Ragusa vive sulla semplicità delle piccole cose, i politici, la stampa, i cittadini, purtroppo anche i giovani, si perdono in infiniti comunicati e discussioni per l’affidamento del Centro Commerciale Culturale.
E sbagliano tutti, il partito politico che tralascia problematiche più gravi ed emergenti, l’assessore, che tutto ha di buono fuorché le doti politiche, che non evita di immergersi in un tema nel quale, non per colpa sua, ma di colleghi assessori e di dirigenti e uffici cervellotici, il Comune è estremamente fallimentare nelle sue politiche. Sbaglia anche il giovane responsabile di un movimento giovanile di un partito di destra che replica all’assessore con la grazia e la delicatezza di un uomo di corte inglese.
Questi sono i problemi che affliggono Ragusa, il partito politico non si occupa di una città che non si risveglia dal coma, che vive solo di annunci e di progetti, dove tutto e fermo o, quantomeno, lentissimo, non si occupa del perché non si muove nulla per il reparto di neurologia per l’ospedale cittadino, non si occupa del reparto di pediatria o del potenziamento della terapia intensiva, non si occupa della Ragusa – Catania. Poi, quando viene l’assessore regionale ci facciamo la foto, e tutto è a posto.
L’assessore fa il suo lavoro ‘culturale’ e non entra nelle questioni politiche, sicuramente non ha ambizioni politiche e può vivere del suo, non è di quelli per cui la carica assessoriale è sopravvivenza, ma non sfrutta questo sua posizione di indubbia valenza per bacchettare sindaco e colleghi di giunta su quello che non va.
Vorremmo assessori che, riconosciamo secondo le consuetudini vigenti, si occupino non solo delle questioni del proprio assessorato ma vadano a far emergere le criticità di altri settori e anche quelle del sindaco, se occorre
Può non essere gradita la nota di Fratelli d’Italia che, in verità, entra troppo nelle specifiche tecniche del bando per una manifestazione di interesse, ma quella dei bandi che vanno deserti è una costante di questa amministrazione, via del Mercato, Carmine Putie, City, palazzo Tumino, tutte iniziative fallite tanto che si è dovuto ricorrere all’affidamento gratuito per tentare, almeno, di far vivere, comunque i siti.
Ma le politiche fallimentari non sono state messe in discussione, da nessuno.
Che i bandi siano contorti, farraginosi, vessatori è fuori da ogni dubbio, non si vuole ammettere che si cerca qualcuno che ci tolga le castagne dal fuoco, si deve dare l’impressione dell’Ente che, con grande magnanimità, concede all’imprenditore o all’associazione l’opportunità di una attività.
Il bando, la manifestazione di interesse si porta avanti quando si sa che c’è la fila per aggiudicarsi una potenziale fonte di guadagno, non per cercare, con il lumicino, lo sprovveduto di turno per spennarlo.
È di tutta evidenza che con la cultura non si mangia, chi potrebbe organizzare eventi culturali potrebbe avere i suoi ritorni, ma con una disponibilità di posti comunque limitata, anche per la sicurezza, il CCC non è impianto da 1.000/2.000 posti, non si possono attendere grandi riscontri economici. Ma si deve provvedere la personale, alla promozione, alla custodia, alla normale manutenzione, agli impianti necessari, senza nemmeno poter posizionare installazioni pubblicitarie per gli sponsor delle iniziative.
E quando anche troviamo chi è interessato, lo facciamo scappare, vedi piscina comunale o altri casi dove questo comune, questi dirigenti, si mostrano poco propensi all’elasticità nei confronti di chi, in definitiva, vuole concorrere, sotto varia forma, al rilancio della città.
Il Centro Commerciale Culturale può dare di più, ma per farlo ci vuole un progetto culturale di grande spessore, con veri uomini di vera cultura, serve che il Comune affidi ad un manager culturale la struttura, compensandolo con adeguata retribuzione.
Dalle nostre parti si cerca di comprare il meglio con un tozzo di pane, è già accaduto quando si è tentato di ingaggiare un manager culturale, basti pensare, per avere un metro di misura, a quanto il Comune ha speso in pubblicità per la promozione del Centro Commerciale Culturale o degli eventi ivi tenutisi, o per la promozione del Museo del Costume o del Castello.
Non c’è una mentalità adeguata, non si vogliono riconoscere le professionalità, si cerca di raggiungere gli obiettivi a buon mercato, non si comprende come certe politiche risultino fallimentari.
Non si spende per il turismo, non si spende per la cultura, si sfruttano le somme della tassa di soggiorno per spettacolini di paese, si vuole fare cultura di livello rivolgendosi solo al mercato locale.
Questi sono i temi che vorremmo affrontati dai partiti e, soprattutto, dai giovani che dovrebbero interessarsi di più di politica e porre le basi per un ormai necessario e inevitabile ricambio di uomini, nella politica e nell’amministrazione.
Dopo il periodo aureo dell’amministrazione Dipasquale, da oltre 10 anni, la città è alla ricerca di un rilancio, si aspetta il cambiamento che non è arrivato con i 5 Stelle, non è arrivato con l’attuale amministrazione civica dei ‘migliori’, non arriverà se ci si continua a interessarsi del nulla.
