Le questioni attinenti alle candidature a sindaco di Ragusa e alle relative alleanze si stanno facendo stucchevoli, impazzano nomi di ogni genere, ci sono pure candidature che definire ‘folli’ è poco, le attese per le formazioni politiche che debbono dirimere questioni interne hanno stancato la gente e fa capire come, poi, non ci si debba meravigliare se la gente diserta le urne.
Il più tranquillo nel suo cammino di candidatura, già presentata agli elettori, ma non ancora formalizzata nelle alleanze di coalizione, è quella dell’avv. Riccardo Schininà, candidatura dell’area progressista che vede al suo interno il Partito Democratico di Nello Dipasquale, la sua formazione civica, GenerAzione, le liste civiche di Territorio e di Patto per Ragusa di Ciccio Barone.
Il treno è pronto, si attendono altri eventuali passeggeri, primi fra tutti i 5 Stelle che dovrebbero dirimere le loro diversità di vedute interne in sede regionale, la sinistra, con Articolo UNO e Sinistra Italiana.
Ci potrebbero essere altri passeggeri, ma andiamo in situazioni che sfiorano l’indecente, politicamente, con formazioni politiche che, apertamente, dichiarano di valutare se allearsi con l’attuale sindaco Cassì o con Schininà, una sorta di testa o croce che nasce dalla malcelata voglia di sedere solo nella coalizione vincente.
Elementi che sarebbe meglio non avere come passeggeri, ma per un candidato rinunciare ai voti è sempre difficile.
Del tutto aperte le alleanze di Cassì, quella più definita sembra con il gruppo di Mario D’Asta al netto delle distinzioni che attengono alla vicinanza della lista Terra Madre all’on.le Abbate che, da uomo DC di Totò Cuffaro, sarebbe il padrino di questa formazione civica dell’ultima ora, non ancora presentata.
Anche questo è un vulnus per la politica con la P maiuscola, quello di formazioni politiche allestite all’ultimo momento, senza struttura, senza aderenti iscritti, senza nessuna forma di partito o di movimento.
Con la sua trovata di non volerne sapere dei partiti, nella coalizione di Cassì si vive una grande confusione: si attende sempre la conferma dell’alleanza con Ragusa Prossima di Giorgio Massari, più volte data per certa dagli stessi interessati, ma ancora non presente ai nastri di partenza.
Poi c’è la storia dei partiti che si travestono da civici, chi mettendo due candidati in una lista civica alleata, chi come gli uomini di De Luca che contratterebbero con i vertici regionali la possibilità di presentare una lista civica perché Cassì non vuole, in ogni caso, i simboli di partito.
Storie che sembrano fantastiche, da favola, ma che, purtroppo esistono e danno il quadro dell’attuale livello politico esistente.
Storia a parte fa il centro destra che, in questa competizione elettorale, pur essendo primo partito in Italia, forza di governo nazionale e regionale con il premier Meloni di Fratelli d’Italia, che dovrebbe essere la coalizione favorita per la vittoria, mostra i suoi grossi limiti locali, prima di tutto di voti, poi di leadership e, infine, di abilità politica nel mettere in ballo almeno un candidato autorevole per rappresentare i tre partiti.
Le riunioni si susseguono, al tavolo si fanno proposte ‘indecenti’, anche con nomi di altre formazioni politiche, un centro destra allo sbaraglio, senza alcun controllo.
Da Fratelli d’Italia una autorevole candidatura, quella di Pasquale Spadola, uomo di cultura e di cinema, di grande spessore umano e professionale, ma sempre uomo della società civile che, pur con una indelebile storia di destra, non ha mai bazzicato con la politica, non tanto quella del suo partito, quanto con la politica moderna, fatta di compromessi, di inciuci, di accordi e di alleanze strane.
I beni informati dicono che Spadola è già in campagna elettorale, ma non ci sono conferme ufficiali.
Forza Italia farebbe bene a defilarsi, vista la persistente latitanza di uomini e di attività, la Lega vive solo sul prestigio personale di Salvo Mallia e del fratello Giovanni, per il resto, il nulla assoluto.
Chiave di volta della coalizione è solo INSIEME di Maurizio Tumino che, in virtù dei suoi indiscutibili consensi personali e dei possibili candidati a consigliere comunale, nonché per la riconosciuta esperienza e competenza politica, potrebbe costituire non solo l’ago della bilancia in tutta la competizione ma, di certo, potrebbe essere l’elemento determinante per far uscire dignitosamente il centro destra dalla contesa.
Non a caso è corteggiato da tutti i competitor che lo vorrebbero a fianco come indiscutibile valore aggiunto per la candidatura e per la coalizione.
Completato il quadro delle candidature a sindaco e delle relative alleanze, resta da comporre il civico consesso, la corsa alla formazione delle liste è già partita, si auspica che, alla luce della storia recente, ci sia un forte ricambio, al netto delle inevitabili conferme.
Dell’attuale consiglio si salvano solo Luigi Rabito, l’avv. Tumino, Fabrizio Ilardo e Cettina Raniolo della ex maggioranza, Iurato, Tringali e D’Asta come inevitabili conferme, Mario Chiavola per l’impegno enormemente profuso nel mandato conferitogli dagli elettori, per il resto è indispensabile un profondo rinnovamento, soprattutto con gente che deve capire come il mandato è conferito dagli elettori e non dal sindaco di riferimento che deve essere sì appoggiato ma anche controllato e indirizzato nella sua azione politica.
C’è da sperare, soprattutto la coalizione di centro sinistra è molto avanti, si profilano liste ‘forti’, con nomi autorevoli, in grado non solo di attrarre consensi personali ma di arrecare valore aggiunto alla coalizione.
In tutte le formazioni politiche di riferimento ci sono nomi eccellenti, nel PD, che sta lavorando per una affermazione pari alla valenza del partito in città e in provincia, in Territorio, che ha nomi eccellenti dal segretario al Presidente e ai possibili candidati, in GenerAzione che, come lista del sindaco, dovrebbe esprimere nomi di altissimo livello, in Patto per Ragusa.
Anche dagli incerti, sinistra e 5 Stelle, potrebbero venire nomi importanti che non mancano all’interno delle rispettive componenti.
Non ci sarebbero nomi determinanti all’interno delle altre coalizioni, almeno stando alle fonti interne delle varie componenti
