Ridimensionato il ruolo delle commissioni consiliari

Lo aveva comunicato la Presidente della Commissione Cultura, la consigliera Corrada Iacono, in risposta alle sollecitazioni di colleghi per la convocazione dell’organo consultivo.
In aula, aveva riferito di nuove indicazioni, sottolineate dagli uffici e segnatamente dal vicesegretario generale, il dott. Lumiera, provenienti dall’assessorato agli Enti Locali, tendenti a limitare le funzioni delle Commissioni Consiliari che dovrebbero occuparsi solo di atti per il Consiglio Comunale.
In pratica, solo esame e pareri consultivi su atti da sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale, poco o nulla di quanto, per restare al nostro Comune, previsto dall’art. 18 del Regolamento Comunale del Consiglio e delle Commissioni.
Si legge, nel suddetto articolo, che “le Commissioni permanenti costituiscono articolazioni del Consiglio Comunale ed esercitano le loro funzioni concorrendo ai compiti di indirizzo e controllo politico amministrativo allo stesso attribuite, mediante valutazione preliminare degli atti di programmazione e pianificazione operativa e finanziaria e l’approfondimento dei risultati periodici del controllo della gestione corrente e degli investimenti. Possono, altresì, essere incaricate, dal Consiglio, di effettuare indagini conoscitive relative al funzionamento dei servizi, all’attuazione dei programmi, progetti e interventi, alla gestione di aziende, istituzioni e altri organismi dipendenti del Comune”.
Più in generale, esercitano, sempre secondo il regolamento del Comune di Ragusa, poteri consultivi, istruttori, attività di studio e iniziative di proposta.
Soprattutto in relazione alle ultime voci citate, si evince come il ruolo della Commissione è stato inteso, finora, ad ampio spettro, con lo specifico compito di svolgere indagini conoscitive sulle tematiche di competenza e di poter approfondire lo studio di problemi di interesse generale e specifico, della città e dell’amministrazione.
La Presidente Iacono e la collega Cettina Raniolo, Presidente della Commissione Sviluppo Economico, sono state fra le più attive nel cercare di rendere operativo il mandato loro affidato.
Da qualche settimana la Iacono si muove per sondare le possibilità di convocare una seduta della sua commissione direttamente al Castello di Donnafugata, per verificare, da vicino, le questioni attinenti il Castello, il Parco e il Museo del Costume, con la collezione di abiti d’epoca; ha ricevuto anche sollecitazioni per una audizione del comitato tecnico scientifico dell’Ecomuseo e del manager della cultura, per approfondire i temi rispettivi di competenza.
La Presidente Raniolo, già all’inizio della sua Presidenza aveva avuto l’iniziativa, unanimemente apprezzata, di convocare la deputazione locale per ascoltare, dalla viva voce degli onorevoli, quale è l’attività portata avanti, in sede regionale e nazionale, quali sono i programmi e le iniziative e quali le refluenze sul territorio; analoghe iniziative sono state avviate per audire organizzazioni di categoria e datoriali.
Attività encomiabili, di presenza concreta nella vita ammnistrativa, che sarebbero tarpate dalle nuove indicazioni regionali degli Enti Locali.
Si tratta di una circolare, emanata all’inizio del 2018, era stata considerata come tale, senza effetti di legge, ma successivi pronunciamenti della Corte dei Conti inducono a tenere in considerazione quanto indicato nella circolare.
Una direttiva, al momento, nebulosa, senza indicazioni chiare e definitive, che tiene in sospeso l’attività delle commissioni, ma non ci dovrebbero essere problemi, per aggirare l’ostacolo.
Già alcuni consiglieri, la stessa Presidente e l’assessore si sono dichiarati disponibili a partecipare a riunioni informali, non ufficiali, della Commissione Cultura, rinunciando al gettone di presenza.
In ogni caso, se si volesse discutere di determinati argomenti, rimangono lo strumento delle interrogazioni, quello delle sedute ispettive del Consiglio Comunale, quello delle iniziative consiliari, per paradosso limitano le convocazioni delle Commissioni ma si potrebbe ricorrere alle convocazioni del Consilio Comunale, ben più dispendiose.
Occorrerà verificare quale sarà la posizione che vorrà assumere, in merito, il Presidente del Consiglio Comunale, ma se si vogliono approfondire determinate tematiche serve solo la volontà dei consiglieri comunali chiamati ad esercitare il loro ruolo di controllo e verifica degli atti e dell’attività dell’amministrazione e dei singoli assessorati.

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