Ragusa in Movimento sollecita aiuti adeguati per le aziende in difficoltà

Era inevitabile che le azioni pronte del Sindaco di Chiaramonte, e quelle annunciate del Sindaco di Modica, suscitassero le reazioni nel capoluogo per richiedere analoghi interventi a favore delle categorie in difficoltà.
Ancora una volta, a cercare di tutelare gli interessi delle categorie produttive non sono le forze politiche presenti in consiglio comunale, ma quelle fuori dal civico consesso che, spesso, animano la politica in città, anche senza una linea precisa e strategie adeguate.
Prima ai nastri di partenza, l’associazione politico-culturale ‘Ragusa in Movimento’, il cui Presidente, Mario Chiavola, per la cronaca amico personale del Presidente della regione Musumeci, scrive in un comunicato:

E’ di nuovo emergenza in città dopo il semi-lockdown deciso dal governo nazionale, ‘Ragusa in Movimento’: “ci aspettiamo dal sindaco Cassì decisioni forti a sostegno di chi è in difficoltà al pari di quello che hanno già fatto altri suoi colleghi”

“Centocinquanta contagiati, almeno a ieri, nella città di Ragusa. Una situazione complicata. Che presuppone uno sforzo straordinario. Anche da parte della politica. Ma soprattutto da parte di chi è demandato a specifiche scelte amministrative”.
E’ questa la riflessione che arriva dall’associazione politico culturale ‘Ragusa in Movimento’ rispetto al decisionismo che si richiede all’amministrazione comunale e al sindaco, in particolare, in un momento storico in cui c’è bisogno di una mano forte per venire incontro alle esigenze della cittadinanza.
“Certo, sembra un po’ strano che proprio l’amministrazione della città capoluogo della provincia iblea, nella giornata di ieri, che è quella che corrisponde all’entrata in vigore dell’ultimo DPCM – sottolinea il presidente dell’associazione Mario Chiavola – mentre gli altri sindaci del nostro territorio hanno fatto a gara per comunicare quali sarebbero stati gli aiuti a sostegno dei comparti più in difficoltà, abbia scelto di stare in silenzio.
Magari, si starà cercando di elaborare qualche strategia specifica che sia più fruttuosa di quella del primo lockdown nel marzo scorso.
Secondo noi, devono essere valutate le specifiche condizioni amministrative per arrivare a concretizzare una sorta di piano Marshall a supporto della cittadinanza. Lo scopo, naturalmente, deve essere quello di fronteggiare nella maniera migliore possibile questa difficile situazione. Tutto ciò in combinazione con i ristori che arriveranno dal Governo e le agevolazioni pronte per essere attuate a vantaggio di tutte le categorie più colpite da queste nuove restrizioni.
Ci aspettiamo dal sindaco di Ragusa, ad esempio, che, a titolo esemplificativo, fornisca un contributo a fondo perduto a quelle realtà associative (piscine, teatri, cinema, etc.) che sono state costrette alla chiusura.
E, allo stesso tempo, che si predispongano aiuti straordinari alle imprese che hanno difficoltà sul fronte della liquidità.
E, ancora, che si attui, già da ora, la pianificazione per la consegna di pacchi alimentari, con il supporto dei volontari operanti in città, alle famiglie che hanno difficoltà a sbarcare il lunario.
Naturalmente, molto altro si potrà fare ancora. E speriamo che le risposte dalla Giunta municipale arrivino subito.
Gli enti locali hanno la facoltà di intervenire per fare sentire forte la propria presenza a fianco di chi dovrà attraversare un momento difficile. Questo deve essere il momento dei fatti concreti. Ci sarà tempo per le analisi e per le polemiche. Le proposte operative, naturalmente, possono essere ancora molte altre. E il sindaco dovrà dimostrare di avere fatto tutto il possibile per supportare chi è alle prese con situazioni complesse. E’ uno sforzo straordinario che occorre compiere ma senza perdere tempo più di tanto. Le risposte servono ora, subito. In questa fase difficile l’obiettivo comune che è necessario porsi è soltanto uno: siamo di nuovo nell’emergenza ed è necessario aiutare Ragusa e, soprattutto, i ragusani”.

Un bellissimo comunicato, bellissime parole: ci permettiamo solo di suggerire domande dirette ai vertici del governo regionale, per la quota di aiuti alimentari che ancora devono arrivare, pare siano stati erogati, finora, solo 30 dei 100 milioni stanziati.
Nel contempo, sarebbe d’uopo chiedere al Presidente Musumeci e all’Assessore Razza dove andati a finire le somme stanziate dal governi nazionale per la sanità, perché non si è fatto nulla per i fondi, 50 milioni da loro promessi, per il covid hospital al Maria Paternò Arezzo, perché non sono state implementati i reparti di terapia intensiva e subintensiva e perché non si è provveduto a trovare, con adeguati incentivi, il personale necessario.
Una volta avute queste risposte che, certo, non possono dare gli amministratori locali, si può passare alle aspettative di azioni adeguate, da parte degli amministratori del Comune di Ragusa.
Vogliamo premettere che, per primi, consideriamo del tutto limitata, in quanto alla consistenza economica, la possibilità economica di un Comune pur sano economicamente come quello di Ragusa.
Nemmeno rastrellando le somme dell’effimero, di opere pubbliche rimandabili, di progetti in itinere, si potrebbe venire incontro alle reali necessità determinate dall’emergenza, per la quali deve intervenire, giocoforza, lo Stato, il solo che può disporre di somme adeguate.
Quanto alla realtà del Comune di Ragusa, occorre andare a rivedere il film della prima edizione, anche attraverso le dichiarazioni dell’assessore al ramo, in consiglio comunale, per capire che a Ragusa i ritmi della politica, e dell’assessorato allo sviluppo economico, sono altri.
Nella prima post emergenza, l’amministrazione ha atteso la formalizzazione degli aiuti di Stato e regionali per pianificare gli interventi propri, si sollevò un enorme polverone solo attorno agli aiuti alimentari, erogati prima con i fondi nazionali e poi con l’esiguo acconto regionale, fra mille ostacoli e cavilli di ordine burocratico, per poi passare, sfiniti dall’enorme lavoro, all’erogazione di aiuti a categorie selezionate, arrivando a spacciare, come da dichiarazioni dell’assessore Licitra, anche i progetti di Agenda Urbana come strumento di lavoro e occupazione che sarebbero serviti a sostenere il necessario rilancio dell’economia.
In tutto questo bailamme di aiuti, nessuno ha mai eccepito nulla, con adeguate proteste nelle sedi opportune, per i ritardi della Cassa integrazione, per l’assurdità dei prestiti spacciati per aiuti peraltro difficili da ottenere, per gli enormi ritardi della politica regionale, per l’incapacità conclamata di gestire la crisi del settore sanitario.
Ritorniamo a dire, bellissimo comunicato, bellissime parole, ma sarebbe tempo che la politica al Comune non venisse solo sollecitata, peraltro in assenza di opposizioni politicamente adeguate, ma fosse attentamente valutata per chiedere al Sindaco le ormai inevitabili modifiche all’apparato di giunta che si rendono quanto mai necessarie in questo particolare momento di emergenza.

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