Riflessione di Peppe Scifo, segretario generale della CGIL di Ragusa, sull’ ennesimo femminicidio a Vittoria

Gravissimo e purtroppo ennesimo femminicidio avvenuto a Vittoria che incrementa la triste lista nazionale che conta già quest’anno 22 donne uccise.
Di questi 22 femminicidi 19 sono donne italiane e 3 donne straniere. Si conferma ancora il triste primato per l’Italia dove non si riesce a fermare questa assurda e tragica piaga.
E un triste primato per l’Italia ma soprattutto per gli uomini italiani, quasi sempre persone vicine e addirittura partner o ex delle vittime.
La rete, gli sportelli, i numeri verdi e tutte le iniziative messe in campo a livello pubblico e privato dimostrano, ogni qualvolta succede un omicidio di questo genere, tutti i loro limiti.
Ma, conoscendo la nostra realtà locale, c’è un ulteriore criticità di contesto che riguarda le donne straniere quasi sempre tagliate fuori dai servizi sociosanitari e di conseguenza ancora più difficile da individuare e raggiungere per ogni iniziativa, comprese quelle contro la violenza sulle donne.
In tutti i casi di femminicidio si riscontra la solitudine delle vittime a livello familiare e di comunità.
Questo è quello che deve farci riflettere, un modello sociale sempre più incentrato sulla solitudine, apparentemente colmata dai social media, e l’assenza di reti solidali a partire dal vicinato.
Anche di questo occorre iniziare a discutere affinché si possano creare robusti anticorpi alla violenza e alla sopraffazione.

Peppe Scifo – segretario generale della CGIL di Ragusa

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