Riflessioni sulla situazione politica e amministrativa al Comune di Ragusa

C’era da aspettarselo, ai primi accenni di rientro in città, da noi tradizionalmente anticipato per la festività patronale, sarebbero sbocciati i comunicati dei consiglieri comunali, dopo la evitabilissima pausa di ferragosto.
Evitabile la pausa, dal momento che l’amministrazione si è insediata da appena un mese, evitabili anche i comunicati che discettano su una situazione in divenire, in quasi tutti i settori.
Il primo comunicato che arriva, dai contenuti seri, anche nel contesto di inevitabili non condivisioni, è quello del consigliere Firrincieli, che offre spunti importanti, ma che obbliga, anche per il futuro, ad una scissione netta, fra la persona e il portavoce dei 5 Stelle.
Scissione che non sarà condivisa, che potrà essere contestata, ma che non ci può essere impedita.
Non sappiamo da dove cominciare, nell’analisi del comunicato, ci sono alcune valutazioni, degne di nota, del consigliere Firrincieli, e sono quelle riferibili alla situazione generale dopo la campagna elettorale e alle criticità che sono evidenti in città, ci sono poi quelle che risentono dell’appartenenza ai 5 Stelle, non si comprende bene di quale parrocchia e, per questo motivo, spesso opinabili.
Consiglieremmo al consigliere Firrincieli, per una luminosa carriera di consigliere comunale, di restare adeso ai principi generali del Movimento 5 Stelle e uscire dalle logiche locali e regionali di basso cabotaggio che hanno portato alla sconfitta elettorale.
Bene fa Firrincieli a segnalare lo strano silenzio di forze politiche che sperano di arrivare ad accordi sottobanco, bene fa ad evidenziare come ci sono diverse forze di opposizione che vogliono dimostrare di non essere tali, non sono elucubrazioni sue ma evidenze che non si possono sottacere, ci sono addirittura elementi delle opposizioni che rivestono ruoli che competono alla maggioranza, e nella maggioranza qualcuno si comincia ad agitare per questo.
Ma si deve capire che ci sono nuovi assetti in vista, la fantapolitica è sempre dietro l’angolo, pronta a trasformarsi in realtà.
Si intravedono matrimoni fra renziani e berlusconiani, la Lega aspetta chi deve mettere la benzina nel serbatoio per accendere i motori anche a Ragusa, nel PD la lotta per il potere sul poco che resta è solo agli inizi, a destra Fratelli d’Italia aspetta di capire quale sarà il suo ruolo, che non gli sarà dato dal sindaco Cassì, come molti, erroneamente, pensano, ma dal peso che vorrà attribuire Musumeci con le sue politiche, anche quelle che avranno influenza sulla nostra città, sul nostro territorio e sulla nostra provincia.
Fa bene Firrincieli, perché l’azione di fondo dei 5 Stelle, anche in questa tornata elettorale, ha avuto funzione di diserbante per la vecchia politica, nel 2013 fu operato un primo repulisti, nel 2018 si è riusciti, quasi, a completare l’opera, qualcuno, come i rettili, tenterà di rigenerarsi, ma gli organismi, in buona parte, sono compromessi.
Deve continuare, Firrincieli, a farsi guardiano della buona politica, ma deve dimenticare di far parte dei 5 Stelle di Ragusa che, d’altra parte, sembrano dissolti nel nulla.
Deve evitare i continui riferimenti alla passata amministrazione, perché la gente è stanca di battibecchi che, peraltro, il nuovo stile entrato a palazzo aborrisce.

E’ stato evidente che la campagna elettorale non è stata solo contro i 5 Stelle, le diatribe all’interno delle coalizioni di centrosinistra e di centrodestra hanno dimostrato che ci sono state guerre interne alle due coalizioni principali che i 5 Stelle non hanno capito e non hanno saputo sfruttare.
La città non è assopita, è stanca dopo la battaglia che ha consentito di mandare gli avversari a casa, è stata una battaglia tanto dura, direi quasi nucleare, che non ha risparmiato le forze di entrambi gli schieramenti.
Questa valutazione rende implicita la considerazione che una sola è stato la mente, il genio politico, il ‘barone’ che ha scelto il candidato ideale, lo ha seguito, lo ha consigliato con i suggerimenti giusti, lo ha circondato di soggetti politici giusti, dimostrando come si fa politica, e come si comunica, in maniera efficace e produttiva.
Tutti gli altri, operai della politica che non hanno nemmeno saputo comunicare per avere la meglio sugli avversari.
Non è stata una campagna all’ultimo sangue, il sangue scorreva solo all’interno di qualche comitato elettorale, come quello dei 5 Stelle, per le beghe interne.
Firrincieli non può vantare nulla di un rendiconto che i 5 Stelle non sono riusciti a presentare entro le scadenze imposte dalla legge, una grave mancanza, come quella dell’incapacità di produrre il bilancio preventivo, fattori che gli strateghi delle campagne elettorali non hanno nemmeno saputo trasformare in arma contro gli avversari.
Non si può affermare che non si è voluto dare fiducia a chi ha saputo amministrare: il voto, in democrazia, esprime il contrario.
Non si può censurare la tolleranza sulle spiagge, per i giochi con la palla, per le tendopoli, che ci sono stati ogni anno e che nessuno ha saputo eliminare, bisogna essere onesti,
Parlare della mancata apertura dei cancelli della villa, peraltro strumentalmente segnalati da ben identificati soggetti di nota appartenenza, è semplicemente ridicolo di fronte ai conclamati disservizi dell’era grillina: questa volta si è trattato di un contrattempo, all’epoca erano gli assessori consapevoli della chiusura di bagni pubblici, uffici turistici, musei e Castelli per mancanza di fondi, senza nemmeno dare adeguata comunicazione e senza intenzioni di aprire di aprire le casse per ottimizzare i servizi, magari sacrificando spettacoli ed eventi culturali.
Le periferie invase dai rifiuti sono frutto dell’inciviltà di alcuni ragusani e frutto delle politiche ambientali che spesso i 5 Stelle hanno affidato a soggetti del tutto inadeguati.

Quanto al verde pubblico, di cui ci occupiamo in altra parte del giornale, meglio farebbe il consigliere Firrincieli ad evitare di parlarne, perché l’eredità lasciata, nello specifico settore, dalla passata amministrazione è semplicemente scandalosa.
Basti dire che si continua a parlare di verde pubblico, ma di cura e manutenzione del verde non c’è nulla di nulla: esiste solo un appalto per la scerbatura, per l’eliminazione delle sterpaglie, assai tardivo, che non comprende le aree degli impianti sportivi e delle scuole, solo un lavoro di pulizia dove di verde pubblico non si parla, che non può essere certo annoverato fra i requisiti della buona amministrazione grillina.

Non c’è torpore nelle stanze del Comune, c’è solo titubanza nell’identificare le responsabilità di disservizi che, come si rileva ogni giorno, dipendono da scelte politiche e amministrative errate che, in ogni caso, non possono essere risolte con la bacchetta magica.
I proclami dei 5 Stelle che non sono disposti a tollerare altre defaillances fanno solo sorridere sulla scia dei cinque anni passati, si rinnova il clichè, fallimentare, di opposizioni allo sbando, afflitte dalla disperazione da sconfitta, che non trovano argomentazioni migliori e costruttive per svolgere il loro ruolo.
Abbiamo, per anni, censurato questo tipo di opposizione, quando si rivolgeva ai 5 Stelle, e i 5 Stelle ci condividevano, e abbiamo avuto ragione perché gli strateghi di allora non ne hanno tratto alcun beneficio e sono scomparsi politicamente: non possiamo fare diversamente ora, nel momento in cui, a ruoli invertiti, i 5 Stelle non trovano di meglio che imitare gli avversari di un tempo per rinnovare uno spettacolo che ha già stancato la città e del quale nessuno è disponibile a rivedere repliche.

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