di redazione
Cogliamo al volo due interessanti riflessioni sul recente voto regionale
AFFLUENZA ALLE URNE. GLI ASSENTI HANNO SEMPRE TORTO! di Emanuele Cavallo
Ormai è chiaro che l’unica forma di protesta che il popolo italiano sta mettendo in campo per cercare di abbattere il sistema politico è l’astensionismo ad ogni competizione elettorale, sia a livello politico sia amministrativo. N’è dimostrazione, senza equivoci d’interpretazioni varie, l’esito delle regionali appena svoltesi in Calabria ed in Emilia Romagna.
olto incisiva perché lancia un messaggio chiaro! La piena bocciatura della classe politica italiana! Messaggio che non può essere sottovalutato dalla classe dirigente che ha guidato il paese fino ad oggi e che pare non abbia proprio intenzione di mostrare il proprio carattere (ammesso che ce l’abbia) con scelte che rispondano alle vere esigenze del paese.
uttavia, una riflessione sulla questione va fatta. A che cosa porta questa forma di protesta o disaffezione verso la politica? Allo stesso risultato di quello conseguito se la stragrande maggioranza degli italiani adempisse al dovere civico del voto? Probabilmente con un’affluenza del 70 per cento avrebbe in ogni caso vinto il centro sinistra, ma non è questo il punto, a mio avviso, su cui focalizzare l’attenzione.
uesta forma di protesta dà comunque vita ai Parlamenti, ai Governi sia nazionali sia regionali, alle sindacature, ai consigli comunali e gli eletti, dal loro punto di vista, hanno in ogni caso raggiunto l’obiettivo in barba a chi protesta con l’astensionismo.
’art. 48 della nostra Costituzione afferma che votare è un “dovere civico” e sembrerebbe rifarsi all’art. 2 che parla di solidarietà politica. Non votare, tuttavia, non comporta nessuna sanzione.
ra, non andare a votare per poi, magari, criticare chi, invece, ritiene di adempiere a questo dovere definendoli pecoroni o con altri epiteti, significa sì protestare contro questi politici, ma significa anche non volersi assumere le proprie responsabilità nel concorrere comunque allo svolgimento regolare della vita politica e sociale del paese, lasciando questo onere ai pochi, tralasciando il fatto che chi è assente o nel bene o nel male ha sempre e comunque torto, considerato che i governi si formano lo stesso e portano avanti le loro scelte e i loro progetti con il contributo preponderante dell’astensionismo rispetto a chi va a votare.
oloro che hanno preferito non votare sappiano che sono responsabili in maniera diretta delle conseguenze che deriveranno dall’azione dei loro governi regionali, così come il popolo siciliano tutto, chi ha votato e chi no, è responsabile dell’elezione del presidente Crocetta e dei consiglieri regionali, nel bene e nel male.
Nella convinzione che questa forma di protesta non serva a niente, sarebbe forse il caso di riflettere sull’opportunità di trasformare il dovere civico del voto in obbligo di votare. Votare, anche scheda bianca, è una forma di responsabilità di tutti i cittadini e non solo di una minoranza.
LA GENTE NON VOTA I PARTITI, MA LE PERSONE. di Rosanna Bocchieri
Da uno sguardo alle percentuali delle elezioni regionali in Calabria, si desume che vince la sinistra, il PD e la coalizione, ma il partito del non voto è quello che vince veramente. In questa coalizione quelle che vincono sono le liste civiche, forse più vicine alla gente, e la lista Oliviero. La gente non vota i partiti, ma le persone. Questa prende da sola il 12,44.
Dai dati s’intuisce che i vertici stanno sbagliando, occupati a Roma, a risolvere i loro problemi e lontani dai territori. La gente ha bisogno di fatti e di condivisione e i vertici non lo capiscono!
Altro dato è il calo di Grillo, che non convince per mancanza di proposte, facile agli insulti e alle urla, ma non alla concretezza.
I piccoli partiti tendono a scomparire. Ncd tiene a stento. L’Udc scompare. Manca il Progetto?
Forza Italia e la Casa delle Libertà sono in calo.
Da quanto detto emergono due fatti: i partiti devono capire che l’unica politica è quella dettata dal territorio e la scelta si concentra sulle persone e sui progetti concreti.
