Conferenza dei capigruppo del Consiglio Comunale di Ragusa per decidere la sede e le modalità di una prossima seduta del civico consesso.
Dopo oltre un mese di fermo totale dell’attività consiliare, la prima seduta sarà ispettiva, cioè dedicata alle interrogazioni e alle comunicazioni.
Nei giorni scorsi c’era stato anche una sorta di finta seduta sperimentale in videoconferenza, per mettere a punto le procedure per i collegamenti.
Stamane, martedì 28 aprile, l’attesa riunione dei capigruppo dagli esiti imprevedibili e inaspettati.
In piena crisi cittadina per l’emergenza coronavirus, con intere categorie, del commercio in particolare, in gravissime condizioni economiche per il fermo delle attività che, peraltro, si protrarrà , per alcuni settori, fino al prossimo giugno, salvo eventi negativi riconducibili al contagio, i capigruppo rappresentanti delle varie componenti politiche non hanno trovato di meglio che trastullarsi sulle modalità e sulla sede della seduta del Consiglio Comunale.
Alle prime indiscrezioni trapelate, stentavamo a credere a quello che ci veniva raccontato: dopo aver sollecitato, più volte, la predisposizione per lo svolgimento delle sedute in video conferenza, è venuto fuori che, per alcuni, il videocollegamento non sarebbe agevole e ci sono state pressioni per una seduta ‘regolare’ del civico consesso.
Scartato quindi il collegamento in videoconferenza, attualmente molto in uso per ogni genere di incontri, anche di una certa importanza, c’è stata la discussione sulla sede da scegliere: per adottare agevoli misure di sicurezza sarebbe stato ideale sfruttare l’ampia sala del centro direzionale comunale della zona artigianale, ma qualche capogruppo si è opposto perché non si ritiene la sala istituzionalmente adatta all’ufficialità dell’assise cittadina.
Messa da parte quindi questa soluzione ideale, per le farneticanti idee che spesso vengono fuori a proposito dell’utilizzo di questa sala che sarebbe la sede ideale per il civico consesso, per gli spazi adeguati per tutti, il dibattito si è spostato sulle altre possibilità, seduta tradizionale nell’aula consiliare, sfruttando anche, eventualmente, la sala giunta per accogliere i consiglieri alla richiesta distanza di sicurezza, seduta in video conferenza e seduta mista, con la presenza in aula e con la presenza in videoconferenza.
Alla fine, anche per venire incontro all’appello inziale del primo cittadino che ha invitato a trovare, in ogni caso, una soluzione condivisa, posizione adottata anche dal Presidente che non ha voluto far pesare il suo indiscutibile potere decisionale, che, però, sarebbe stato quanto mai opportuno, si è optato per l’ultima soluzione, superando anche i dubbi del segretario generale sull’effettivo controllo della seduta, trattandosi, per quella prossima, di una seduta ispettiva.
Una scelta aberrante, tanto lavoro perduto per allestire le sedute in videoconferenza, una mattinata persa per scegliere la sede adatta per il consiglio, mentre la città, i commercianti, le imprese soffrono e la gente mangia con i buoni spesa del Comune.
Non la fretta di inoltrare proposte concrete, di iniziativa consiliare, nessuna fretta di sollecitare l’amministrazione per scelte decise e produttive per il tessuto economico e sociale della città, brodino solo per la solita passerella delle comunicazioni, con quel volpone del Sindaco che tiene tutti buoni all’insegna del vogliamoci bene.
Questo è il nuovo truppone del civico consesso, nessuno dei cui componenti si alza per denunciare la vacuità dei colleghi, esortando alla concretezza per rispetto al mandato ricevuto dagli elettori.
Sarebbe bene che questi ultimi se ne ricordassero alle prossime elezioni comunali.
