Ragusa ha alzato lo sguardo con Festiwall

Ci apprestiamo a vivere le ultime emozioni che ci regala Festiwall, l’edizione del 2019 sarà l’ultima, 5 anni di splendidi appuntamenti, curati da Vincenzo Cascone, una serie di eventi che vedono concluso un percorso di analisi sul tessuto urbano di Ragusa.
Dal 2015 ad oggi, per il Festival internazionale di arte pubblica, sono stati realizzati circa 30 interventi fra opere murali, installazioni site specific, recupero di beni comunali in disuso.
Un lavoro di grande valenza, purtroppo non apprezzato dalla collettività come avrebbe meritato ma, di certo, enormemente considerato da una fascia qualificata di persone.
Occorre ricordare che Festiwall fu una iniziativa voluta, sostenuta e portata avanti da Stefania Campo, allora assessore alla cultura del Comune di Ragusa, che ha dato una impronta diversa e assai qualificata alle politiche culturali della città, per anni ingessate da visioni stereotipate e legate a tendenze superate dell’effimero.
Politiche che non tutte le fasce generazionali potranno apprezzare nella loro interezza ma che portano in sé indiscutibili caratteri di novità e di cultura al passo con i tempi.
Politiche che hanno trovato nel Sindaco Cassì un attento e disponibile interlocutore che ha messo la sua firma sul ciclo di iniziative con l’accoglimento della proposta per l’installazione di una opera di Clemens Behr nella rotatoria di via Fieramosca.
Se, nel 2015, Stefania Campo ebbe il merito di introdurre e fare da madrina ad una delle iniziative artistico culturali più profonde della quale ha goduto e godrà la città, a Peppe Cassì va il merito di aver voluto suggellare il connubio, si spera indissolubile, fra Ragusa e la Street Art.
L’artista berlinese Clemens Behr è ritornato a Ragusa per riplasmare l’opera scultorea realizzata per l’edizione 2018 di FestiWall. I
l lavoro, precedentemente collocato all’interno del Lanificio, quartier generale di Festiwall 2018, è stato ricontestualizzato nella rotatoria di Via Fieramosca, mantenendo la logica del riuso, in una location cittadina che prevede una larga utenza.
Questa ricollocazione rappresenta per Festiwall un passaggio fondamentale per comprendere a pieno le modalità di fruizione dell’arte contemporanea all’interno del contesto urbano.
L’installazione permanente di Clemens Behr, “Open AC” prende spunto dalla rotatoria in cui è posizionata, nei pressi di una delle porte di accesso alla città di Ragusa.
Attraverso il riutilizzo di un sistema di areazione dismesso, l’artista berlinese ha ricollocato l’opera realizzata per l’edizione 2018 adattandola al contesto urbano, alla forma dell’anello stradale, a una fruizione dinamica.
Così Clemens Behr:
“Sono partito da una forma semplice, da una circonferenza, un simbolo che può contenere una rotatoria, una città, una comunità, una serie di cerchi concentrici che si aprono ad accogliere i diversi significati che lo spettatore può attribuire una volta entrato dentro questo sistema aperto.
Per realizzare l’installazione ho usato i moduli di un sistema di areazione dismesso, donando ai materiali in disuso una nuova funzionalità. Il riferimento del titolo va all’alta ventosità che caratterizza la sede dell’opera e ovviamente ai cambiamenti climatici in corso ma può benissimo essere esteso alla necessità di un rapporto obbligato con la natura, con la presenza dell’elemento vegetale, che suggerisce una direzione di riqualificazione dell’area”.
Un ringraziamento speciale va al Lanificio, per aver donato i pezzi del sistema di areazione, al Pollice Verde per la pianta, Siet per l’illuminazione, Firma impianti per la logistica, la crew Snk-lab per la strumentazione di Clemens Behr e l’assistente Leo van Geffen.
Di questa opera, la venticinquesima opera pubblica di FestiWall. così hanno scritto: “”Come nuvola sospesa sul cemento, opera aperta in spazio circolare, “Open Air Conditionated” prova così a coinvolgere tutti, a muovere gli sguardi verso luoghi che prima nessuno osservava, a sollevare domande sull’habitat umano, sull’identità urbana, sul bene comune.[….]Nel passaggio dal perimetro chiuso dell’ex fabbrica alla strada pubblica, Behr ha voluto rimescolare le prospettive, riadattare i volumi al contesto in un gioco dinamico tra vasi comunicanti, tra pieni e vuoti, metallo e aria, astrattismo e concretezza, modellando disegno e corpi sulle caratteristiche di un’area esposta, oltre che a un intenso traffico, a un’alta ventosità. Motore del progetto, la pulsione della ricerca, il desiderio di un incontro, non solo con un tassello della città, ma anche con il punto di vista critico dei suoi abitanti, diffidente o appassionato che sia.”
(Alessia Rotolo, su Balarm, approfondisce la ricollocazione dell’opera di Clemens Behr per FestiWall).

Questa quinta e ultima edizione di Festiwall si concentra su un impianto sportivo da poco completato, lo skate park, di recente intitolato a Totò Ottaviano, che sarà inaugurato nel pomeriggio di lunedì 9 settembre, in concomitanza con l’avvio di Festiwall 2019.
Festiwall 2019 si sofferma, quest’anno, su un’area che negli ultimi anni ha subito gli effetti della crisi economica generale. Il quartier generale sarà collocato nello Skate Park cittadino, dipinto per l’occasione dall’argentino Elian, mentre i cantieri murali si articoleranno lungo la via d’uscita della città: la Zona Industriale.
Come ogni anno, numerose le manifestazioni collaterali, fra cui spicca la finale nazionale di Poetry Slam.
Gli artisti, provenienti da tutto il mondo per offrire il proprio lavoro al capoluogo ibleo, saranno il cuore pulsante dell’evento. Accanto a loro, musicisti di fama internazionale, poeti in gara per, workshop tematici, approfondimenti e mostre allargheranno l’offerta culturale per rendere speciale l’edizione 2019.
L’evento è stato presentato nel corso di una conferenza stampa tenutasi al Prima Classe, alla quale è intervenuto il Sindaco Cassì. Oltre all’organizzatore Vincenzo Cascone, Adriano Padua per la LIPS – Lega Italiana Poetry Slam, e il rappresentante dell’associazione Southopia Skatepark che gestisce l’impianto sportivo di viale Colajanni, lo Skatepark Totò Ottaviano.
Erano presenti il vicesindaco, Giovanna Licitra, l’assessore Gianni Giuffrida e l’on.le Stefania Campo.

Sei gli interventi di questa edizione, dei quali due già ultimati: “Traiettorie e Forme” dell’artista Elian, è realizzato sulla superficie orizzontale dello Skate Park, nello stile astratto e minimale che ha reso celebre l’artista argentino in tutto il mondo.
“Ho pensato fosse interessante rompere le geometrie, decostruire e ricostruire l’architettura marcata e ben definita di un impianto sportivo, come fanno gli stessi skaters, che con le loro evoluzioni, con i loro incroci, generano linee differenti rispetto al luogo in cui si esercitano. L’idea, dunque, è di riplasmare lo spazio, di trasformare ostacoli e rampe in scultura con il solo uso dei colori, creando una situazione di contrasto tra ciò che esiste e ciò che viene percepito, tra il cemento e l’opera finale. D’altronde, il conflitto, è un elemento essenziale dell’arte”. ha detto l’artista.
Ultimata anche l’opera di Case Maclaim, in via Palma di Montechiaro, le altre opera saranno ultimate nel corso della manifestazione, in via Generale Larosa, artista Fasoli Aka Jaz, alla zona artigianale presso il centro conferimento rifiuti e l’azienda ‘Il legno’, artista Ampparito, alla zona industriale, muro ditta Brinch, artista Ciredz, e presso il dismesso stabilimento industriale Antonino Ancione, artista M-City.

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