A Ragusa si riesce a non far mancare le polemiche anche nel giorno della festa

Un programma dei festeggiamenti in onore del Santo Patrono della Città e della Diocesi di Ragusa che, quest’anno, ha riscosso particolari consensi e successo di pubblico.
La serata della vigilia allietata dal comico Roberto Lipari ha registrato il tutto esaurito e ha portato una ventata di allegra novità nel clichè di una festa, da sempre, giustamente dedicata alla fede e alla devozione con poche concessioni all’aspetto artistico ricreativo.
Una festa che, fino a quest’anno, ha visto il Parroco della Cattedrale e il Comitato organizzatore impegnati nel dare il massimo per dei festeggiamenti che si sono sempre distinti per sobria eleganza e massiccia partecipazione di fedeli e della comunità tutta.
Incastonata sempre nel programma dei festeggiamenti la rassegna teatrale dedicata a Mons. Pennisi, l’indimenticato Vescovo della Diocesi che era, fra l’altro, appassionato scrittore di testi teatrali.
La rassegna ha costituito, da sempre, un gioiellino particolare della Festa, un tempo, con Padre Tidona, serate all’insegna della spiccata familiarità, con la presenza prioritaria di compagnie amatoriali locali e qualche inserimento di compagnie del territorio siciliano di consolidata esperienza e tradizione teatrale.
Quest’anno gli organizzatori hanno trasformato la rassegna nel Festival del Teatro Comico, alla sua quarta edizione come 15esima edizione dell’iniziativa dedicata a Mons. Pennisi.
I primi due appuntamenti del festival regionale del teatro comico hanno fatto registrare il tutto esaurito, l’iniziativa è stata promossa dall’associazione culturale Palco Uno con la collaborazione del comitato dei festeggiamenti.
Sabato e domenica scorsi i primi due appuntamenti rispettivamente con la compagnia teatrale “Le Maschere” di Canicattini Bagni che ha portato in scena “Si volaaa!” e con la compagnia “Il canovaccio” di Leonforte che, invece, ha proposto “La banda degli onesti”.
Si proseguirà mercoledì 30 agosto con “M’AdDubai” della compagnia “Cesare Cannata” di Palazzolo Acreide mentre giovedì 31 sarà la volta della compagnia teatrale “Dietro le quinte” di Milazzo con “Tesoro, non è come credi”.
Per qualcuno, la nuova impostazione che si è voluto dare alla manifestazione intitolata a Mons Pennisi svilisce lo spirito originario dell’iniziativa che voleva celebrare il Vescovo in uno spirito di semplicità che dava spazio alle compagnie amatoriali locali.
E’ l’opinione di persone competenti in materia di teatro che non giudicano negativamente la nuova esperienza ma non possono esimersi dal rilevare un cambio di direzione non indifferente.
Da parte nostra rileviamo una totale mancanza di promozione della rassegna, neanche sul programma ufficiale dei festeggiamenti si trova un preciso riferimento alla rassegna Mons. Pennisi, segnale di una attenzione riservata solo al business dell’iniziativa e non allo spirito originario dell’omaggio all’ex Vescovo.

La questione è stata sollevata da una lettera aperta inviata al Comitato organizzatore da Tonino Marù della compagnia locale Piccolo Teatro Popolare.
Questo il testo della sua nota:

“Non ci è piaciuto il cambio d’indirizzo della rassegna teatrale dedicata a mons. Pennisi che fino all’anno scorso era destinata ai gruppi amatoriali ragusani
Abbiamo notato con sorpresa il cambio d’indirizzo della rassegna, nata in memoria di monsignor Pennisi, vescovo di Ragusa negli anni dal 1950 al 1974 ma anche apprezzato commediografo: ricordiamo in questa occasione la sua opera più rappresentata, vale a dire “Matrimoni e Vescuvati”.
La rassegna dedicata a monsignor Pennisi è stata, fin dalla sua prima edizione, una finestra sulla realtà dei gruppi amatoriali ragusani, effettuata con una quota/parte del contributo che il Comune di Ragusa elargisce in occasione della festa del Patrono.
Non vogliamo qui discutere il valore artistico della rassegna regionale del teatro comico, ma registrare la scomparsa di un evento che rappresentava l’ancoraggio al territorio, quindi ai cittadini ragusani, del teatro amatoriale locale, che vive o meglio sopravvive grazie a queste sparute iniziative.
Ricordiamo che la realtà del teatro amatoriale è sempre più compressa, da una parte dalla crisi economica che si traduce in una dispersione del pubblico, dall’altra dal teatro professionistico, che sempre a motivo della suddetta crisi occupa spazi e piazze, che in passato non avrebbe lontanamente tenuto in considerazione. Eppure i gruppi amatoriali, animati dal diletto, ma non per questo professionalmente sprovveduti, sono rimasti gli ultimi custodi di una tradizione popolare e dialettica che sta ineluttabilmente scomparendo”.

A stretto giro risponde il direttore artistico della manifestazione, Maurizio Nicastro, che difende le scelte in nome dell’esigenza di attirare un pubblico sempre più numeroso per il bene del teatro.
Questo il contenuto della risposta di Nicastro:
“La rassegna dedicata a monsignor Pennisi, con la mia direzione artistica, intende dare il giusto risalto ad un grande uomo di Fede che si è dedicato anche al teatro, diventandone un conosciuto ed apprezzato autore, e per questo rappresentato (anche se poco) in tutta la Sicilia.
Il nostro amato vescovo, che mi onoro di aver conosciuto e rappresentato in fanciullezza, faceva apostolato anche così, col sorriso, entrando nei cuori della gente con la fine arte dell’ironia, attingendo alla grande risorsa naturale dei suoi parrocchiani e raccontandone le storie.
Un personaggio così poliedrico, un autore così fine, un religioso dal cuore d’oro non può restare legato alla territorialità solamente ragusana, ed è per questo che, condividendo questo mio progetto del Festival regionale di Teatro Comico con il comitato festeggiamenti, ho voluto proporre questo abbinamento, fra l’altro presentato in conferenza stampa a giugno, senza alcun commento che in quel momento forse sarebbe risultato molto gradito.
Il progetto, che è solo all’inizio, intende dare maggiore risalto alla figura di mons. Pennisi, promuovendo una rassegna alla quale si accede per bando pubblico (e non per amicizia come avveniva in passato), coinvolgendo gruppi filodrammatici che portino in scena lavori comici di qualità (quest’anno hanno fatto richiesta 35 compagnie).
Il progetto prevede (già dal prossimo anno, perché per questa edizione sarebbe stato impossibile) che nel cartellone venga inserita almeno una commedia di mons. Pennisi a vantaggio di una sua maggiore notorietà, come è giusto che sia.
Queste le linee guida che da quest’anno ho adottato nella direzione artistica che desidererei portare avanti, evitando i campanilismi, i favoritismi, che tendono a chiuderci per evitare il confronto con altre realtà.
Chi vorrà partecipare alla prossima edizione, sempre se sarà confermata la mia direzione artistica, potrà farlo aderendo all’iniziativa e superando il vaglio di una mini-commissione tecnica.
Comunque il pubblico, sin dalla prima serata, ha apprezzato i lavori, è stato coinvolto attraverso delle schede per esprimere un giudizio sulle varie componenti dello spettacolo (attori, regia, scenografia, etc,) dimostrando un elevato senso critico.
Ritengo che anche questo aiuti a crescere: per fare teatro c’è bisogno di pubblico, e più il pubblico è preparato più apprezzerà il teatro, sia esso popolare, impegnato, comico o d’avanguardia.
Basta questo per capire che si può fare apostolato e cultura anche attraverso il teatro, così come ha egregiamente fatto mons. Pennisi, non soffermandoci al solo fatto egoistico se i gruppi che recitano sono o no ragusani.
Tendiamo a migliorare la qualità della rassegna e non releghiamo né la stessa, né il nostro amato mons. Pennisi a confini geografici troppi stretti.
Lui non scriveva solo per i ragusani, scriveva per chi amava il teatro, sul palco, in platea e nella vita. Viva il teatro!”

Non sta a noi indicare chi possa essere nel giusto sulla querelle, non ne abbiamo le competenze, ad una lettura superficiale sembrano buone le ragioni di chi vuole privilegiare il teatro amatoriale locale, parimenti sembrano poco discutibili le ragioni di chi vuole sviluppare e diffondere una cultura teatrale che non può essere relegata negli angusti confini locali.
Una questione di questo tipo andrebbe affidata a alle decisioni del comitato organizzatore e dei finanziatori della manifestazione, invece, come avviene spesso, nella nostra città, la polemica è direttamente gestita dai protagonisti interessati che non possono mai esprimere posizioni indipendenti e non influenzati dalle esigenze personali.
In ogni caso, una forte caduta di stile nelle posizioni di Marù, personaggio che abbiamo avuto modo di conoscere in occasione delle contestazioni alle decisioni dell’amministrazione in merito all’equipe sociopsicopedagogica per le scuole e per la querelle sull’abbattimento del palazzo INA in piazza San Giovanni.
La questione attuale merita, senza dubbio una attenzione particolare e una valutazione attenta, ma la si poteva sollevare venerdì mattina, dopo la conclusione della rassegna teatrale, con margini assai ampi rispetto all’organizzazione della prossima edizione.
Entrare a gamba tesa, nel pieno della festa, peraltro organizzata con pieno successo, appare solo come una ricerca sfrontata di visibilità della quale, peraltro, non sembrano esserci riscontri sensibili.
Un voler imporre le proprie idee e posizioni, come avvenuto in altre occasioni, senza un sereno e disinteressato confronto.

Ultimi Articoli