Meglio di così, il campionato del Ragusa Rugby, non poteva iniziare. Prima la vittoria casalinga con il forte Palermo, poi il successo, di misura nel risultato ma netto per quello che si è visto in campo, in casa dell’Amatori Catania 1963. Nove punti in due partite non se li aspettava nessuno.
La scorsa domenica battute nettamente le Aquile di Enna e, complice la contemporanea sconfitta del Cas Reggio Calabria, ci si ritrova in testa alla classifica.
Una partita che si preannunciava facile e così è stato, il punteggio parla da solo, 102 a 0, anche se bisogna rendere merito agli avversari sconfitti che hanno onorato la partita fino all’ultimo
Le Aquile di Enna sono arrivate a Ragusa in formazione quasi di fortuna, con soli quindici effettivi.
È giusto però dare merito anche al Ragusa Rugby, ai suoi giocatori, che, a loro volta, hanno esaltato i valori del rugby impegnandosi per tutti gli ottanta minuti, segno questo di rispetto per la squadra avversaria, onorata e mai umiliata.
Troppo grande la differenza di caratura tecnica e atletica tra le due squadre perché si potesse sperare di assistere a un match bello e combattuto, è stato poco esaltante guardare i quindici in maglia rossa passarsi facilmente il pallone e, azione dopo azione, andarlo a depositare in area di meta avversaria.
Marcatori dell’incontro: Cameron Del Moro (4 mete), Enoc Valenti (2), Stefano Iacono, Massimo Avola, Peppe Iacono, Leonardo Chessari, Ruben La Rocca, Ivan Dinatale, Carlo Sartorio, Teseo Vona, Andrea Battaglia, Jordan Campbell. Peppe Iacono ne ha trasformate 11.
Con i cinque punti conquistati oggi, e con la contemporanea sconfitta del Cas Reggio Calabria in casa del Palermo, il Ragusa Rugby balza in testa alla classifica del campionato di serie C1.
Domenica gli uomini di coach Greco saranno impegnati in casa dell’altro fanalino di coda Lions Messina e poi ospiteranno i reggini in quella che potrebbe già essere una partita decisiva per la conquista di uno dei due posti che daranno il diritto di partecipare ai play off promozione.
L’Under18 ha osservato un turno di riposo, sempre al campo di via della Costituzione, è stata di scena l’Under16 iblea che, per la seconda giornata del campionato Elite, una sorta di serie A di categoria, contro la forte Capitolina Roma.
Un incontro difficile per l’Under16 iblea, a Ragusa una squadra da anni ai vertici della palla ovale giovanile.
Dopo l’immeritata sconfitta di Benevento, la squadra era in cerca di riscatto contro il forte avversario laziale, una squadra che da tre anni vince il campionato Elite del centro-sud e lo scorso anno ha perso la finale nazionale contro Padova. Quindi, è squadra molto ben organizzata, abituata a giocare a grandi livelli, venuta a Ragusa per vincere”.
Di fatto, si conosce ben poco di questa squadra, ma a parlare sono i numeri: all’esordio la Capitolina ha sconfitto largamente L’Aquila, 46-6.
Se Benevento aveva costituito un parametro di raffronto, utile per comprendere il livello di questo torneo, la Capitolina Roma ha detto quanta differenza c’è, in termini tecnici, tra una squadra di vertice e la U16 del Ragusa Rugby.
Domenica, al campo di via Forlanini non c’è stato nulla da fare, troppo forti i romani per poter sperare di portare a casa anche un punto di bonus.
14-49 per i campioni della Capitolina Rugby. Troppo divario quello visto in campo oggi a Ragusa, non tanto per il gioco espresso dalle due formazioni, quanto per il livello di concentrazione e di determinazione esibito.
Quella romana è compagine altamente organizzata, dotata di cattiveria agonistica pari alla forza fisica apparsa da subito disarmante: e questo ha contribuito, già dall’ingresso in campo in una splendida giornata di sole, a mettere in soggezione i giovanotti iblei, i quali si sono sfaldati fin dai primi minuti, concedendo subito 2 mete agli avversari. Neanche dieci minuti, e già punteggio sullo 0-12.
A questo punto il Ragusa Rugby ha una impennata d’orgoglio ed inizia a mettere alle corde i capitolini: la pressione dura oltre cinque minuti, ci provano tutti, e dopo un calcio avversario stoppato sulla linea dei 22 metri, si apre caparbiamente un varco per la meta, trasformata da capitan Dinatale. 7-12.
Sembra quasi che i nostri possano riprendere in mano le redini della gara, ma invece no: i romani approfittano di una azione in velocità, si distendono e passano ancora. Meta non trasformata e 7-17.
Il primo tempo sembra chiudersi con un equilibrio precario, i rossi avversari sempre quadrati e ben organizzati, cattivi ed aggressivi in ogni zona del campo, e i nostri giovanotti – oggi in completo nero – a fare da argine: ma con difesa troppo statica e fatica a dispiegare il gioco con fluidità.
E così, come capita con sempre maggiore frequenza, un black-out di fine tempo porta facilmente la Capitolina nuovamente in meta, anche questa non trasformata: 7-22.
L’impressione è quella che i ragazzi stiano pagando uno scotto troppo alto al timore reverenziale di giocare contro avversari di eccessivo spessore: il gioco pare imploso, e ogni dettaglio preparato in settimana è andato in frantumi.
La ripresa si apre con la solita concessione agli avversari: ennesimo black-out, e in meno di 50” ennesima meta, anche questa non trasformata: 7-27. Il guaio è che il black-out si prolunga e si estenua, i ragazzi, come a Benevento, perdono il bandolo della matassa, smarriscono lucidità e capacità di reazione, e così gli ospiti imperversano con facilità estrema: si arriva al 7-44, che la partita sembra non avere più nulla da dire, e mancano ancora quasi venti minuti alla fine.
E allora coach Fumarola effettua qualche cambio, e i ragazzi decidono di lanciarsi con tutta l’energia che ancora hanno in corpo. Iniziano a pressare con rabbia e determinazione, ne nascono scontri accesi, una meta viene stoppata con affanno dai romani, che adesso non riescono a ripartire con la solita tranquillità.
L’ultima meta degli avversari è un caso fortuito, ma stavolta i nostri ripartono con grande caparbietà, si capisce che hanno deciso di dare tutto, e di andare in meta a tutti i costi. Gli ospiti non riescono più a uscire dai 22 metri, ed in un’azione insistita i nostri ragazzi trovano lo spunto per andare in mezzo ai pali: meta trasformata e tutti negli spogliatoi.
Risultato finale: 14-49.
A prescindere dal risultato e dall’indubbia differenza di cifre, tecnica e atletica, la partita di oggi ha rimarcato l’ennesimo concetto: che a sopperire a tale differenza basterebbe soltanto, da parte dei nostri ragazzi, una determinazione pressoché continua, con la convinzione che – se si è messa in difficoltà una supersquadra come la Capitolina Rugby – si può imporre il proprio gioco ad ognuna delle formazioni che, da ora in avanti, si andrà ad affrontare. A cominciare da domenica prossima, a Roma, contro le Fiamme Oro.
Buon primo turno per la squadra femminile del Ragusa Rugby che nel raggruppamento di Catania si piazza al terzo posto
Ha preso il via questa domenica, con la tappa di Catania, la Coppa Italia Seven femminile edizione 2017/2018.
Nove le squadre ai nastri di partenza: le catanesi Amatori, Cus e Briganti, e poi Iron Palermo, Nissa Caltanissetta, Aquile Enna, Syrako Siracusa, CLC Messina e, naturalmente, le Aquile Iblee del Ragusa Rugby. Per tutte l’obiettivo, al termine delle 11 giornate previste, sarà quello di conquistare il titolo regionale e guadagnarsi il pass per la fase nazionale di Calvisano, impresa già riuscite negli ultimi due anni alle Aquile Iblee.
Un torneo, dunque, strutturato su 11 tappe suddivise in 5 raggruppamenti “generali”, altrettanti “parziali” e un “festival” finale. Nei primi tutte e nove le squadre si incontreranno in un’unica sede, al termine del quale sarà stilata una classifica finale in virtù della quale ciascuna squadra, a seconda del piazzamento, conquisterà da 20 a 0 punti. Nei raggruppamenti parziali, invece, le squadre si incontreranno in due o tre sedi diverse e anche in questo caso guadagneranno dei punti a seconda del loro piazzamento finale. Un tantino complicata la formula ma poco importa a chi scende in campo con obiettivi chiari da raggiungere.
E Catania ha visto l’esordio delle nostre iblee che a detta del coach Andrea Puglisi si sono comportate come leonesse anziché aquilotte, guadagnando una meritatissima terza posizione nella classifica del primo raggruppamento.
Soddisfatto del primo confronto in campo: “Senza dubbio. Considera che come ho già detto eravamo senza sostituzioni. Sono cresciute e migliorate, hanno combattuto con una grinta e una determinazione incredibile, consapevoli di essere solo sette e il desiderio di non mollare o rischiare di non aver valida la partita.
Stanche, senza rimpiazzi ma unite, fortificate e muovendosi con grande intensità dimostrando buona preparazione fisica ed un grande cuore. Hanno aggredito sui punti d’incontro e hanno giocato nello spazio, che altro dire?
Se nei prossimi giorni le ragazze riusciranno a sconfiggere quel pizzico di sfortuna e se torneranno tutte in campo, grazie al loro impegno e all’allenamento costante sicuramente in questa stagione conquisteranno grandi soddisfazioni.”
