In un post dell’avv. Michele Sbezzi la sintesi della visita a Ragusa di Matteo Renzi, segretario nazionale del Partito Democratico, in giro per l’Italia per presentare il suo libro ““Avanti – Perché l’Italia non si ferma”.
Un folto e qualificato uditorio ha ascoltato con attenzione le parole dell’ex premier, sceso in Sicilia per l’affare letterario ma incapace di dimenticare che c’è una campagna elettorale difficile in corso nella regione.
Renzi ha imparato la lezione e dopo la batosta del referendum evita di personalizzare lo scontro e tenta di convincere che l’esito delle elezioni siciliane non avrà effetti sulla politica nazionale, né, tantomeno, sulle ormai imminenti elezioni nazionali.
Ma è inutile come convincere che il vero motivo della visita è la presentazione del libro.
In una ampia sala ai bordi della piscina dell’Hotel Poggio del Sole, gli organizzatori, in particolare l’on.le Nello Dipasquale, fanno trovare una platea di prim’ordine: una volta gli appuntamenti del PD erano caratterizzati da qualche bandiera con falce e martello, dalle bandiere del sindacato di sinistra, dalla presenza numerosa di lavoratori, sindacalisti ed esponenti vari della sinistra.
Per la venuta di Renzi un parterre di professionisti, medici, avvocati, ingegneri, imprenditori, dirigenti regionali, molti giovani affascinati dal verbo del giovane segretario, grande seguito di televisioni e giornali, e, naturalmente, i vertici locali del partito, con il segretario provinciale Denaro, gli onorevoli Dipasquale e Digiacomo, la senatrice Padua, i sindaci PD di Comiso, Giarratana, Ispica, il segretario cittadino di Ragusa, Peppe Calabrese, consiglieri comunali del partito, con in testa il capogruppo di Ragusa, Mario D’Asta e il collega Mario Chiavola, il consigliere comunale di Vittoria, Giuseppe Nicastro.
Matteo Renzi era accompagnato dal sottosegretario alla sanità, Davide Faraone.
Nello Dipasquale è rimasto uno dei pochi politici sul territorio che organizza incontri dove le sedie sono sempre poche, qualunque sia il numero di quelle approntate.
Un peccato che nessuno degli appartenenti al PD abbia accolto l’ospite con un breve intervento.
Per questo ci piace riportare le dichiarazioni, a caldo, del segretario Calabrese e del capogruppo di Ragusa, D’Asta.
Peppe Calabrese ha dichiarato: “Secondo me bella iniziativa. Un Renzi più maturo, che ha usato toni meno forti del solito ma determinato come sempre, responsabile nel dire senza giri di parole quello che pensa. Grande soddisfazione per un segretario ospitare nella propria città il suo segretario nazionale.
Un Renzi disponibile che ha rilasciato a margine dell’intervista pacche sulle spalle, dediche personali sul suo ultimo libro e tante tante foto con il popolo democratico.
Insomma in sabato mattina di festa per il popolo dem , consapevoli della battaglia politica elettorale da affrontare nei prossimi giorni. Un Renzi che alla fine si è fermato con noi, ha voluto approfondire la conoscenza del partito locale per preparare la strategia vincente su tutte le prossime competizioni che ci saranno.
In sintesi un tocca sana e un dosaggio di entusiasmo trasmesso a tutto il gruppo dirigente locale della provincia e al popolo dem presente, parlando del suo libro, ma lanciando la candidatura di Micari alla presidenza.”
Mario D’Asta, uno dei pochissimi renziani della prima ora di Ragusa, e di buona parte della Sicilia, ha detto: “Oggi una mattinata piacevole in cui la presentazione del libro “Avanti – Perché l’Italia non si ferma” ha rappresentato una occasione non solo per parlare di alcune questioni che hanno riguardato i 1000 giorni del Renzi premier ma anche per fare il punto della situazione.
Un Renzi con un rinnovato entusiasmo, brillante e, come sempre, efficace, capace di mettere al centro il futuro dell’Italia che si divide, come un vero e proprio spartiacque, tra la destra radicale, i populisti e il buon senso rappresentato dal Pd.
La sala era stracolma. Renzi riesce ancora ad appassionare e a tenere alto il livello della politica italiana. E sono questi gli elementi che occorre tenere in considerazione.”
Renzi ha spaziato nei suoi interventi, a risposta delle domande che gli venivano poste dal giornalista, su tematiche di politica nazionale, con riferimenti a parti significative del suo libro.
Non ha mancato, in apertura dell’incontro, di ricordare come abbia mantenuto la promessa del finanziamento di 18 milioni di euro per la metropolitana di superficie di Ragusa, una delle tante che hanno caratterizzato il suo ruolo di premier che ha sempre rispettato gli impegni presi.
Rivendica di non aver mollato, dopo aver perso, e ha sottolineato alcune priorità di molte regioni italiane che godono di condizioni superiori alla media italiana.
Ma questo fattore è quello che spinge Renzi ad un impegno sempre maggiore per un’Italia che deve andare ‘avanti’.
Ha manifestato rammarico per le tante notizie false sul suo conto e il contestuale silenzio quando si dedica agli ultimi, ai disagiati, ai malati, ai diversamente abili, lo stesso che avvolge le tante leggi definite a favore degli stessi.
Rifiuta l’etichetta di protettore delle banche, questione che affronta largamente nel suo libro, recrimina per il silenzio sui 40 milioni dati a Napoli per eliminare le vele di Scampia.
C’è molta campagna elettorale quando ricorda gli appuntamenti dell’EXPO e del G 7, non si dà pace per la mancata organizzazione delle Olimpiadi a Roma, che, prima di tutto, avrebbero portato ingenti somme per le periferie della capitale.
Ha gridato che la corruzione si vince arrestando i responsabili, non bloccando le opere pubbliche, anche per l’EXPO si prospettava la stessa situazione ma si sono presi gli accorgimenti necessari.
La Sicilia, in particolare va governata, non va utilizzata come laboratorio politico, deve assolutamente ripartire, deve sfruttare l’opportunità di una grande candidatura come quella del Rettore dell’università di Palermo, Micari.
Ripercorre alcuni passaggi fondamentali del suo passato da primo ministro, ricorda le strategie messe in atto dai suoi avversari politici, primi fra tutti D’Alema e Berlusconi, auspica per la sua visita uno di quei titoli che sono stati i migliori perché non ci sono stati.
Inevitabile qualche mormorio in sala quando ha parlato della necessaria efficienza della rete ferroviaria e delle carenze del trasporto pubblico che attanagliano, in particolare, la nostra terra.
Moltissima campagna elettorale quando non è riuscito ad evitare, dalla sua posizione privilegiata di politico di livello comunque superiore e di grande esperienza, gli attacchi ad avversari di rango decisamente inferiore: ha criticato la Raggi, qualche sfottò per DiMaio e DiBattista e qualche altro esponente grillino protagonista sulla stampa con dichiarazioni avventate.
Ha esagerato quando ha definito Musumeci uomo di Salvini, ha strategicamente ignorato Cancelleri, ha saputo eludere ogni possibile riferimento ai sondaggi che confortanti non sono per il PD, ha miracolosamente evitato ogni riferimento ai cinque anni di governo Crocetta, sostenuto, in tutte le maniere possibili, fino alla fine, e anche attualmente, dagli assessori del Partito Democratico.
Anche questo è segnale della caratura del politico.
