di redazione
Ci sono film o imprese sportive che si rivedono all’infinito, con piacere. Ci sono libri che si leggono due e anche tre volte. Lo stesso accade con la storia e con gli aspetti culturali che connotano la rivoluzione, partita da Ragusa per la lotta all’amianto e ai suoi effetti nocivi
Se, all’inizio, la storia dell’Associazione ESPOSTI AMIANTO SICILIA era un fatto di lavoratori, di tutela della salute, di lotta che sostituiva l’immobilismo della politica e dei sindacati, merito di Turi Occhipinti, Gaetano Scollo, Carmelo Lorenzo, Carmelo Distefano, Giovanni Tidona è stato quello di aver saputo trasformare le strategie per difendere diritti inviolabilii in una vera tutela del lavoratore.
Da Ragusa è partita non una rivoluzione politica o sindacale, ma una rivoluzione culturale, per mezzo della quale hanno rimodellato e universalizzato il problema, che non è solo cosa loro.
Un approccio diverso, scaturito dall’impegno di lavoratori del profondo sud, isolato, emarginato, culturalmente e politicamente meno evoluto, che hanno saputo dimostrare l’effimera valenza di questi stessi assunti.
Merito loro quello di essere riusciti a sensibilizzare società e istituzioni, attivando azioni concrete per dare risposte e soluzioni ai tanti problemi che l’uso e la presenza massiccia di questo materiale cancerogeno ha creato nel nostro paese.
L’amianto, comunemente noto con il nome di ETERNIT, è stato causa di malattie e di morte per migliaia di lavoratori, essendo altamente inquinante, e continua ad essere la causa di disastri ambientali come quello della cosiddetta “terra dei Fuochi”.
L’associazione è costituita da lavoratori strettamente esposti all’amianto, che hanno polarizzato l’attenzione di tanti altri colleghi, impegnata, sul piano sociale, a rivendicare diritti non riconosciuti; anche attraverso azioni legali con avvocati e medici che seguono le varie fasi dei ricorsi legali ed assistenziali.
Una associazione che ha avuto ospitalità presso il Comune di Ragusa, grazie alla sensibilità di amministratori che hanno compreso la valenza dell’azione di una piccola classe operaia, sostituitasi, con grande successo, alla politica e ai sindacati, più impegnati, come, ormai, solitamente avviene, nella ricerca di visibilità e nella gestione del potere.
Di amianto si muore al nord e al sud, e in tutto il mondo, se ne deve parlare affinché nessuno possa continuare a fingere che il problema non esista.
Tante le iniziative intraprese, tante le volontà di realizzare azioni concrete in ragione della salvaguardia della salute e dell’ambiente.
Una ‘’politica attiva’’ che ha dato i suoi risultati e ha avuto i suoi riconoscimenti. L’ultimo, in ordine di tempo, il Premio Speciale conferito dall’Associazione Ragusani nel Mondo, lo scorso 2 agosto, nel corso dell’annuale appuntamento di premiazione, per aver dato rilievo culturale alla denuncia sui rischi dell’amianto.
Quella sera di agosto si è avuta la consacrazione di una strategia vincente, dell’approccio che attraverso cultura, arte e cinema ha modificato i canoni dell’agire associazionistico, attraverso progetti di sensibilizzazione e coinvolgimento emotivo che sono stati pensati e attuati da ragusani.
L’EAS ha avuto il suo posto fra le eccellenze della ragusanità e lo ha ottenuto con un’azione diventata fenomeno culturale.
Di questo fenomeno ci occuperemo, naturalmente, nello spazio dedicato all’arte e alla cultura.
