Non tutti i mali vengono per nuocere: un vecchio detto che ben si adatta alla situazione attuale che coinvolge il Comune di Ragusa, la sua amministrazione, i suoi uffici, anche i consiglieri comunali, di maggioranza e opposizione, per l’invio di ingiunzioni di pagamento TARI relative agli anni 2014, 2015, 2016 e per il conseguente intasamento degli sportelli dell’ufficio tributi, dovuto al fatto che circa il 40 % dei solleciti è rivolto, per stessa ammissione dell’amministrazione, a pagamenti effettuati regolarmente ma non agganciati ai sistemi di riscossione del Comune.
Chi legge può pensare che abbiamo bevuto, perché è difficile comprendere perché un bonifico bancario o altro pagamento elettronico al di fuori del classico bollettino di conto corrente, che dovrebbe riportare chiaramente una causale del pagamento, non viene recepito dal Comune.
Ma non stiamo qui a pensare se è stata indicata o meno la causale, basta il fatto che l’amministrazione, con il Sindaco in testa, abbia riconosciuto la colpa per questa discrasia, per eliminare ogni possibile ulteriore discussione.
Ma ci sono molte cose che non funzionano in questa questione che coinvolge l’ufficio tributi: per esempio, perché, se si esitano 20 utenze al giorno, stazionano, nell’ufficio, decine e decine di persone che, in qualche caso, arrivano anche alla rissa? Misteri che non trovano risposta.
In Consiglio Comunale, il posto elettivo dove si dovrebbero chiarire le posizioni fra amministrazione e opposizioni, il vero caos per quella comunicazione che manca: chi fa comunicazione, pagato con soldi pubblici, non deve scrivere solo pensierini, ma deve comunicare come stanno le cose, deve dire la verità, senza timori reverenziali per l’amministrazione o per gli uffici, dovrebbe anche essere portavoce di contrasti, frizioni e fibrillazioni all’interno degli uffici, ma questa è pura utopia.
Accade così, che in assenza di comunicazioni ufficiali al di spora della baraonda di comunicati e di dichiarazioni ai giornali, troviamo un consigliere, ex assessore ai tributi di questa amministrazione, che dice in Consiglio che “non è colpa degli uffici”, che, solo ora,” è venuto fuori che da alcuni pagamenti regolari non si può risalire all’utente che ha pagato”, che “si tratta di un problema di comunicazione”, che “si doveva intervenire prima”.
Il capogruppo di maggioranza in Consiglio pensa di stroncare le eccezioni delle opposizioni, segnatamente quelle dei 5 Stelle, definendole “prive di pregio”, perché si tratta di scelte obbligate per evitare la prescrizione, dovute alla mancata riscossione da parte dell’amministrazione grillina che per questo si poteva vantare di definirsi “amica dei cittadini”.
Peccato che i consiglieri sono stati clamorosamente smentiti dal Sindaco in persona che ha ammesso i disagi causati all’utenza, ai cittadini, definendo il tutto, senza scuse, “un vizio dell’azione amministrativa”.
Per Cassì, “è l’ente impositore che deve sincerarsi se il tributo è dovuto o no, se è stato pagato attraverso i canali autorizzati, l’ufficio deve essere in grado di poter verificare, se non è così c’è un problema e noi agiremo per risolverlo” aggiungendo: “doveroso farlo da parte nostra, ci sono momenti difficili all’ufficio tributi, ci siamo attivati per eliminare ogni criticità”.
Poi la precisazione del Sindaco : “io ho cercato di non fare riferimenti al passato, se oggi sento ‘noi eravamo amici dei cittadini, voi pensate solo a vessarli’, sono costretto a dire che non saremmo in questa condizione se l’ufficio avesse operato bene, possiamo dire che “c’è stato uno scarso interesse della precedente amministrazione per la riscossione, del resto si stava bene con i congrui introiti delle royalties”, “possiamo dire che ci sono stati errori nella gestione di questo servizio”.
“In aula il Sindaco, con obiettività, il Sindaco ammette la situazione critica, ammette le criticità nel riconoscimento dei pagamenti, considerato che, in passato, queste situazioni critiche non si sono verificate, in ogni caso non è colpa dell’assessore, non è colpa della politica, ora come prima” è la replica in aula del capogruppo del Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli.
E’, poi, la volta dell’assessore Iacono che inizia dicendo di essere felice della dichiarazione di Firriincieli che nega eventuali responsabilità dell’assessore, circa il fatto che non è l’assessore che svolge compiti di riscossione, aggiungendo: “siamo rammaricati degli errori negli uffici, il 40% dei solleciti di pagamento non sono dovuti”.
Ma, l’assessore Iacono precisa che non ci sono spese inutili, che non sono scelte discrezionali, ma obblighi per la riscossione dettati dalle norme sui tributi locali, dall’organo di revisione che sollecita il recupero dell’enorme massa di residui attivi, raccomandando la riscossione, di troppo bassa percentuale, per evitare di arrivare al dissesto, cosa possibile di fronte alla cifra enorme, oltre cento milioni di non riscosso.
Ma l’invito arriva anche dalla Corte dei Conti – aggiunge e precisa Iacono – che ha chiesto precise misure correttive ai rilievi mossi per i bilanci 2015 e 2016.
L’assessore, sempre in aula, ha detto di avere chiesto una relazione al Dirigente il quale ha risposto che negli anni passati si è lavorato poco alla riscossione.
L’assessore Iacono ha infine precisato che i cittadini devono sapere che c’è ancora molto da riscuotere, non si può parlare di agire con delicatezza ma si sono trovate situazioni molto critiche, a cominciare da quella con la ditta che si occupa degli accertamenti e dell’anagrafe tributaria, situazioni per le quali c‘è il massimo impegno suo e del sindaco per creare condizioni che evitino, in ogni caso, ogni possibilità di dissesto, ma che debbono anche evitare fenomeni di dissesto sociale, con operazioni di recupero che non possono costituire un impatto deflagrante sulla città, come quella per le aree pertinenziali alla quale è stato imposto un blocco.
Ha aggiunti Iacono: “ci stiamo muovendo anche sulla base di scelte che questa amministrazione ha subito, in termini di errori che sono palesi, stiamo affrontando una situazione difficilissima,
È bene che i cittadini sappiano che cosa ci siamo trovati addosso, e le prove sono nei bilanci, nelle carte contabili, nelle scritture contabili, non sono né l’assessore né il sindaco a decidere la riscossione, casomai è il consiglio comunale che approva i regolamenti secondo i quali avviene anche la riscossione.
Per il fatto che ci possano essere degli errori, non dovuti a questa amministrazione, nella riscossione, basta l’ammissione del Sindaco, comunque impegnato, come tutti, per risalire alla soluzione di tutti questi problemi”.
Non manca la replica dei 5 Stelle che, però si riferisce ad una errata valutazione di una dichiarazione riportata nel quotidiano locale: quando si legge “se l’ufficio, negli anni passati sarebbe stato gestito diversamente” si tratta delle stesse dichiarazioni fatte in aula e da noi citate prima.
I 5 Stelle, invece, dopo che il capogruppo Firrincieli, in Consiglio, plaude all’obiettività del Sindaco, per le criticità che non sono addebitabili alla politica, né a quella precedente, né a quella attuale, tornano sull’argomento e scrivono: “Il sindaco ha replicato alle lamentele dei gruppi di opposizione sul caos all’ufficio Tributi, da un lato chiedendo scusa e dall’altro autoassolvendosi, attribuendo le responsabilità di quanto accaduto a chi lo ha preceduto”
E da lì una serie di domande: “Con chi ce l’ha? E perché gli uffici non sarebbero stati gestiti bene?” con la considerazione che, dopo 16 mesi, avrebbe avuto modo di risolvere ciò che non andava”.
Tutto ciò, comunque, riflettendo sul fatto che l’attuale amministrazione ha avuto diciotto mesi di tempo, cioè un anno e mezzo, per cercare di trovare le soluzioni.
“Ci sembra che il sindaco – sottolineano i componenti del gruppo consiliare – arrivi ad attribuire responsabilità alla politica precedente solo quando si vede stretto in un angolo. Cioè, da un lato si scusa, ed è l’unica cosa sensata che potrebbe fare, ma, dall’altro, piuttosto di mettere in evidenza che ciò è accaduto per la mancanza di vigilanza in ordine a un servizio che meritava, invece, la massima attenzione, si comporta attribuendo delle responsabilità agli altri”.
E qui delle dichiarazioni che richiedono chiarezza, anche da parte del Sindaco, dell’Assessore e di tutta l’amministrazione.
“Insomma – prosegue il gruppo consiliare pentastellato – siamo al paradosso. Se la colpa è della politica, si dà la responsabilità agli uffici. Se la colpa è degli uffici, si attribuisce la responsabilità alla politica precedente. E, in pratica, così facendo, il sindaco si autoassolve sempre. Visto che, in aula, si è anche autoassolto l’assessore al ramo, vorremmo allora capire come stanno le cose e, soprattutto, di chi sarebbero le colpe, in maniera chiara, rispetto a quanto sta accadendo.
Prima i 5 Stelle acclarano che la politica non c’entra, nel comunicato scrivono: “Riteniamo che solo la mancata vigilanza, di per sé, sia una responsabilità politica, tutta da imputare all’attuale amministrazione comunale. Che, ricordiamo, gestisce le sorti del Comune di Ragusa da un anno e mezzo e che quindi avrebbe avuto tutto il tempo per correggere eventuali anomalie. Cosa che, evidentemente, non ha fatto. O perché non ne ha trovato, come pensiamo noi, o perché, circostanza che sarebbe ancora più grave, non sa dove mettere le mani”.
Le dichiarazioni, in parte contraddittorie, dei 5 Stelle, impongono, a questo punto, un chiarimento ai massimi livelli: servirebbe, per iniziare una conferenza stampa di Sindaco, Assessore e Dirigente per chiarire, innanzitutto, chi comanda, chi ha le competenze per stabilire le tasse, come inviarle ai cittadini, quali i controlli da effettuare per verificare i pagamenti, quali provvedimenti adottare per riscuotere i mancati pagamenti.
Deve finire questo scarica barile fra vecchia e nuova amministrazione, fra dirigenti che non ci sono più e dirigenti in servizio, deve finire il piagnisteo generale per la mancanza di personale, perché lo Stato non può imporre un serio lavoro di controllo e riscossione se è impossibile assumere personale per espletare questi compiti.
Nel caso odierno c’è una forte criticità nei sistemi di gestione computerizzati che, nonostante le eccellenze più volte vantate per il grado di tecnologia digitale degli uffici, mostrano limiti impressionanti e denotano che chi ha fatto le scelte relative ha fallito: tanto per fare una domanda, chi ha scelto i fornitori, appartiene alla politica o agli uffici? Chi ha scelto di non controllare i pagamenti e di non infierire con la riscossione forzata appartiene alla politica o agli uffici?
