Ragusa, la città dei comitati, dei tavoli di confronto, dei laboratori e delle consulte

A Ragusa si potrebbe anche non votare, c’è, quasi, la pretesa che a decidere le sorti della città non debbano essere gli eletti, di destra o di sinistra, ma comitati, tavoli di confronto, laboratori e consulte.
Tutti sono esperti di tutto, tutti hanno una ricetta per l’appalto dei rifiuti, per l’aeroporto, per le liste di attesa, per il verde pubblico, per il centro storico, stranamente questi scienziati del confronto perdono voce quando qualcuno denuncia che dove si potevano fare solo negozi di vicinato, con una semplice delibera di indirizzo della giunta, si fa una variante per autorizzare supermercati, scavalcando, peraltro, il consiglio comunale, unico titolato per la variante.
E’ diventato uno sport quello del comunicato stampa e dei post sui social per denunciare ogni tipo di sopruso, accade però che quando gli organi che sono denunciati per irregolarità o omissioni replicano puntualmente, rigettando le accuse e dimostrando la malafede di chi denuncia, non c’è un seguito: o il persistere della denuncia con circostanziate puntualizzazioni per poter contestare la replica o le scuse per aver tentato di sollevare, senza elementi certi, un polverone.
Spesso si tratta di azioni strumentali che perdono il loro valore già sul nascere, c’è la legittima indignazione di chi, ormai, ha le scatole piene di botte e risposte che evaporano senza esiti precisi.
In pratica, non cambia nulla, c’è solo confusione, gazzarra, tentativi di acquisire visibilità, soprattutto quando si tratta di personaggi al tramonto o di politici sulla via della pensione.
Quello che dà più fastidio è la spocchia di molti, l’arroganza e la supponenza di quelli che ritengono di essere i soli ad avere ragione.

Uno dei settori dove tutti sono esperti è quello del verde pubblico, un settore per anni ai margini, senza fondi dedicati, che ha vissuto sempre con gli spiccioli rimasti, in un territorio comunale di particolare estensione e con un abnorme sviluppo di aree verdi di scarsa valenza e senza adeguati stanziamenti per la manutenzione.
Si deve dare atto all’attuale amministrazione Cassì, e segnatamente all’assessore Giovanni Iacono, di aver invertito la tendenza e dare la giusta dignità ad un settore dove non erano rispettate nemmeno le disposizioni di legge, molte delle quali non rispettate nemmeno nel precedente periodo di governo grillino della città.
Rimarchiamo questo particolare perché oggi provengono proprio dai 5 Stelle contestazioni sulle politiche per il verde pubblico.
Oggi possiamo vantare di avere ordine nel settore, di avere un censimento del verde, un registro del patrimonio arboreo, soprattutto un Regolamento del patrimonio arboreo e del verde pubblico, approvato a febbraio del 2020. E si sta lavorando per il Piano del verde.
In ogni caso di deve dire che in una città dove da 8 anni tutto è fermo per centro storico, opere pubbliche non completate, totale disinteresse per le contrade, interventi per manutenzioni su strade, impianti sportivi, edilizia scolastica, sempre vincolati al reperimento di fondi, senza mai intervenire sulle urgenze mentre i fondi per eventi, spettacoli, manifestazioni culturali ed esperti si trovano sempre e in anticipo, il settore del verde pubblico non è in condizioni disperate come altri.

Oggi, l’ultima amenità propinata, addirittura dal Coordinamento provinciale del Movimento 5 Stelle di Ragusa, che richiede l’istituzione di una Consulta del verde pubblico e l’adozione del piano del verde, nonché una modifica del Regolamento comunale.
Secondo la rappresentante cittadina del Movimento 5 Stelle l’amministrazione procederebbe a tentoni e a tentativi, nel settore, senza una reale programmazione.
Affermazioni opinabili, soprattutto quando le condizioni del verde pubblico si vorrebbero far passare come concause di una città sempre più grigia e più povera.
Evidentemente non informata sui dati relativi alle piantumazioni di nuovi alberi sul territorio comunale, la rappresentante del movimento accoglie positivamente l’arrivo di fondi per la piantumazione di nuovi alberi, riservandosi, comunque, di conoscere i dettagli degli interventi.
Che la comunicazione sia prettamente strumentale lo si evince dal salto che fa dalla Vallata Santa Domenica, oggetto di interventi di riqualificazione non di pertinenza del verde pubblico, ql soprastante ponte San Vito, dove contesta i risultati dei lavori di riqualificazione, per poi buttarsi di nuovo giù nella vallata che resterebbe impraticabile per esalazioni fognarie, che sarebbero state accertate durante la passeggiata di Pasquetta da alcuni cittadini.
Ma la vallata Santa Domenica non è chiusa al pubblico? Chi e con quali autorizzazioni ha potuto passeggiare al suo interno?
Poi si va all’eliminazione di due alberi nello slargo alla confluenza delle vie Mariannina Schininà, Benedetto Croce e Cannezio, alberi che tanti danni hanno già provocato al marciapiede e alla sede stradale, danni tali per cui gli alberi non possono essere difesi da nessun regolamento.
L’intervento di manutenzione è atteso da tempo immemorabile, nonostante sia stato già comunicato che saranno piantati alberi più adatti al sito, l’intervento viene considerato come una toppa, con spese senza visione d’insieme.

In conclusione, il Movimento 5 Stelle chiede la modifica dell’attuale regolamento, ritenuto superficiale, la costituzione della Consulta del Verde Pubblico, seguendo l’esempio di città virtuose come Verona, Bologna e Genova. Tale organismo, a costo zero e senza poteri decisionali, favorirebbe la partecipazione attiva dei cittadini nella tutela del patrimonio urbano, offrendo supporto e consulenza tecnica all’Amministrazione.
Anche l’adozione del Piano del Verde viene considerata prioritaria, ritenendo inaccettabile che questa Amministrazione non abbia previsto una pianificazione del verde in parallelo al Piano Regolatore.
Ma nessuna sollecitazione in tal senso è pervenuta dal Movimento e dal suo apparentante in Consiglio comunale che, ancorché incompatibile per la discussione e l’approvazione del Piano, ha pure partecipato alle propedeutiche riunioni di Commissione.

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