Ragusa perde malissimo a Campobasso, finale da dimenticare

La sconfitta sul parquet di Campobasso ci potrebbe anche stare, ma per come è maturata vanno inevitabilmente sotto processo la squadra e il gioco impostato dall’allenatore.
Dopo tre frazioni di gioco in sostanziale equilibrio, 20-21, la prima, 31-36 la seconda, 49-51 la terza, gli ultimi dieci minuti vedevano prevalere la squadra ragusana che dopo 4 minuti di gioco era a + 10, + 14 dopo 6 minuti, ancora a + 12 a 2.30 dalla sirena finale.
Una partita che aveva visto le bianco verdi con un ottimo bilancio ai rimbalzi, anche offensivi, ma con un gicoo dominato da moltissime palle perse: più in generale, un gioco che riusciva a contenere le padrone di casa, ma senza lampi, senza colpi di classe, la Romeo all’inizio della quarta frazione metteva dentro la sua terza tripla, ma oltre questo nulla, opache le prestazioni delle straniere, ordinaria amministrazione per Dotto e Attura.
Buon gioco delle ex, Ostarello nelle file ragusane, Nicolodi e Kacerik nelle file di Campobasso.
Ultimi due minuti da dimenticare, dai 12 punti di vantaggio si passa al pareggio a 37 secondi dalla sirena finale, una immaturità dimostrata da tutta la squadra, che si ritrova senza un leader, sia che possa essere in campo o in panchina.
Parlare degli ultimi secondi di gioco è del tutto inutile, l’evolversi del punteggio a favore del Campobasso è più eloquente di ogni possibile commento.
Non si è trattato di follia collettiva, come recita il comunicato della società, ma di sostanziali limiti della squadra e della maggior parte delle atlete, per non dire che dalla panchina non arrivano gli auspicati segnali di gioco veloce, vivace e pimpante di cui si è parlato.
Al momento, in queste condizioni, il quarto posto è solo un miraggio che si potrà toccare con mano per demeriti altrui, non certo per quelli nostri.
E domenica arriva al PalaMinardi Schio che servirà per far vedere al pubblico di casa e ai tifosi di che pasta è fatta la squadra di quest’anno: non servirà vincere a tutti i costi, ma si potrà dimostrare il valore delle strategie di gioco e delle singole atlete.
Perché dal commento dell’allenatore, si legge solo della perdita di 3-4 palloni “sanguinosi” negli ultimi due minuti, di mazzata per come è maturato il risultato finale, di numero di palle perse da analizzare, senza alcun riferimento all’assenza di un gico valido e minimamente in grado di mantenere un congruo vantaggio per due minuti.

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