Ragusa Calcio, non è più tempo di atteggiamenti, di grinta, di carattere, serve la stoffa, se c’è, di allenatore e giocatori

A questo punto del campionato, dopo i non eccellenti risultati delle ultime giornate, che non hanno seguito il buon inizio di campionato, serve mettere gli attributi sul tavolo e sfruttare le vere capacità, se ci sono, per salvarsi.
Inutile recriminare su scelte arbitrali, sul calo della concentrazione o della condizione atletica, la squadra è questa, questa è stata impostata dall’inizio del campionato, oggi, alla luce dei risultati può anche essere messo in discussione il cambio di allenatore e dello staff tecnico.
Nella particolare situazione di fine campionato non possono essere messi da parte due attaccanti, in maniera molto facile, resta suul piatto un handicap tecnico che è del tutto evidente.
Si è affrontato il campionato solo per salvarsi, non è onesto intellettualmente affrontare come si sta affrontando la naturale difficoltà, del tutto prevedibile, di lottare per non retrocedere.
Forse, si è andati oltre, a sperare che il Ragusa Calcio potesse ambire tranquillamente a ruoli di mezza classifica.
Una neopromossa, senza una formazione di categoria appropriata non può pretendere l’impossibile.
Tutto ciò premesso, non abbiamo nulla da recriminare, se vogliamo essere onesti intellettualmente, sull’impegno della dirigenza, per Ragusa è già tanto che si sia arrivati a questo punto del campionato senza i soliti piagnistei di dirigenti che non vogliono più aprire il portafoglio.
Del resto, non risponde il tessuto imprenditoriale della città, solo in pochi meritano di questo appellativo, in effetti, non risponde la città che va al campo solo quando c’è il biglietto ridotto, ci sarebbero più spettatori con l’ingresso libero.
La dirigenza ha fatto molto di più di quello che la città merita.
Il pesante passo falso con il Trapani ci sta tutto, con una squadra di medio-alta classifica, blasonata, non si possono affrontare gli avversari solo con animo e carattere, ci vogliono le doti tecniche che, a Ragusa, non venute molto in evidenza fra i giocatori.
Vero è che c’è stata una serie utile dopo il cambio, del tutto discutibile, dell’allenatore, ma, in realtà solo pareggi, nessun colpo di mano, nessuna impresa, nessuna vera inversione di tendenza rispetto al passato.
Se poi ci metti, una volta l’errore arbitrale, una volta la distrazione, una volta la svista difensiva e sai che un vero attacco non c’è, c’è poco da fare filosofia.
Ora ci sono quattro partite, si evidenzia che ci sono tre partite in casa, non si cita che dovremo affrontare Licata e Vibonese che sono più in alto in classifica.
Castrovillari e San Luca possono essere abbordabili, ma siamo del parere, ancorché apparentemente severi, che qualsiasi risultato finale andrà accettato con serenità e realismo.

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