Un post del sindaco Cassì, sulla pagina facebook, informa che l’amministrazione continua a lavorare con il professor Paolo Verri e il suo team allo sviluppo della strategia ventennale di Ragusa.
“Non è un mistero, visti i numerosi incontri pubblici svolti”, dice il sindaco, ma non comprendiamo a quali incontri ‘pubblici’ si riferisca.
Apprendiamo che “La sfida ambientale, il contrasto all’emigrazione giovanile, lo sviluppo infrastrutturale del sud-est, l’integrazione degli stranieri, il ripopolamento giovanile del Centro storico, la capacità di attirare fondi di investimento sono infatti temi che hanno bisogno di strategie e visioni di medio e lungo periodo, da sviluppare in un percorso che sarà ampliamente condiviso con la città.”
Per questo, si è scelto di avvalersi dell’esperienza di un professionista come Verri, che ha già sviluppato e diretto i piani strategici di importanti centri in Italia.
Riteniamo utile questa ultima precisazione perché, da quanto emerso dalla prima riunione nella quale Verrì venne presentato ad un gruppo di uomini di cultura ragusani, selezionati dal sindaco fra le sue conoscenze, si parlava di un esperto per rilanciare turisticamente la città, segnatamente per curarne l’immagine a fini turistici, come sottolineato, in un servizio, dal giornalista Saro Distefano che era stato fra i partecipanti all’incontro.
In quella occasione, Distefano specificò che il Verri era stato presentato come un esperto “capace di rendere le città, d’accordo con le amministrazioni, da grigie, tristi, depresse, in decadenza a città, in crescita, visitate, turisticamente attive, culturalmente attivissime.”
In pratica, avevamo scritto, una sorta di santone, di taumaturgo, che ha ‘miracolato’ tante città’.
Chiare le finalità di rilancio della città solo in funzione turistico culturale.
Anche il sindaco Cassì, in aula consiliare, in risposta ad una domanda del consigliere Chiavola, ha dichiarato sull’ argomento “di aver voluto avviare una serie di interlocuzioni, nel tentativo di dare una impostazione alla strategia di sviluppo culturale e turistico della città.”
Oggi, invece, si parla, in senso più esteso, di un piano strategico della città, addirittura di respiro ventennale, deducendone che Cassì vuole ipotecare il destino della città ben oltre il suo mandato e anche quello, ipotetico, di qualche suo delfino.
Staremo a vedere cosa nasce, di piani strategici per la città ne abbiamo visto di tutti i colori, nelle recenti amministrazioni passate, ma non c’è poi stato mai nulla di concreto, un po’ come il piano strategico del turismo.
Piuttosto, nell’occasione, non si parla ancora di costi di questa mega strategia, se sarà spalmata nei vent’anni, ma, tecnicamente, dal punto di vista finanziario non è possibile, a meno di non procedere ora alle elezioni comunali dei prossimi vent’anni, approfittando della corrente di consenso, oppure ci finirà come con il Piano Strategico del Turismo per il quale si scopri, alla presentazione, che si si doveva assumere il progettista come destination manager, che lo stesso, e non il comune, doveva scegliere e assumere tre persone, e che, come inizio, serviva una cifra spropositata solo per fare il sito.
Ci vengono questi pensieri, che, invero, dovrebbero venire prima ai consiglieri comunali, rappresentanti dell’elettorato, perché abbiamo notato che, nelle fotografie del post del sindaco, manca, fra assessori e Presidente del Consiglio, la persona più qualificata della squadra per interloquire con l’esperto, da pari a pari: l’esperta del sindaco per cultura, turismo ed eventi.
Viene svelata, invece, alla gente, ancorché di profilo, laterale, l’immagine del professionista locale, Ignazio Ottaviano, che si dovrà occupare “dell’attuazione della strategia turistica” che, a questo punto, sfugge dalle mani di Verri per passare all’esperto casareccio.
E su questo è il sindaco a precisare, confortandoci per il nostro disorientamento espresso inizialmente, dopo aver letto qualche malinteso a proposito: “Paolo Verri ci aiuterà a curare la strategia pluriennale della città, Ignazio Ottaviano è invece il professionista locale che si occupa dell’attuazione della strategia turistica. Due ambiti diversi ma logicamente interconnessi.”
Prima di tirare la leva della calcolatrice per stilare un totale, almeno delle persone che si occupano di turismo e di strategie per la città, si deve rilevare anche che nelle foto compare una persona non meglio identificata, del quale anche qualcuno dei partecipanti al tavolo non ricorda o sconosce il nome, che ci viene indicato come collaboratore, non si sa a quale livello, di Verri.
Da come si atteggia in foto e da come si rivolge a Verri, non sembra un semplice segretario che tiene le carte, per cui viene da pensare se per caso non va a finire come quando il sindaco Cassì cercava il manager culturale e andò a finire dal direttore, o ex direttore, della Reggia di Caserta (per il Castello di Donnafugata, naturalmente, non poteva cercare altro NdR), personaggio che, visti i tentativi di accordo andati a vuoto, tentò di piazzarci, comunque, un suo vice, un suo stretto collaboratore, un a sorta di sottoprodotto.
Non vorremmo che andasse a finire allo stesso modo, non vorremmo che con Verri andasse a finire come con il Comandante dei Vigili Urbani, non vorremmo che Verri si sbrigasse i suoi da fare in giro per l’Italia, per 5 giorni, per collegarsi, in remoto, il sabato mattina, lasciando sul posto, ma nemmeno questo è sicuro, un suo collaboratore.

Per intanto il totale ci segna un sindaco che trattiene deleghe di turismo, di cultura e di spettacolo, una esperta che si dovrebbe occupare di eventi, cultura e turismo, un esperto per l’attuazione della strategia turistica, tutto questo adagiato sul cuscino di porpora del Piano Strategico del Turismo, quello del Centro Commerciale Naturale ‘Antica Ibla’, che il sindaco ha detto di non voler cestinare.
In ultimo, ma non sappiamo se abbaiamo finito, c’è l’esperto per il piano strategico della città, per ora al netto dei suoi eventuali collaboratori.
