di Cesare Pluchino
Amministrazione disinteressata e pochi consiglieri in aula. Non sono mancati gli argomenti e le dichiarazioni scottanti.
Di certo, vedere i banchi dell’amministrazione e quelli dei consiglieri quasi vuoti, lascia intendere l’importanza che viene data alle sedute ispettive, se anche, per combinazione mancano il Presidente del Consiglio e il Segretario Generale. Ognuno degli assenti avrà la sua buona giustificazione, ma non si può negare che è sembrata la chiacchierata di quattro amici al bar.
Ciononostante non sono mancati gli argomenti di rilievo e gli interventi ‘caldi’.
Ha esordito il consigliere Elisabetta Marino che vuole rideterminare la presenza del gruppo misto nelle commissioni, lasciandone una sola alla compagna di gruppo, Manuela Nicita. Non si conoscono le motivazioni della richiesta della Marino, resta, comunque, lo sconcerto per una richiesta, ancorchè non legittima, che la Marino ha fatto da oltre due mesi e a cui non viene data risposta.
Anche il vicesegretario generale ha mostrato di non saper che pesci prendere e ha ascoltato la Marino, consigliando solo di rimandare la comunicazione con cui il consigliere, comunque, ha dato la sua rideterminazione della presenza del gruppo misto nelle commissioni.
Giorgio Mirabella ha sollecitato la presenza dell’amministrazione per le sedute del Consiglio Comunale, soffermandosi, poi, sulla condizione delle ville e dei giardini comunali, dove poco si è fatto, nonostante le ripetute sollecitazioni. Giorgio Massari ha ribadito l’esigenza di maggiore pubblicità per le agevolazioni tributarie riservate a talune fasce della popolazione, chiedendo, inoltre, concreti interventi per gli strumenti urbanistici, da tempo scaduti.
Angelo La Porta ha segnalato problematiche di Marina di Ragusa, di cui si può leggere in altra parte del giornale, Sonia Migliore ha chiesto notizie sullo stato delle pratiche relative all’opera della Guardia di Finanza da posizionare in piazza Libertà e alla trattativa per l’acquisto della collezione di abiti d’epoca.
Mario Chiavola ha affrontato un argomento delicato e spinoso, in cui, paradossalmente, la maggioranza è stata coinvolta senza esserne direttamente interessata. Uno dei revisori dei conti, eletto con due voti, uno dichiarato dal consigliere Ialacqua, proprio in aula, durante la seduta, risultava ineleggibile, in quanto in contenzioso con il Comune, avendo presentato ricorso contro gli esiti del concorso per dirigente economo.
Al riguardo, durante la seduta, sull’argomento, sembrava di essere al luna-park: Chiavola ha presentato una interrogazione; con rara e inimmaginabile solerzia, riceve, nel giro di 48 ore, la risposta in cui viene evidenziato che il revisore ha comunicato, tramite legale, il ritiro del ricorso, per cui decadono i vincoli di ineleggibilità. Chiavola accetta la risposta, ma ne fa non una questione procedurale, giuridico-legale, ma politica e di opportunità politica. Facile far cessare la lite, una volta eletto: evidente l’imbarazzo dell’elettore dichiarato, il prof. Ialacqua.
Ha rincarato la dose Tumino che ha considerato ininfluente il ritiro della lite, dal momento che, in sede di dichiarazione per entrare nell’elenco dei revisori disponibili ad accettare la nomina, doveva già essere indicata l’assenza di contenziosi con il Comune, addossando all’amministrazione la leggerezza di non aver effettuato i dovuti controlli, oltre a biasimare il comportamento del revisore, colpevole, quantomeno, di incauta dichiarazione.
Tumino, dopo essersi rammaricato per la seconda consecutiva assenza del Presidente del Consiglio, al quale, forse, intende riservare, pubblicamente, ancora critiche sulle modalità di elezione dei revisori dei conti, è passato alla disamina dei tanti aspetti del settore turismo che denotano defaillances e mancanza di interventi concreti.
Chi conosce il consigliere Tumino è legittimato a pensare che l’intervento sul turismo, accennato, sia propedeutico a qualche lavoro più approfondito sulle problematiche turistiche, verosimilmente in collaborazione con il collega Lo Destro, per cui a breve ci sarà da aspettarsi di vedere il turismo al centro dell’attenzione dei consiglieri di opposizione.
Per il momento, Tumino ha trovato sponda alle sue critiche nell’intervento di un consigliere di maggioranza, Franca Antoci, che ha rilevato la mancanza di adeguata segnaletica per Ragusa Ibla, nella zona di piazza Croce, Villa Pax e via Risorgimento e il degrado della segnaletica di benvenuto agli ingressi della città: legittimo chiedersi perché non c’è un dialogo diretto fra maggioranza e amministrazione per rilievi che potrebbero essere destinati, direttamente, all’assessore dello stesso partito, in questo caso movimento.
Si può o si deve pensare che non c’è dialogo fra gli assessori e il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle ?
C’è stato, dopo, l’intervento dell’Assessore Martorana, che ha difeso i colleghi di giunta per l’assenza e ha poi iniziato una serie di risposte per i singoli consiglieri di opposizione, a cui ha dato, per diversi aspetti e rilievi sollevati, ampia ragione, come al consigliere Massari a cui ha riconosciuto la mancanza di divulgazione delle agevolazioni tributarie, al consigliere La Porta, giudicato attento e preciso nel lavoro di segnalazione di rilievi che sono centrati perché oggetto di intervento dell’amministrazione.
Per quanto riguarda i problemi urbanistici, Salvatore Martorana ha risposto a Massari che su questi si gioca la sorte dell’amministrazione.
Immancabile e attesa la difesa d’ufficio per l’assenza del Presidente, a proposito della quale ha anche stigmatizzato il “vizietto” di Maurizio Tumino di fare allusioni che ha giudicato inappropriate.
Avventato il rimbrotto a Chiavola perché, a proposito dei revisori, si sarebbe avventurato su una strada che non doveva percorrere, quando aveva dichiarato che il consigliere Ialacqua aveva votato per il revisore che sarebbe stato ineleggibile, avventato perché non ha tenuto conto che proprio Ialacqua, ad inizio di seduta, aveva vantato il suo voto per il revisore in questione.
In chiusura delle comunicazioni, il consueto sfogo provocatorio del consigliere Porsenna che, questa volta, ha rivolto i suoi strali sarcastici nei confronti del consigliere Chiavola per l’ingresso del Megafono nel PD, per cui ha chiesto conferma, in maniera ironica, del passaggio dello stesso nelle file renziane.
Immaginabile il teatrino che si è venuto a creare in aula, con scambio di improperi e battute fra maggioranza e opposizione, come sempre, debitamente evitati dalle telecamere.
