Festa a Palazzo dell’Aquila per l’arrivo di tre consistenti finanziamenti del Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e con il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, nell’ambito della misura “Rigenerazione Urbana”, ora alimentata con fondi del PNRR, il piano nazionale di ripresa e resilienza, europeo, che vuole favorire la ripresa post pandemica.
Esulta il sindaco Cassì che vede premiato il lavoro dell’ufficio tecnico che ha sviluppato, da anni, la progettualità per alcune opere pubbliche ritenute di importanza prioritaria.
Arrivano 20 milioni, così suddivisi: 6,5 milioni per il restauro di Villa Moltisanti; 6,5 milioni per la riqualificazione della Vallata Santa Domenica; 7 milioni per trasformare il Foro Boario in polo fieristico polifunzionale.
I particolari sono ancora da mettere a fuoco, si sapeva che le opere finanziate con i fondi del PNRR dovevano essere completate entro il 2026.
Se problemi potrebbero non esserci per Villa Moltisanti e per la vallata Santa Domenica, entrambi progetti avviati dalla passata amministrazione 5 Stelle del sindaco Federico Piccitto, per stessa ammissione del sindaco Cassì, si deve ancora dare incarico per la progettazione del Polo fieristico al Foro Boario, essendo stato attribuito il finanziamento sulla base di un preliminare che ora va sviluppato prima di potere andare in gara.
Se ne saprà di più in occasione di un preannunciato incontro per presentare i singoli progetti alla città
More solito, Cassì esalta l’attività della sua amministrazione, comprendendo anche quella di ideazione e progettazione, che risalgono, in verità, alla passata amministrazione grillina.
Merito di questa amministrazione, di certo, l’attenta partecipazione ai bandi, l’intercettazione dei finanziamenti e l’indizione delle gare di appalto che, purtroppo, sempre come precisa il primo cittadino, devono fare i conti “con i tempi ineliminabili ed incomprimibili della italica burocrazia”.
Il tutto, occorre riconoscerlo, nel contesto di una emergenza pandemica che ha imposto lo stanziamento di ingenti somme, mai fino ad ora previste per il paese dall’Europa, per la ripresa economica, un periodo estremamente ricco di opportunità dove è necessario e indispensabile trovare pronte le amministrazioni per sfruttare le misure previste.
E in questo, occorre riconoscerlo, l’amministrazione Cassì, grazie al lavoro degli uffici dell’assessorato ai lavori pubblici, risponde alla grande.
Progettazione di livello che ottiene riconoscimenti, come nel caso del progetto di allargamento dell’area della pista ciclabile al lungomare Bisani di Marina di Ragusa, il sindaco parla anche di buone pratiche, di amministrazione sana e virtuosa, ma abbiamo visto, proprio con questi finanziamenti della rigenerazione urbana, che sono stati gratificati anche Comuni pieni di debiti e con piani di riequilibrio incerti e non approvati.
Sovrabbondanza di propaganda dai sentori elettorali.
Come accennavamo, già nel titolo, si tratta, per almeno due delle tre opere finanziate, di progetti rispolverati, magari rivisti e migliorati, ma pur sempre idee della passata amministrazione, senza dire che l’idea di sfruttare la Vallata santa Domenica, come le latomie di Cava Gonfalone, o la Villa Moltisanti, risale a decenni orsono.
Soprattutto ci sarà da capire perché, in anni recenti, sono stati annunciati finanziamenti per queste opere, per pochi spiccioli, mentre ora si parla di cifre che oscillano fra 6 milioni e mezzo e sette milioni, che possono essere anche pochi per il Polo Fieristico, adeguati a seconda dei progetti ideati per la Vallata, di certo spropositati per la villa di campagna.
Peraltro, come aveva fatto notare di recente il segretario cittadino del Partito Democratico, Peppe Calabrese,
si è fatto un gran parlare dei fondi del PNRR, un programma di grande respiro secondo le direttive europee, in tema di ambiente, di sanità, di riforme della giustizia, di energie rinnovabili, di transizione ecologica, ci troviamo, invece a restaurare, con ingenti somme, ville di campagna e a finanziare opinabili poli fieristici che non si sa chi dovrebbe gestire e con quali competenze e capacità.
A proposito dei tre progetti del Comune di Ragusa, Peppe Calabrese denunciava come la norma sul programma di rigenerazione urbana fosse stata pensata “per ridurre i fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, migliorando la qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale dei Comuni”.
Dei tre progetti, forse, solo quello di villa Moltisanti, secondo Calabrese, “aderisce alle indicazioni normative del PNRR, le cui finalità riguardano maggiormente gli interventi strutturali che riducono il degrado abbattendo le distanze sociali tra i quartieri”.
“Per il Comune di Ragusa sarebbe stata l’occasione ideale per puntare al recupero delle aree periferiche della città – continua Calabrese – che così vengono completamente dimenticate a vantaggio di progetti di importanza marginale rispetto alla possibilità di programmare un unico grande intervento di rigenerazione urbana lì dove si necessita di impianti, strade e urbanizzazione.”
Benvenuti, in ogni caso, i tre finanziamenti, ma ci sia concesso di rilevare come, appunto, solo villa Moltisanti risponde ai criteri di contenimento del degrado urbano e di incentivo alla socializzazione in uno dei quartieri anonimi della media borghesia cittadina.
La vallata Santa Domenica potrà servire per far rivivere il centro storico superiore e come ricucitura fra i due centri storici della città, aberrante la scelta del polo fieristico nell’area del foro boario, polo fieristico che si sarebbe dovuto progettare a sud della città, verso il mare, dove temperature e condizioni metereologiche della zona avrebbero favorito meglio la struttura e la sua fruizione.
Ritornando alla questione dei progetti rispolverati, giova ricordare che già nel luglio del 2015 erano iniziate le operazioni di riqualificazione della vallata Santa Domenica che, nelle intenzioni degli assessori Corallo, ai lavori pubblici, e Zanotto, assessore alla Valorizzazione del Patrimonio Naturalistico e Paesaggistico, dovevano essere messe a disposizione della fruizione collettiva, quale vero e proprio parco in pieno centro storico cittadino.
Ancora nel giugno del 2016, altri interventi seguiti personalmente dal sindaco Piccitto e dal vice Iannucci, fra cui spiccava il programma per la realizzazione dei sentieri sotto i tre ponti della città che attraversano la Vallata fino a raggiungere la zona di largo San Paolo a Ragusa Ibla.
Si può obiettare che allora non si arrivò a nulla, ma anche questa amministrazione, nel novembre del 2020, aggiudicò lavori per il recupero dell’area e non se ne è saputo più nulla, tantomeno della auspicata fruizione del sito.
Analogamente, ritroviamo un altro nostro articolo, che come gli altri riprende comunicati dell’ufficio stampa del Comune di Ragusa, relativo alla concessione di fondi previsti dal Piano di Azione e Coesione (PAC), III Fase Nuove Azioni regionali, per tre importanti opere pubbliche del Comune.
Siamo nel luglio del 2017, sempre amministrazione Piccitto, quindi non idee di questa amministrazione, con tre distinte determine dirigenziali del Settore V – Programmazione Opere Pubbliche si prendeva atto che la Regione Siciliana aveva finanziato le spese di progettazione definitiva dei tre interventi accertando in entrata gli importi di €50.939,64 per la copertura del Ponte di Via Roma, di € 192.971,64 per il recupero di Villa Moltisanti e di € 237.663,06 per la Vallata Santa Domenica.
Richieste di finanziamento che erano state avanzate a gennaio del 2015, i progetti erano stati affidati all’ ing. Giuseppe Corallo ed ai geometri Giovanni Guardiano e Giorgio Iacono.
Da ultimo c’è da rilevare che, nelle intenzioni di questa amministrazione, il progetto del Foro Boario integrerà e terrà conto dell’altro progetto da 690.000 euro già finanziato con fondi FSC (Fondo per lo sviluppo e la coesione) che prevede tra l’altro la sostituzione della attuale copertura in cemento-amianto delle stalle e la sistemazione delle aree destinate a parcheggio.
Ma, a questo punto, sorge la perplessità circa l’opportunità di procedere ad un progetto unico, unendo i due finanziamenti, ancorché di consistenza ben diversa, e, nel contempo, si chiede di capire che fine fanno gli altri finanziamenti citati per la vallata, dove forse sono stati già utilizzati, e per villa Moltisanti, dove finora nessuno ha messo mano.
