conseguenze e ha chiesto a Cassì se fossero queste le conseguenze a cui sarebbe andato incontro. Giudicando il comportamento del sindaco fuori dagli schemi etici e politici, Bennardo abbandona l’aula.
Sputtanamento totale dell’istituzione immersa in un mare di beghe da cortile napoletano per l’inadeguata gestione da parte del primo cittadino.
Surreale l’affermazione del Presidente del consiglio che ritiene gli argomenti non attinenti al Consiglio comunale. Interviene, quindi, il sindaco, che si premura a precisare che le conseguenze minacciate, sono esclusivamente di tipo politico, ma, c’è da dire, dall’ 8 novembre non si è visto nulla, e, appresso diremo perché.
Cassì ritiene grave, senza riserve che un consigliere di maggioranza scelga di assumere una posizione in contrapposizione alle scelte del gruppo.
Per quanto accaduto, afferma di essere stato informato dell’accaduto, sa che il suo più stretto collaboratore ha chiesto scusa rendendosi conto di aver esagerato, ritiene, quindi, che la questione possa essere derubricata a fatto personale, riservandosi, comunque di verificare la mail del consigliere per eventualmente prendere decisioni.
Fin qui quanto accaduto in aula.
L’accaduto risale all’8 novembre scorso, le parti mostrano tutte l’inadeguatezza al ruolo, fino all’ultimo consigliere di maggioranza che era a conoscenza dell’accaduto ma, allineato, ha evitato di far uscire la cosa.
Incomprensibile l’atteggiamento del consigliere Bennardo che, pur avendo ricevuto dal sindaco chiare espressioni di rottura definitiva dei rapporti, continua a dare corda al sindaco, non ultimo recandosi nella sua stanza per essere ‘ammorbidito’ per la sua posizione sui fatti della gestione della piscina.
Sbaglia, per l’ennesima volta, Bennardo, a confrontarsi con il sindaco davanti a subordinati, in estate per la questione del maxischermo in piazza Duca degli Abruzzi, a Marina di Ragusa, in presenza del comunicatore che si permise anche di redarguirlo a non diffondere comunicati senza autorizzazione.
Questa volta per parlare dei fatti della piscina, evidentemente ‘pesanti’ per il sindaco, c’è il capo dello staff di segreteria, non si sa a quale titolo, per parlare di atti ufficiali.
Che poi, i toni sono trascesi ed è volata qualche parola di troppo è anche naturale, sbaglia anche Nunzio Basile che, nonostante precedenti esperienze negative, si prende responsabilità che non gli toccano con troppa facilità, non comprendendo che, alla resa dei conti non è, forse, adeguamente difeso, come figura, dal sindaco.
Se il sindaco ritiene di avere ragione, deve tirare fuori gli attributi e dire: “Visto il suo comportamento e le sue espressioni, Basile ha avuto ragione ad aggredirla a minacciarla di schiaffi, (che naturalmente non è minaccia fisica, perché spesso, per tanti, due ceffoni sarebbero educativi, è una espressione gergale…ti rassi du timpulate NdR) vorrei essere io a darle due schiaffi, se non la smette con questi atteggiamenti.
Così come ha concluso ieri, rivolgendosi a Gaetano Mauro, dicendo: “se ritiene che ci possano essere omissioni rispetto alle questioni del cambio di proprietà del gestione del porto, denunci la cosa alle autorità”, il sindaco dovrebbe dire la stessa cosa a Bennardo per la piscina, invece, e qui sta l’inghippo, pare addirittura che ci siano stati tentativi di ammorbidirlo, come appunto nella riunione dell’8 novembre.
Il teatrino si potrebbe chiudere a questo punto, viene da sorridere, per chi conosce Basile, che una sua reazione, un suo sfogo, per quanto sbagliato e azzardato, possa essere considerato un caso politico.
I consiglieri hanno ragione ad esigere il pieno, incondizionato, rispetto e l’assoluto riconoscimento del proprio ruolo politico, ma lo devono fare sempre, facendosi rispettare per il rispetto dei tempi di interrogazioni e accesso agli atti, come pure mantenendo le distanze con assessori, dirigenti, funzionari e impiegati con i quali, troppo spesso, il confidenziale “tu” si spreca, mantenere le distanze per acclarare le differenze di ruolo non è sempre male.
Non meno esilaranti alcuni passaggi delle dichiarazioni in aula degli assessori in risposta alle comunicazioni dei consiglieri, e nel dibattito per i punti all’ordine del giorno.
