L’isolamento istituzionale dell’amministrazione comunale di Ragusa e i rapporti tenuti, quasi esclusivamente, con figure di secondo piano della politica regionale hanno poetato a dei risultati penosi per il capoluogo ibleo.
Dovrebbero ribellarsi, prima di tutto, i componenti della giunta che hanno riferimenti politici a livello regionale ma, ancor di più, i consiglieri comunali che possono vantare referenti politici importanti.
Il primo cittadino, racchiuso nel suo aristocratico atteggiamento di distacco, non ha nemmeno commentato i risultati sconfortanti per la città, i componenti della giunta sono allineati e stanno in silenzio, non difendono nemmeno gli interessi della città, i consiglieri comunali sembrano ancora indaffarati con spumante e panettone.
Ragusa ha avuto le briciole delle briciole, consueti e dovuti si possono considerare i fondi della Legge per Ibla, 1,5 milioni, peraltro difesi strenuamente dall’on.le Dipasquale contro il tentativo di decurtazione di 300.000 euro, prontamente ristabilito.
L’on.le Dipasquale ha altresì portato i 150.000 euro per il completamento dei lavori di messa in sicurezza di via Monelli a Ragusa Ibla, strada di collegamento con Ragusa Centro nonché per la sistemazione dei muri a secco, il consolidamento del costone roccioso, la sistemazione del manto stradale e l’installazione di nuova illuminazione e, indirettamente alla città, i 485.000 euro per il Centro feliciano Rossitto.
Per il resto, accanto alle erogazioni, di ignoto patrocinio parlamentare, ci sono 30 migliaia di euro alla Parrocchia del Sacro cuore di Gesù di Ragusa, per il rifacimento delle vetrate artistiche, 25 migliaia di euro all’Oratorio Centro Salesiano Gesù Adolescente di Ragusa, per attività sociali.
Grazie all’interessamento della deputata Stefania Campo, sono previsti 150 mila euro per il rifacimento del prospetto di Palazzo Ina, a Ragusa, in piazza San Giovanni, mentre dall’on.le De Luca, messinese, sindaco di Taormina, a tutela della posizione del suo assessore in giunta, a Ragusa, sono stati fatti pervenire di piccoli contributi afferenti alle deleghe detenute, 30 mila euro per la realizzazione di un canile – gattile comunale, un piccolo aiuto che potrà servire per la progettazione dell’attesa struttura, e 20 mila euro per l’organizzazione del Palio delle Contrade 2025, una sorta di ‘giochi senza frontiere’ per vivacizzare le contrade, come sperimentato già dai politici di Sud chiama Nord nel messinese.
Ci si potrebbe vantare di essere fuori da questo sistema di mance e mancette, ma da più parti ammesso e ritenuto produttivo e indispensabile per le esigenze dei Comuni.
Del resto, protagonista dell’iniziativa della finanziaria e degli strumenti collegati, è un governo regionale ormai fuori dal guado per le questioni economiche, in sella per volere popolare contro il quale nulla si può eccepire, come nulla si può eccepire sulla legittimità del governo cittadino di Cassì, in entrambi i casi autorizzati a continuare sulla strada intrapresa nonostante le critiche che non mancano mai.
Casomai, a dover fare i conti con l’opinione pubblica, almeno nel capoluogo, devono essere i deputati di maggioranza e i loro rappresentanti, più o meno ufficiali, in consiglio comunale: del tutto legittimo e normale che vengano privilegiati i territori di appartenenza, ma il deputato è eletto in un collegio provinciale e come tale dovrebbe tutelare gli interessi di tutto il territorio.
Ma se c’è un atteggiamento di voluto distacco, addirittura dichiarato ufficialmente da qualche consigliere comunale di maggioranza, sono da ritrovare altrove le cause dell’emarginazione della città forse dovuta, appunto, alla presenza di elementi ibridi saliti sul carro del vincitore per un viaggio che si avventura sempre più nelle nebbie di un futuro non certo roseo per la città.
